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Spyborgs - Wii (Recensione)
a cura di
Leonardo Gatto (Novembre 2009)
Piattaforma: Wii
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    N.D.


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    Si ritorna a menar le mani. Grazie, Capcom!

    Se, al pari del sottoscritto, avete superato i vent'anni, vi ricorderete senz'altro (anche con una certa dose di nostalgia) il periodo in cui i picchiaduro a scorrimento facevano la parte del leone. Non solo in sala giochi, dove effettivamente il genere è nato ed ha goduto di maggior successo, ma anche nelle console da casa. Stranamente però questo genere si è rivelato allergico alla terza dimensione e quando le piattaforme hanno iniziato a muovere solidi poligoni, le nostre scazzottate in strada sono diventate un lontano ricordo. Alcuni esperti del settore danno proprio la colpa al 3D: sostengono infatti che le console dell'epoca (ovvero il N64, il Saturn e la PlayStation) non erano abbastanza potenti per muovere la mole di nemici che un picchiaduro a scorrimento serio richiederebbe. Altri invece ritengono che siano semplicemente scomparsi col mutare della marea: con la metà degli anni '90 termina il periodo dei film zeppi di scazzottate ed i biondoni tutti muscoli dall'abbigliamento più improbabile non sono più visti come eroi carismatici ma come macchiette di un'era ormai finita.

    E così, ora, nel 2009 ci ritroviamo a dover spiegare ai lettori più giovani cosa sia un picchiaduro a scorrimento, dato che, se non si è soliti fare acquisti nel settore della Virtual Console, è facile che un quindicenne non abbia mai provato alcun titolo del genere.
    Per fortuna la spiegazione è tanto facile quanto rapida: immaginate un livello a scorrimento orizzontale à la Mario. Ebbene, riempitelo di nemici che sbucano la tutte le parti da affrontare a suon di colpi di karate e di evoluzioni improponibili. Ecco, questo è il tipico esponente del picchiaduro a scorrimento. Si avanza e si menano le mani. Come? Lo trovate noioso? Effettivamente per i giovani d'oggi l'estrema ripetitività del gameplay (che nei primi anni '90 veniva sentita meno dato che le meccaniche erano comunque meno raffinate in generale) può costituire un grave difetto ed essere visto come celere fonte di noia. Per fortuna, però, la modalità multigiocatore permette di godere al meglio di una meccanica forse vetusta, ma comunque ancora appagante.

    Viaggio nel tempo (futuro o passato?)
    Nonostante l'ambientazione futuristica, Spyborgs è un titolo dei primi anni '90. Anche il trio di personaggi non si riesce a smarcare dai canoni dell'epoca. C'è il classico biondino con parametri (forza e agilità) nella media, la sensuale ma decisa ragazzina che punta tutto sulla velocità a discapito della potenza, e l'energumeno di turno più lento di una lumaca ma in grado di mettere a tacere, con un solo colpo, un intero schieramento. Insomma, eccovi Stinger, Clandestine e Bouncer, tre eroi in grado di soddisfare tutti i palati.
    L'unico elemento in grado di svecchiare, almeno parzialmente, il gameplay di Spyborgs è il massiccio uso del Wiimote: ai sensori di movimento è infatti affidato il campionario di mosse che potrete effettuare. E, per fortuna, Capcom ha curato così bene quest'aspetto che tutto funziona in modo rapido e preciso.
    Oltretutto grazie al puntatore è possibile interagire leggermente con gli scenari, scovando ad esempio zone distruttibili zeppe di bonus (power up e extra benefici) o interruttori utili per far scendere la barriera che vi impedisce di proseguire.
    Per il resto Spyborgs non è troppo diverso da un Final Fight a caso. Anzi, di più: potremmo dire che è il primo, vero, picchiaduro a scorrimento tridimensionale che ci sia mai piaciuto.
    Questo perché le sfide ci hanno saputo incollare parecchio tempo al divano e i boss di fine livello, enormi e spettacolari, per essere sconfitti richiedono quel "pizzico di strategia" che ci riporta magicamente ai pomeriggi della prima metà degli anni '90...
    Peccato solo che non ci sia il supporto per l'on line, perché, come detto poc'anzi, il gioco va affrontato in due. Da soli si rischia di annoiarsi troppo presto, mentre in compagnia di un amico è possibile tirarla per le lunghe, anche solo sperimentando quale sia l'accoppiata vincente (meglio combinare l'agilità della tipa ninja alla furia di Bouncer, oppure utilizzare la possibilità di Stinger di cecchinare con i colpi stordenti del colosso metallico?).

    Che sorpresa!
    Nonostante sia comparso in sordina, Spyborgs stupisce non solo per la sua effettiva bontà di gameplay (era da anni che aspettavamo la degna trasposizione tridimensionale del genere), ma anche per la grafica. Finalmente anche il Wii riesce a mostrare effetti speciali tipici della next gen, paesaggi evocativi ed una moltitudine di nemici contemporaneamente su schermo senza problemi di sorta. E' vero, qua e là qualche scenario si lascia avvolgere troppo da una fastidiosa nebbiolina (ma nello stage della foresta ci può anche stare, no?) e qualche scorcio è meno sorprendente di altri, ma in fondo parliamo di un picchiaduro a scorrimento da affrontare così velocemente che saranno pochi i momenti di quiete che vi permetteranno di guardare il panorama. Insomma, Bionic Games è riuscita a dimostrare che il Wii può fare qualcosa di serio e che non bisogna essere Nintendo o Retro Games per tirare fuori dal cilindro miracoli teconologici quali Super Mario Galaxy o Metroid Prime Corruption. Ovviamente, intendiamoci: graficamente Spyborgs non si avvicina a nessun titolo sopracitato, ma per lo meno non sfigura neppure in loro compagnia.

    Deludente il sonoro, fatto di temi poppeggianti e metallici che ricordano proprio il trash degli anni '90. Non li sopportavamo allora che andavano di moda, figuriamoci oggi. Buonissima la giocabilità: incredibile ma vero, finalmente abbiamo un picchiaduro (anche se a scorrimento) che sfrutta degnamente il Wiimote. Molto meno buona la longevità: la modalità storia si finisce in pochi pomeriggi e difficilmente verrà rigiocata. In due, invece, ci si diverte di più e, soprattutto, si possono affrontare i difficilissimi obbiettivi extra per completare al 100% il gioco.

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