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Okami - Playstation 2 (Recensione)
a cura di
Gabriele Coronica (Febbraio 2007)
Piattaforma: Playstation 2
Sviluppatore: Clover Studio
Distributore: Halifax
Genere: Azione
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    7,1


    Argomenti Correlati per Playstation 2: Scheda | News | Trucchi | Anteprime

    Questo gioco è disponibile anche per: Wii

    Dopo aver messo a vostra disposizione un’esauriente anteprima sul titolo dei Clover Studio, è giunto il momento della recensione: Okami è giunto, anche per noi europei.

    Uscendo sul mercato in un periodo dove tutti gli occhi dei videogiocatori sono puntati sulle console di nuova generazione, Okami è senza dubbio uno degli ultimi capolavori disponibili per Playstation 2, assieme a Final Fantasy XII e Kingdom Hearts II. E' finalmente giunta la versione italiana dell’ultimo nato dei Clover Studio (le ultime indiscrezioni parlano del primo trimestre del prossimo anno ndr), titolo che noi di Ludus già conoscevamo bene perchè, senza pensarci due volte, a suo tempo ci siamo accaparrati la versione americana del gioco e l’abbiamo testata a fondo. L’anteprima realizzata qualche mese or sono si basava sulla versione giapponese, e a causa delle difficoltà linguistiche abbiamo preferito attendere la localizzazione inglese per gustare al meglio la trama (anche la versione PAL, purtroppo non è localizzata in lingua nostrana), e dopo essere arrivati ai crediti finali possiamo dire con estrema sincerità che l’attesa è stata ampiamente ripagata da questo capolavoro d’arte, musica e poligoni chiamato Okami.

    Per chi si fosse perso l’anteprima, vediamo di rinfrescare un po’ le idee sulla trama: la protagonista del gioco è Amaterasu, la Dea del Sole, scesa sulla Terra sottoforma di lupo (Okami significa proprio lupo ndr) per sconfiggere il demone malvagio Orochi e quindi porre la parola fine al suo periodo di distruzione nell’arcipelago giapponese. Amaterasu prima dell’avvento di Orochi diffondeva per tutto il Giappone la brillante luce del sole, creando una pace ed un equilibrio tra uomo e natura paragonabili soltanto al Paradiso Terrestre. Come avrete già intuito, lo scopo del gioco è ripristinare l’intero equilibrio e ridare al Sol Levante quell’armonia sottratta dal male. Il nostro lupo bianco ovviamente non sarà solo durante il corso dell’avventura: di tanto in tanto infatti riceveremo preziosi consigli e suggerimenti da un piccolo artista di nome Issun. Non mancano inoltre interazioni con gli abitanti dei vari villaggi e persino con alcune divinità, come ad esempio la Dea della natura, dotata di un fascino e grazia nei movimenti tanto belli quanto difficili da descrivere a parole. La trama di Okami pare quella di una favola, e sono così tanti i richiami alla tradizione nipponica e alla religione shintoista che solo un’accurata conoscenza di quest’ultime permette di assaporare a fondo il gioco e capire con quanta cura sia stato realizzato.

    Prima di parlare del gameplay, vogliamo spendere qualche parola sullo stile grafico adottato, assolutamente unico. La tecnologia è quella del cel-shading, già sperimentata con successo in Viewtful Joe ed ora riproposta in Okami. I contorni neri, i colori che sembrano appartenere ad un dipinto ad olio, tratto ben definito del disegno: questi sono gli elementi che ci hanno fatto pensare di continuo se avevamo di fronte soltanto dei poligoni o un’opera d’arte in movimento. Il mondo di Okami è coloratissimo, visivamente meraviglioso, in continua evoluzione, vivo, ricco di emozioni e dettagli. Più si esplora il paesaggio, e più si fa forte la sensazione di trovarsi dentro un quadro. Anche il giocatore più smaliziato non può rimanere insensibile davanti a tanta magnificenza grafica, che per una volta tanto non è caratterizzata da un uso massiccio di effetti come Pixel Shader e Bump Mapping, ma dal saggio uso di forme e colori. Gli appassionati dell’arte giapponese dei nihonga molto probabilmente nelle prime ore di gioco non faranno nulla, lasceranno da parte l’esplorazione e i combattimenti per dedicarsi unicamente alla visione di tutto ciò che circonda la Dea protagonista.

    La cura nei dettagli la ritroviamo fin dai primi minuti di gioco, dove notiamo la crescita rigogliosa di fiori e piante al semplice passaggio di Amaterasu, oppure molteplici petali rosa di ciliegio sullo schermo durante le azioni più importanti. L’intera trama è ispirata alla mitologia orientale, ed oltre alla missione principale sono presenti moltissime quest secondarie, utili per potenziare la protagonista. Uno degli elementi che proprio lega Okami con titoli come Zelda è l’interazione con gli NPC, che in questo caso sono gli abitanti dei vari villaggi. I sottotitoli infatti sono dinamici e le voci onomatopeiche, una scelta che condividiamo dal momento che un doppiaggio vero e proprio avrebbe snaturato quella magia che si respira nell’atmosfera. I dialoghi comunque sono lunghi e molto curati, e consigliamo a tutti la loro lettura per intero.

    Fin dalla sua prima apparizione, Okami è stato paragonato al già citato Zelda a causa di fattori in comune come l’esplorazione di un vasto territorio (il Giappone da una parte, Hyrule dall’altra) e la presenza di dungeon, nemici, boss finali, sub-quest, tecniche da apprendere, punti esperienza da spendere in potenziamenti vari, oggetti da collezionare ed enigmi più o meno complicati da risolvere. Ma la presenza del “Celestial Brush” rende Okami non più un clone di Zelda, ma un suo diretto concorrente. Questa feature si basa sull’utilizzo di un pennello attivabile tramite il dorsale R1 del Dualshock2 e controllabile con lo stick analogico sinistro. I disegni e i tratti di varia forma che si eseguono con il “Celestial Brush” servono sia nella risoluzione degli enigmi sia nelle fasi di combattimento: si possono disegnare ponti dove prima non c’erano, ricreare lo splendore di un ciliegio in fiore, far comparire il sole per passare dalla notte al giorno, tagliare rocce e nemici, eccetera… Il tasto triangolo serve per decidere con precisione la pressione da esercitare, il cerchio aumenta la velocità d’esecuzione e il quadrato applica al pennello una pressione predefinita. Ben quindici sono i poteri magici da sbloccare nel corso del gioco, che non serviranno soltanto a battere i nemici più facilmente, ma anche trovare la soluzione di enigmi altrimenti impossibili.

    Il motore grafico si comporta bene in ogni situazione del gioco, la tecnica del cel-shading aiuta non poco alla pulizia dell’immagine e le varie texture che compongono il mondo di Okami sono state realizzate con molta cura. Le animazioni di ogni personaggio sono ottime, ben al di sopra della qualità dei titoli odierni, così come gli effetti sonori e la colonna sonora, assolutamente indimenticabile e in tema con l’ambientazione. Consapevoli dell’importanza di questo titolo, abbiamo voluto arrivare alla fine del gioco prima di dare qualsiasi giudizio definitivo, e siamo lieti di dire che in meno di 40 ore è impossibile concludere Okami al 100%, grazie alla presenza di moltissimi obiettivi e quest secondarie. Se proprio dovessimo ricercare un aspetto negativo in questo capolavoro, la semplicità di alcuni scontri potrebbe non piacere a tutti gli amanti del genere action/adventure, ma in fondo il titolo Capcom non vuole emulare quanto visto in Ninja Gaiden e God of War, ma semplicemente narrare una favola e regalare delle emozioni che non si provavano da tempo.

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    DI TUTTO UN PO'
    Nel 1952 nei laboratori dell'Università di Cambridge A.S. Douglas come esempio per la sua Tesi di Dottorato realizzo OXO la trasposizione del gioco Tris per computer. Questo non viene usualmente considerato il primo videogioco per computer dato che non venne sviluppato per intrattenere gli utenti ma venne sviluppato per completare la Tesi di Douglas.


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