Analisi del Wii
Data: 20/02/2008
Ringraziamo Gamepath per l'articolo e vi rimandiamo ad esso per una lettura più colorita del testo.
Dopo la plasma lamp e la statuetta del Buddha sorridente sembra proprio che nelle case della gente sia entrato o entrerà a breve un nuovo soprammobile di culto: il Wii. Lungi da noi voler sminuire la console campione d’incassi, con 21 milioni di pezzi venduti in poco più di un anno. In questi giorni abbiamo già trattato l’argomento del Wii, contraddittoria console le cui vendite continuano a crescere esponenzialmente con un parco titoli generale alquanto modesto, o quantomeno valutato come tale dalla stragrande maggioranza dei recensori. Il sito geekpulp analizza il fenomeno da un’altra angolatura (sicuramente più oggettiva) che non tiene conto dei pareri della critica, bensì dei dati delle vendite software. L’articolo comincia con: “Non ci sono dubbi che il Nintendo Wii sia un successo. Si tratta della console che ha venduto di più (handheld a parte) da quando è stata lanciata e sembra proprio che la domanda per il mattoncino bianco non abbia fine. Scoppierà come una bolla di sapone? Probabilmente è una domanda alla quale non troveremo risposta per i mesi, forse gli anni a venire. Alla fine ogni console ha un suo ciclo vitale. Prima o poi si arriverà al punto che anche il produttore smetterà di supportare la console (come avvenne con Xbox) o si spegnerà l’interesse dell’utenza (ad esempio il Gamecube).”
Il pezzo prosegue poi esaminando i fattori che potrebbero portare alla rovina della console Nintendo: “Non avete bisogno di sprecare troppo tempo nella sezione Wii del vostro EB Games per capire che la scelta di giochi di alto livello sia alquanto limitata. Anzi realizzerete che la maggioranza di questi titoli sono sviluppati dalla stessa Nintendo. L’unico titolo per Wii di terze parti che attualmente riscuote un discreto successo di vendite è Guitar Hero 3 (che piazza vagonate di copie anche sulle altre console). Nonostante ci siano altri giochi di terze parti non malvagi (SSX Blur, Eledees, Resident Evil) questi non stanno vendendo bene in relazione alle grandi produzioni per le altre due console concorrenti. Super Mario Galaxy è di gran lunga il miglior gioco per Wii disponibile attualmente e merita la posizione di rilievo che ricopre in tutte le classifiche di vendita. L’unico altro titolo nelle posizioni che contano della classifica è Wii Play.” L’autore del pezzo continua scrivendo: “Secondo me Wii Play è un’orribile raccolta di spazzatura. Molta gente l’ha comprato più per avere un Wii-mote extra che per il disco al suo interno. La prima impressione che ne scaturisce è che mentre il Nintendo Wii stia andando alla grande gli sviluppatori delle terze parti non stiano investendo risorse, di tempo, fatica e denaro per realizzare giochi su di essa. Ci sono solo porting di titoli PS2 e orribili raccolte di mini giochi. Perché accade ciò se i costi di sviluppo sono decisamente inferiori rispetto a quelli per i giochi delle altre due piattaforme? L’unica conclusione che mi viene in mente è che gli sviluppatori non credano che i loro investimenti porteranno a sufficienti guadagni. Ciò vuol dire che la gente compra e continuerà a comprare la console, ma che dedicherà pochissimo tempo a giocarci.”
La visione che il caro mercante di calze (il nick dell’autore) ha della macchina Nintendo coincide con le opinioni di molti scontenti, illusi dalla possibilità che finalmente le terze parti avrebbero supportato degnamente una console Nintendo. Purtroppo così non è stato e nonostante ciò sembra che tutto vada bene: Nintendo guadagna una quantità enorme di denaro avendo investito pochissimo, i sostenitori Nintendo da sempre abituati a pane e Mario gonfiano il petto come a voler pavoneggiare se stessi e la loro scelta di vita, le mamme sono contente perché oltre a regalare ai loro figli il nuovo economico e poco violento giocattolo di culto si assicurano che questi rimangano in forma. Chi invece denuncia la penuria di titoli di qualità viene additato, accusato di essere un invidioso, un rosicone, quindi rimproverato di non capire l’innovazione e la rivoluzione che il fù Revolution ha portato e con cui, a loro dire, è riuscito a scuotere un mercato da tempo trainato da tipologie di giochi triti e ritriti, più incentrati sull’upgrade grafico che sui miglioramenti del gameplay.
Analizzato il come resta da capire il perchè. Perchè tanta gente continua a comprare il Wii? Perchè la richiesta è sempre così alta, tale da aver superato in parecchi frangenti l’offerta? Su questo, che è il nocciolo della questione, l’autore dell’articolo scrive: “qual è la più grande attrattiva del Wii? Certamente è l’interessante - qualcuno lo definirebbe rivoluzionario - sistema di controllo. Sfortunatamente a parte Wii Sports e Metroid Prime molti dei giochi attualmente sul mercato non sfruttano appieno le funzionalità del Wiimote. Mario Galaxy lo fa solo in parte. Ma la maggior parte dei giochi per Wii sembrano studiati per funzionare meglio senza il Wiimote. La maggior parte dei titoli per Wii sono più semplici e divertenti da giocare utilizzando il controller classico. Guai però a dare addosso al Wii. Se qualcuno ci prova la schiera di sostenitori snocciola i dati di vendite pretendendo di zittire il detrattore di turno. Noi tutti lo sappiamo, ma il fatto che la gente compri la console non vuol dire che ci giochi anche. Difatti le incredibili vendite hardware si contrappongono a quelle software, decisamente più modeste. Molti possessori di Wii hanno ammesso di giocarci pochissimo. Se la gente si annoia così velocemente della console che opportunità possono avere le terze parti di fare soldi? Ovviamente lo stesso discorso può essere fatto per le altre console, ma esaminando le classifiche di vendita si nota come i giochi per Xbox 360 stiano vendendo molto bene. Anche la PS3 sta vendendo bene ed è in crescita e in aggiunta considerando i prossimi titoli in uscita per la macchina Sony non potrà che andare meglio. A parte Smash Bros e Mario Kart i possessori Wii non hanno nessun altro titolo importante da attendere. Da un certo punto di vista i dati di vendita sono legati alle caratteristiche demografiche dei possessori. La maggior parte degli utenti Xbox 360 e PS3 sono di età compresa tra i 25 e i 40 anni. Questa gente ha più possibilità di entrate e quindi più soldi da spendere in videogames.”
Secondo l’autore del pezzo il volersi rivolgere prevalentemente ad un pubblico di casual gamers sarà un’arma a doppio taglio. I casual gamers non spendono tanti soldi in videogames quanto in altre forme di intrattenimento. In aggiunta molti dei possessori di Wii hanno a casa anche una o entrambe le altre console next-gen. In caso di titolo multipiattaforma i consumatori sarebbero giustamente spinti a comprare la versione per 360 o PS3 piuttosto che quella del Wii, principalmente per la loro qualità tecnica superiore e per le loro componenti online. Riguardo l’online l’articolo prosegue: “Nintendo ha compiuto scelte errate riguardo l’online. Non soltanto una piccola parte dei giochi per Wii è dotata di online, ma per utilizzarlo bisogna intraprendere l’orribile esperienza dei codici amico? A chi cavolo è venuta questa brillante idea? Mentre le altre due console hanno realmente provato a creare nei giocatori un senso di community elaborando caratteristiche che li potessero collegare tra loro ogni volta, Nintendo non ha fatto niente a riguardo.”
L’articolo ha poi il giusto epilogo con le considerazioni finali dell’autore che, dopo aver ridicolizzato le scelte di Nintendo, evidenziando più volte i problemi e gli errori commessi, definisce il Wii nient’altro che un oggetto di culto, una moda: “In chiusura, il Wii ha venduto tantissime console, ma pochi giochi. Hanno realizzato il più innovativo sistema di controllo dai tempi del DualShock ed ancora rimane inutilizzato o sfruttato male. A parte questi due fattori Nintendo si è trovata nella non invidiabile posizione di essere completamente dipendente dai suoi stessi giochi per continuare ad avere successo compiendo sforzi insufficienti per quel che concerne la scena online. Nonostante questi problemi il Wii potrebbe essere la moda di maggior successo della storia recente.”
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