|
Abissi di follia.
Avatar è un film di fantascienza diretto da James Cameron in uscita nelle sale il prossimo dicembre. Si tratta indiscutibilmente della pellicola cinematografica più attesa della stagione invernale, in quanto segna il ritorno del celebre regista canadese nel mondo del cinema. Non solo Cameron torna alla regia dodici anni dopo il suo ultimo lavoro per il grande schermo, ma lo fa anche con il genere che lo ha proiettato nell'Olimpo di Hollywood. Avatar sarà un film tecnologicamente all'avanguardia, elemento che lo lega indissolubilmente all'universo videoludico. Non a caso Cameron ha affermato di essersi mobilitato in prima persona nel decidere la compagnia che avrebbe dovuto tradurre in videogioco la sua visione: la scelta è ricaduta su Ubisoft, alla quale è stata concessa assoluta libertà creativa. Questo significa che James Cameron's Avatar: Il Videogioco non ripercorrerà gli avvenimenti rappresentati sul grande schermo, servendosi del plot originale solo come punto di partenza da cui muoversi per intraprendere il proprio cammino. Il film non ha ingabbiato il gioco entro nessuna prigione narrativa, fornendo unicamente agli sviluppatori di Ubisoft un magnifico universo alieno dal quale attingere a piacimento gli elementi desiderati. Avatar è infatti ambientato su Pandora, un pianeta dominato da rigogliose foreste ma sopratutto abitato da una razza aliena antropomorfa pronta al combattimento per difendersi dagli invasori umani. Tutto molto interessante, ma c'è un problema non trascurabile: la versione Wii sarà una copia sbiadita -in tutti i sensi- delle edizioni per Xbox 360 e PlayStation 3.
Delusione Kolossale
Quando si verificano situazioni come quella che stiamo illustrando è inevitabile tornare a disquisire sul tema centrale di questa generazione di console, vale a dire le implicazioni racchiuse nella (non convenzionale) natura di Wii e della filosofia (commerciale) che ne ha determinato la progettazione e il posizionamento sul mercato. James Cameron's Avatar: Il Videogioco è infatti l'ennesima testimonianza di come le conseguenze negative della (tentata) rivoluzione Nintendo superino abbondantemente quelle positive (o presunte tali), tanto che diventa impossibile non lamentare l'inadeguatezza di una console che ha sempre meno ragion d'essere. Vediamo perché. James Cameron's Avatar: Il Videogioco è afflitto da tutta quella serie di disgrazie con le quali un titolo multipiattaforma deve fare i conti nella sua incarnazione per Wii. In primis il prodotto in esame soffre tragicamente del divario tecnologico che intercorre tra il Wii e le altre console casalinghe per le quali è previsto, in secundis si trova costretto a fare uso delle periferiche di controllo in dotazione alla console Nintendo (causa della semplificazione del gameplay), infine deve fare i conti con le necessità di quella parte utenza considerata dominante, che richiede prodotti non troppo complessi. Tutto questo si traduce in un depauperamento totale (ludico e visivo) rispetto alle versioni per le console concorrenti. Situazione ricorrente nei titoli multipiattaforma ma amplificata nell'occasione a causa dell'imponenza del progetto, che trae linfa vitale da un impianto estetico possente. Senza scomodare la visuale stereoscopica (assente nella edizione Wii), le versioni principali regalano paesaggi esotici altamente evocativi abitati da creature mastodontiche dal sapore preistorico. La direzione artistica -preconfezionata dalla produzione cinematografica- si serve di un pianeta selvaggio incredibilmente dettagliato come arma principale per immergere il giocatore in un universo altro, contribuendo in maniera cruciale al coinvolgimento emotivo del fruitore. Il Wii, nella sua limitatezza tecnica, ne è tagliato fuori. Purtroppo, come anticipato, i problemi non si fermano alla mera cosmesi. Nelle versioni 360 e PS3 il gioco è architettato come un solido shooter in terza persona -in cui si controlla un soldato delle forze terrestri- impreziosito da missioni in stile action adventure nelle quali si vestono i panni di una creatura indigena. Il tutto è condito dalla possibilità di pilotare veicoli di ogni tipo (così come alcuni animali volanti) per farsi strada nei meandri dell'interminabile foresta. Su Wii il gioco è fruibile solo nella sua veste avventurosa, che prevede lo scuotimento del bastone in dotazione all'alieno umanoide (tramite telecomando) nelle fasi di combattimento e il simultaneo avanzamento in chiave platform. La ben più profonda sezione sparatutto è stata totalmente tagliata, così come le fasi di controllo di veicoli e creature sono state reimplementate sottoforma di minigiochi basati sul motion sensing. Tutto sommato un titolo che potrebbe anche rivelarsi accettabile, ma che testimonia con forza quanto il Wii soffra i suoi limiti tecnologici ma soprattutto quanto le esigenze del videogiocatore di esperienza vadano a scontrarsi con una realtà che ha definito il Wii come la console in cui tutto deve essere alla portata di chiunque.
|