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Street Fighter 3: 3rd Strike - Dreamcast (Recensione)
a cura di
Giuseppe Schirru e Valerio Marongiu (Marzo 2001)
Piattaforma: Dreamcast
Software House: Capcom
Sviluppatore: Interno
Genere: Picchiaduro
Prezzo: 51.13 €
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    7,3


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    Squillino le trombe!!! È arrivato finalmente il picchiaduro che generazioni di bambini con le manine pacioccose bramavano. Tutti lo aspettavano, altro che lo scudetto e il ritorno di Ronaldo per l'Inter, altro che il nuovo film di James Bond...

    All'inizio era Street Fighter, il secondo venne molto tempo dopo...

    La cosa più incredibile in un gioco famosissimo, progenitore di ogni beat em'up che si rispetti, è che nessuno o pochi conoscano il primo capitolo di questa serie, che è sempre stata famosa come "Street Fighter 2", capolavoro che ebbe un successo incredibile e una grande influenza sui titoli seguenti, segnando una sorta di cammino da proseguire. Il primo Street Fighter dovrebbe aver visto la luce solo su una versione per Master System nel lontano 1987 (vi era anche quella da sala giochi), ed era un po' diverso dal ben più famoso figliol prodigo che è il secondo capitolo; infatti si poteva usare solamente un personaggio Ryu, che avrebbe dovuto andare a sfidare vari ceffi sempre con la solita partita a tre round. A disposizione vi erano già l'haduken, il calcio rotante e lo shoryuken, mosse che ancora oggi fanno parte del bagaglio "culturale" del nostro eroe, e che lo sono state sempre nel corso dei tempi. Il boss finale al tempo era Sagat, e da ciò abbiamo la leggenda nel secondo episodio, secondo la quale fosse stato Ryu a causare la cicatrice a Sagat e ad innescare un bruciante desiderio di vendetta nei suoi confronti.

    Ma è con Street Fighter 2 che abbiamo avuto "il gioiello", ovvero otto lottatori utilizzabili e un sistema di combattimento, una grafica e un sonoro incredibili che al tempo fecero gridare al miracolo, tanto che fu incoronato da molti come il gioco migliore della storia dei videogiochi. Indimenticabili le sfide in saletta, quelle con tizi incredibilmente grossi e muscolosi che adottavano una tattica di gioco che consisteva nel mollare cazzotti fortissimi ai tasti, mentre noi, piccoli e minuti, con la nostra tecnica di gioco tattica e super elaborata, riuscivamo a sopraffarli con le nostre doti di abili giocatori. La nostra vittoria nei loro confronti non esulava comunque dalla reale pestata che finita la partita loro ci davano, completa di combo e colpi terrificanti che in quell'epoca videoludica non avevano ancora avuto luce, ma questa è un altra storia...

    Poi vi fu l'uscita della versione Turbo, con l'aggiunta dei quattro boss che vi erano alla fine del secondo capitolo, ovvero Vega, Sagat, Barlog e Bison. Proprio quando tutti pensavano che non potesse esserci qualcosa migliore di Street Fighter 2, ecco arrivare Super Street Fighter 2 con altri quattro nuovi personaggi, una grafica completamente rinnovata, effetti e suoni rimixati per un audio da lasciare a bocca aperta e tante nuove strepitose mosse. Fu questo il momento di maggior gloria per il "frutta soldi" di mamma Capcom, e cominciò l'uscita del film e di tantissimi gadget concernenti il videogioco in questione. Se fino a questo momento, codesto titolone poteva rivaleggiare tranquillamente con incredibili capisaldi contemporanei del calibro di Mortal Kombat 2, nelle successive trasposizioni continuò sempre ad aver un grosso successo, ma non riuscì più a ricoprire il posto di capolavoro del genere che venne assunto dai vari Tekken nel passaggio dai 16 ai 32 bit.Non c'è due senza tre?

    Street Fighter 3, uno dei sequel più attesi nella storia, sarebbe dovuto uscire parecchi anni addietro: si vociferava infatti la sua apparizione ai tempi dei vari Street Fighter 2 per Super Nintendo. L'attesa, che nel corso degli anni è andata scemando, ha fatto anche diminuire l'attenzione verso questo prodotto, relegato a una sorta di "piano secondario" di una software house dalle idee chiare, che sicuramente lo avrebbe usato come asso della manica.
    Nel frattempo, con l'avvento delle console della nuova generazione, sono uscite tantissime altre versioni di Street Fighter, una dozzina circa (Street Fighter 2, SF2 Turbo, Super SF2, Street Fighter Alpha 1/2/3, Street Fighter ex plus Alpha 1/2 etc etc) senza contare i vari Street Fighter vs Marvel, vs Fracchia e Fantozzi e chi più ne ha più ne metta.

    2D o 3D: questo è il dilemma!

    Arrivati finalmente al terzo capitolo della serie, dopo varie produzioni che utilizzavano la grafica poligonale, siamo tornati al vero caro 2D, tanto amato dai nostalgici. Non che la cosa ne pregiudichi la bellezza grafica, ma sicuramente al giorno d'oggi, un ambiente 2D offre sicuramente molte meno possibilità di quello che può offrirne uno in 3D. I giochi oramai più belli e famosi hanno abbandonato questo tipo di impostazione, ma ciò non vuol dire che Street Fighter 3 parta svantaggiato da questo fattore.

    Che ne dite di un bel torneo di schiaffi e pugni?

    Ormai la trama di Street Fighter è diventata inesistente o quasi. Se nei primi capitoli ogni giocatore aveva una missione da perseguire, anche se stupida (Chun Li doveva per esempio vendicare la morte del padre, oppure Honda doveva dimostrare che i lottatori di sumo sono i più forti del mondo) e le storie dei vari giocatori si intrecciavano a formare diciamo una sorta di trama credibile, ora l'unico motivo di questi combattimenti tra lottatori provenienti dalle più svariate zone del globo è l'aggiudicarsi il titolo di campione. Oltre a questo non c'è nessun ipotetico motivo per il quale diciannove personaggi si prendano a mazzate, se non per puro divertimento. Quindi per decidere chi è il più forte guerriero al mondo, hanno deciso di utilizzare l'antico e rinomato metodo del torneo.
    I personaggi utilizzabili in questa versione sono diciannove, di cui alcuni completamente nuovi, mai trovati in altre serie. Tornano a grande richiesta Ryu, Ken, Chun Li e Gouki, oltre a quali abbiamo Alex, Yun, Dudley, Yang, Necro, Hugo, Ibuki, Elena, Oro, Yang, Sean, Urien, Q, Twelve, Makoto e Remy. Di personaggi quindi ce n'è per tutti i gusti: Sean è una specie di mentecatto vestito da gallo cedrone che per quanto apparentemente stupido ha un buon repertorio di mosse; Ibuki invece è la classica ninja con attacchi debolissimi; Elena è una lottatrice con uno stile di combattimento che ricorda per certi aspetti un mix tra Eddy di Tekken 3 ed una scimmia ammaestrata. Nota di merito per Twelve... uomo chewngum? Adatto più per un gioco degli X-Man, risulta essere il classico tipo che riesce a modificare il corpo a proprio piacimento, riuscendo a colpire l'avversario da posizioni impensabili: riesce a volare, a trasformarsi in ragno e a scomparire. Il cattivone finale, Gill, proviene da una parte sconosciuta della Terra ed ha il corpo composto da una parte ghiacciata e da un'altra fiammeggiante. Molto temibile, riesce prima di essere sconfitto nel secondo round a ristabilire del tutto la propria energia, non male.

    Il gioco come ben tutti sanno è simulatore di cazzotti. Il primo che riuscirà a mandare al tappeto per due volte nell'ambito di un massimo di tre round l'avversario, vincerà lo scontro. I due avversari si sfideranno in un ambiente 2D, quindi ci si potrà spostare ovviamente solo avanti e indietro e purtroppo non in profondità nemmeno per pochi secondi, mossa effettuabile nei vari King Of Fighters per scansare le bolle. Durante lo scontro non ci saranno oggetti da utilizzare o da lanciare, e non si potrà interagire con i fondali. L'unico modo per infliggere danni all'avversario saranno i colpi fisici e le varie mosse speciali. A disposizione di ogni giocatore, le mosse effettuabili non saranno poi tantissime; ciò comporta due cose: in primo luogo l'apprendimento completo del carnet di mosse del giocatore e il conseguente utilizzo ottimale, in secondo una minore longevità. Street Fighter non ha un totale di mosse molto vasto, ma rimedia a questa carenza con l'utilizzo di una tipologia di combattimento semplice e al tempo stesso tatticissima. Dimenticatevi quindi le risse in discoteca, gli attacchi e le vittorie casuali, gli assalti alla Garibaldina, il tutto dovrà essere elaborato e bisognerà seguire una determinata strategia. Da qui la possibilità di vincere vari scontri tranquillamente con il solo ausilio di prese, e normalissimi calci o pugni, senza utilizzare le varie super mosse. Da questo punto di vista va detto, che prima di ogni scontro ci verrà chiesto di scegliere fra tre super mosse, quindi in ogni partita avremo a disposizione solo la supermossa scelta in partenza, una e non tante come nelle altre versioni.
    Questo Street Fighter si presenta quindi come un prodotto non molto innovativo: innanzitutto ha pochissime modalità di gioco, l'Arcade, dove potremo finire il gioco (sfidando la metà degli avversari esistenti, perché a ogni match ci verrà imposto di scegliere tra due lottatori quale sfidare) e il Versus, per sfidare un avversario umano. Le uniche novità ravvisabili riguardano il sistema di combattimento, ma sono poco importanti: innanzitutto oltre alla possibilità di utilizzare solo una determinata super mossa a partita, avremo a disposizione delle contromosse che serviranno solo come una sorta di parata, atta a farci sferrare subito un colpo all'avversario. Alla fine di ogni partita inoltre ci verrà segnato un punteggio: questo sarà calcolato in base alle mosse effettuate, ai danni inflitti o subiti, in pratica in base al nostro comportamento in battaglia.Per quel che concerne la grafica, qui siamo veramente su livelli altissimi. Le figure dei personaggi sono realizzate con una linea di contorno morbida e sinuosa e i colori usati prevalentemente sono chiari, cosa che conferisce al titolo uno stile quasi cartoon. Il gioco si muove eccellentemente: non ci sono rallentamenti di sorta, i frame di animazione sono molti e molto accurate e realizzate benissimo sono anche le collisioni fra i vari sprite. Oltre a elogiare le animazioni va detto anche che ogni piccolo contatto con l'avversario sarà precisamente calcolato e riprodotto con un frame di animazione. Tutta questa cura in ogni piccolo dettaglio, in ogni piccolo movimento di ogni giocatore, fa aumentare notevolmente il realismo di ogni scontro.
    Per quel che è inerente ai fondali, essi per quanto statici, sono realizzati ottimamente e sono molto dettagliati. Sicuramente dal punto di vista grafico, è il miglior Street Fighter bidimensionale uscito fino ai giorni nostri.

    Dal punto di vista sonoro, i livelli sono sempre i soliti: buone sia le voci che le canzoncine.
    Il sistema di controllo è sempre lo stesso, non cambia... una nota di demerito qui però va data. Il joypad analogico Dremcast infatti, per quanto a prima vista possa essere adatto a questa tipologia di giochi, risulta un po' ostico per quel che concerne l'esecuzione delle mezze lune, mentre quello della PlayStation da questo punto di vista sembra superiore. Le maggiori complicazioni ovviamente si avranno al momento dell'esecuzione delle doppie mezze lune.

    Riguardo alla longevità va detto che siamo sui classici livelli che hanno sempre caratterizzato questo picchiaduro: infinito in due, mentre da soli giocheremo più per allenarci che per finirlo. I personaggi nuovi sono parecchi, e parecchia sarà la voglia di padroneggiarli alla perfezione, ma sicuramente qualche modalità di gioco in più ne avrebbe fatto notevolmente accrescere l'effettiva durata totale.Tirando le somme, va detto che sicuramente questo prodotto rappresenta la migliore versione di Street Fighter, ripreso nella sua forma più semplice e fatto diventare una chicca dal punto di vista grafico e del combattimento. Per rendere l'idea immaginatevi le prime produzioni, adattatele ai giorni nostri e il gioco è fatto. Le novità praticamente non esistono, vi è una sorta di rielaborazione di un vecchio concetto di gioco, quasi una moda di riadattare ai giorni nostri il vecchio predecessore (il secondo per intenderci) e di renderlo perfetto. Le super mosse addirittura esistono da tanti anni, non sono una novità. Se negli altri capitoli è stato anche possibile scegliere due personaggi, che all'atto dell'esecuzione della super mossa si alleavano, questa buona innovazione è stata abbandonata. Le mosse per ogni lottatore sono poche, e alla fine Ryu, Ken e Chun Li non cambiano mai, sempre la solita solfa.
    Un titolo che non aggiunge nulla di nuovo a un genere (anzi sembra per certi versi tornare indietro), che usa la sua semplicità come punto di forza. Allora detto questo, la domanda sorge spontanea: "Perché comprare questo Street Fighter 3?" Difficile rispondere. Innanzitutto i picchiaduro in 2D per la console Sega non sono poi molti, e questo è sicuramente il migliore. Abbinato ad una grafica spettacolare vi è anche una tipologia di combattimento che è sempre stata apprezzata nel corso degli anni da tutti i videogiocatori, e poi diciamocelo... Street Fighter è sempre Street Fighter! Quindi consigliamo questo gioco ai fan sfegatati di questa interminabile serie, o a coloro che non hanno in casa nessun altra versione di quello che per tutti è stato il miglior picchiaduro.

     






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