Ricerca avanzata | Ricerca  

BENVENUTO,
Utente non registrato

 Iscriviti
 Vantaggi
 Home Page
 Le novità del giorno
 Shopping: Prova, Gioca, Acquista!
 Editoriale
 I migliori giochi
 Ricerca Avanzata
 Contattaci
 PC
 Xbox360
 Playstation 3
 Nintendo DS
 Wii
 PSP
 Playstation 2
 Xbox
 Gameboy
 Playstation
 Gamecube
 N-Gage
 News
 Anteprime
 Recensioni
 Immagini
 Trucchi & Soluzioni
 Download
 Speciali
 Avventure/Arcade
 Arcade
 Avventure
 Picchiaduro
 Puzzle
 Rpg
 Simulazione
 Sparatutto
 Sportivi
 Strategici/Manageriali
 Pubblicità
 Emulatori
 Forum
Tekken 5 - Playstation 2 (Recensione)
a cura di
Valerio Marongiu (Giugno 2005)
Piattaforma: Playstation 2
Software House: Namco Bandai
Sviluppatore: Namco
Distributore: Sony
Genere: Picchiaduro
  • Stampa
  • Invia la pagina
  • Commenta
  • Vedi Post (5)
  • Segui il gioco
  • 9
    8,5


    Argomenti Correlati per Playstation 2: Scheda | Trucchi


    La quinta edizione del torneo sta per avere inizio.

    A volte, nella vita di un videogiocatore incallito, tra una delusione per una promessa non mantenuta da una software house piuttosto che da un’altra, un capolavoro annunciato che fallisce miseramente alla prova del nove, e una marea di titoli mediocri, si aprono degli squarci di paradiso, solenni momenti in cui il pad non è che un tramite tra il cervello e lo schermo, un turbine di emozioni ed adrenalina capaci di risvegliare l’entusiasmo per il gioco. Pochi titoli, forse cinque o sei per ogni piattaforma di gioco possono meritarsi l’appellativo di killer application, must buy, e capolavoro senza che si esageri con gli elogi. Da oggi Playstation 2 può fregiarsi di un nuovo campione ed aggiungere una medaglia alla propria divisa. Stiamo ovviamente parlando di Tekken 5, l’ennesima perla di Namco, quinto capitolo (in realtà sesto) di una fortunata serie che ebbe inizio nel lontano 1994 al lancio della prima consolle Sony e nelle migliori sale giochi di tutto il mondo. Una pietra miliare, il primo capitolo, che su Playstation gettò le basi per una delle più fortunate saghe della generazione a 32 bit grazie ad uno stupendo seguito e ad un terzo capitolo che, soprattutto nella sua versione da bar divenne un cult. L’estrema potenza della scheda capace di farlo girare, costrinse gli uomini Namco a realizzarne una versione depotenziata per la piattaforma grigia, che ridotta per numero di poligoni e definizione del fondale riuscì lo stesso ad entrare nel cuore dei giocatori casalinghi, grazie anche agli indubbi meriti nello sviluppo di un gameplay ricco ed estremamente attraente. Poi il passaggio a PS2, tra i giochi della line up iniziale. Un periodo estremamente fortunato per le vendite di una console che si reggeva sulle sole basi del blasone della sua sorella maggiore, coinciso con uno dei periodi più neri dell’intera storia dei videogiochi, quasi un anno senza un vero capolavoro dove anche la creatrice dell’immortale Pacman girò a vuoto, dando alla luce Tekken Tag Tournament: un’update del terzo episodio che deluse le aspettative e fece piombare la serie nel buio. L’attenzione, catalizzata per tutta la durata della vita di PSone si spostò verso altri lidi, tra il primo Soul Calibur (sempre di Namco) per Dreamcast, Virtua Fighter e Dead Or Alive. Quello che per anni era rimasto saldamente sul trono dei picchiaduro doveva correre ai ripari. Il quarto capitolo era alle porte, ma vuoi per l’enorme successo ottenuto da Virtua fighter 4, vuoi per l’incombente Soul Calibur 2, vuoi per i fuochi d’artificio (soprattutto tecnici) mostrati da Dead Or Alive 3, la sua uscita non destò lo scalpore che i programmatori si aspettavano. Si trattava di un gran gioco, certo, ma non un capolavoro assoluto.

    Dopo questo breve (forse non troppo) excursus sulla storia di Tekken, siamo finalmente giunti a questo caldissimo mese di giugno del 2005. Tekken 5 si presenta al pubblico, è bene dirlo, in pompa magna, con una delle intro più belle mai realizzate. Da sempre Namco ci ha abituato a filmati in fmv di grande spessore, dalle sequenze finali dei suoi Tekken, allo stupendo filmato di presentazione di Soul Blade. Capolavori di computer grafica non sempre supportati, però, da una trama rilevante che il più delle volte risultava un semplice pretesto. In questo quinto capitolo questo fattore è stato un pizzico migliorato, anche se la storia dei personaggi e i vari intrecci ricoprono sempre un ruolo marginale (d'altronde si tratta pur sempre di un picchiaduro). L’intro ci catapulta nella dimora dei Mishima. La magione viene invasa da un esercito di Jack 2 e, a fronteggiarli, solo Heiachi e Kazuia, rispettivamente padre e figlio, animati da dissapori (per usare un eufemismo) e risentimento. Vista l’incombente situazione di pericolo i due si alleano e sulle prime riescono a tener testa alla legione di androidi. Ma l’ennesimo tradimento di Kazuia consegna il canuto padre nelle mani dei robot, che prima lo imprigionano, poi lo fanno saltare in aria insieme a tutto il palazzo. Ora che Heihachi è morto chi prenderà le redini della Mishima Corporation? il figlio Kazuia, il nipote Jin, o qualche altro cattivone o organizzazione criminale subentrerà impossessandosi del potere? Nel frattempo il quinto torneo “The King Of Iron Fist” è alle porte e facciamo subito la conoscenza dei nuovi personaggi, primo tra tutti Raven, un ninja di colore che ricorda in maniera esplicita il Wesley Snipes di “Blade”, mentre nella sua tenuta da ninja potrebbe essere facilmente scambiato con Hayabusa, protagonista di Dead Or Alive e Ninja Gaiden. Tra le altre new entries troviamo Asuka Kazama (vi dice niente questo cognome?) Feng, Bruce e Steve. Oltre a questi nuovi personaggi sono utilizzabili quasi tutti i personaggi dell’intera serie di Tekken. Mancano solo il dottor Bosconowich, Gon, Kunimitsu e Jun Kazama. Il totale dei lottatori presenti è di trentatre, un numero cospicuo, anche se in certi casi si possono trovare lottatori con tecniche molto simili come Anna/Nina (le sorelle Williams, non quelle del tennis) o Jack 5/Kuma/Panda. In generale, per la maggior parte, i lottatori hanno stili propri completamente differenti e assolutamente originali. Tanti personaggi, e quasi tutti ben diversificati tra loro: questo non è che il primo punto a favore, la prima delle attrattive di questo Tekken 5. Per continuare, sempre sulla stessa strada, è impossibile non citare l’enorme quantità di mosse di cui è dotato ogni personaggio. Quasi sempre si tratta di cifre superiori al centinaio, e ne abbiamo per tutti i gusti, dalle prese, alle tecniche speciali, alle lunghissime e devastanti combo, fino alle counter e alle contromosse. Si, perché ora, oltre all’enorme repertorio di tecniche, prese direttamente dai vecchi Tekken, più l’altrettanto grande abbondanza di mosse introdotte per l’occasione, fanno la loro comparsa, in maniera roboante, anche i contrattacchi, per un gameplay già dapprima ricco, ma che ora si sviluppa in maniera significativa dando finalmente anche a Tekken un’impostazione molto tattica, degna rivale di quella incontrata nel quarto capitolo della serie di Virtua Fighter. Mosse spettacolari, tecniche acrobatiche, potenza e agilità che differenziano tra loro i lottatori in maniera netta (quasi tutti), e garantentiscono a ciascuno di essi, se padroneggiato a dovere, risultati efficaci e altamente appaganti.

    Al di la della pura esperienza di gioco, una delle più profonde mai realizzate in un picchiaduro, ci troviamo davanti una caterva di modalità, dove poter mettere in pratica le tecniche acquisite e conquistare obiettivi e bonus menando le mani. La modalità Story Battle raccoglie l’eredità delle vecchie modalità Arcade (delle versioni casalinghe, si intende) facendoci ripercorrere, però, la storia di ogni personaggio, con brevi riassunti della loro vita e dei motivi che li hanno portati a partecipare al “The King Of Iron Fist 5”. Gli accenni alla trama sono integrati, tra un incontro e l’altro, sottoforma di cut scenes che ripercorrono i momenti salienti della lotta per la conquista del torneo. Terminando questa modalità potremo sbloccare il filmato finale del personaggio corrispondente, nonché uno dei personaggi segreti. L’Arcade si differenzia dalle vecchie modalità omonime presenti nei predecessori. Si tratta di una lunghissima serie di incontri che porterà il personaggio di turno, partendo dal livello di Beginner (principiante), a compiere la lunga e tortuosa scalata verso i gradi più elevati di campione, maestro, leggenda, etc. proseguendo con l’avventura si possono sfidare lottatori sempre più forti e guadagnare dei preziosi crediti da spendere in un’altra succulenta modalità, il Customize. Grazie a questa assoluta novità si potranno personalizzare i due vestiti di base di ogni lottatore, aggiungendo particolari, oggetti, gioielli, ammennicoli di ogni tipo, ma anche scegliendone lo stile del taglio di capelli e il colore degli abiti. Questa modalità, apparentemente semplice e non certo fondamentale, da però al gioco quel quid che lo rende enormemente rigiocabile e ne aumenta così la longevità a livelli estremi.

    Se sulle modalità Practice, Versus, Team Battle, Survival e Time Attack non c’è alcun bisogno di commenti, bisogna spendere due parole in più sul Devil Within Mode, sul Theater Mode e sull’Arcade History Mode. La prima di queste è l’erede diretta delle varie incarnazioni del Tekken force, ovvero la sezione di gioco realizzata con i criteri fondamentali del picchiaduro a scorrimento. Se le versioni dei capitoli precedenti non avevano certo lasciato il segno, e anzi avevano deluso per una realizzazione sommaria e un sistema di controllo approssimativo, il Devil Within Mode fa registrare un deciso passo avanti. Il primo miglioramento riguarda la realizzazione degli ambienti di gioco, che se non fanno certo gridare al miracolo per level design, quantomeno si segnalano per la loro maggiore grandezza ed esplorabilità. Ma il miglioramento più sensibile si registra per ciò che concerne il sistema di controllo, modificato profondamente rispetto a quello del gioco classico e adattato in maniera ottimale allo stile dei picchiaduro a scorrimento con pochi colpi, ma essenziali, e una immediatezza tipica di questa categoria ormai morta e sepolta. Il Theater Mode, da la possibilità di poter assistere a tutti i filmati presenti nel gioco ed ascoltare tutti i brani della original soundtrack. Infine, come se non bastasse, Namco ha arricchito ulteriormente il suo prodotto inserendo l’Arcade History Mode, grazie alla quale è possibile rigiocare le versioni da sala giochi complete dei primi tre Tekken, l’ennesima gemma in un forziere ricco oltre ogni misura.

    Sicuramente si tratta di un gioco profondo e divertente, ma sarà anche visivamente appagante? Ebbene si, non c’è che dire, i programmatori si sono superati, dando alla luce un vero capolavoro tecnico che rappresenta, è bene dirlo, la punta più alta mai toccata dalla Playstation 2. Sembra quasi che il vecchio, obsoleto e vituperato Emotion engine non ce la possa fare a far girare cotanta opera. Invece sullo schermo è una festa per gli occhi, a partire dalla realizzazione dei personaggi, stupendi per forme e ricchezza si particolari. Per non parlare delle animazioni, tutte spettacolari e fluidissime, accompagnate da suggestivi effetti luminosi. I fondali poi, lasciano assolutamente a bocca aperta per la loro bellezza, la cura del dettaglio, quasi maniacale, gli elementi di fondale in movimento, e il pavimento distruttibile. Bisogna fare un appunto su questa caratteristica, dato che si tratta di un difetto, seppur marginale, ma riscontrabile. Se dopo aver crepato il pavimento in un certo punto, poi si va a fare la stessa cosa in un altro punto, la prima deturpazione, sia essa una crepa o una spaccatura, sparisce quasi miracolosamente. In generale però gli stages lasciano letteralmente a bocca aperta. Per fare un esempio bisogna assolutamente citare un livello, ambientato in un campo, con l’erba che si muove e i fiori bianchi che si sbriciolano sotto i colpi del vento e dei due lottatori, o la lastra gracchiata abitata da un gruppo di pinguini che, durante il combattimento, ne combinano di tutti i colori. Non siamo ai livelli riscontrati in Dead Or Alive 3, o Ultimate, che a causa della maggiore potenza della macchina Microsoft si ergono come i picchiaduro visivamente più belli della storia (per ora), ma il lavoro svolto dai programmatori Namco va oltre ogni più rosea aspettativa, spremendo come un limone l’hardware di PS2. L’incredibile esperienza visiva si fonde in maniera quasi simbiotica con il sonoro e le musiche. Il primo è decisamente a tono per l’enorme campionario di effetti e voci presenti, mentre le seconde si dimostrano adrenaliniche e azzeccate, come da tradizione della serie di Tekken.

    Tutte le immagini >>






    DI TUTTO UN PO'
    L'unica difesa contro il boss di fine livello è conoscerlo a fondo.


     Torchlight - Pc
     Heavy Rain - PS3
     Naruto Shippuden: Clash of Ninja Revolution 3 - Wii
     WarioWare: Do It Yourself - Nintendo DS
     God of War 3 - PS3
     Halo Legends - DVD-BLURAY - Altro
     Bioshock 2 - Pc
     Nintendo DSi XL - Nintendo DS
     Bioshock 2 - PS3
     Bioshock 2 - Xbox 360
     Naruto: Ultimate Ninja
     Naruto: Uzumaki Chronicles 2
     Naruto: Ultimate Ninja 2
     Samurai Warriors 2 Empires
     King of Fighters: Neowave
     Dragon Ball Z: Budokai Tenkaichi 2
     I Cavalieri dello Zodiaco: Hades
     Last Bronx
     Samurai Shodown 5
     I Cavalieri dello Zodiaco: Il Santuario
    Copyright© 1996-2009 Ludus. Tutti i diritti sono riservati.
    La riproduzione totale o parziale dei contenuti testuali o grafici in qualsiasi forma e su qualsiasi media senza previa autorizzazione scritta, è vietata.
    Tutti i marchi registrati dalle rispettive aziende, sono registrati dai legittimi proprietari.
    Ludus®, Ludus Working Group®, sono marchi esclusivi della IMPERIA.