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Piccoli Valentino Rossi crescono…
Dopo il grandissimo successo riscosso su PS2 era quantomeno scontato aspettarsi una trasposizione del racing motociclistico Namco Bandai sull’handheld Sony. Ottime vendite, sistema di gioco arcade e divertimento senza troppi fronzoli sono infatti le caratteristiche che giustificano appieno questo porting, che già dalle prime partite pare mantenere tutte le promesse fatte dai programmatori. Basta infatti accendere la console e fare qualche giro di pista per accorgersi che qualche operazione di taglio e cucito è stata effettuata, ma come la filosofia arcade ben si sposi con la natura ora portatile del prodotto sotto esame e come il divertimento sia subitamente garantito.
Nel passaggio di piattaforma Moto GP subisce qualche ritoccata al sistema di controllo, lasciando per strada la suddivisione del freno posteriore da quello anteriore (frenata che è ora deputata a un singolo tasto), lasciando da parte un numero nutrito di piste, portandosi dietro qualche difettuccio e presentando però un comparto grafico di primo livello. E allora partiamo da qua. Graficamente Moto GP su PSP va davvero forte, con una discreta resa dei tracciati (che riproducono fedelmente quelli reali), buoni modelli poligonali delle moto e un frame rate che rimane stabile in tutte le occasioni. Ed è proprio la fluidità del motore grafico, insieme ad ottime animazioni dei piloti, a conferire al titolo un aspetto che ben si avvicina a quanto visto sulla sorella maggiore PS2. Ed anche il comparto audio fa il suo dovere, con rombi dei motori discretamente riprodotti, frenate, staccate, accelerate brusche e via.
Fin qua tutto bene. E’ venendo però alla giocabilità che Moto GP su PSP si sacrifica, proponendo solamente otto piste (ben fatte, nulla da eccepire) che al giorno d’oggi risultano un numero basso perfino per una console portatile. Non bastasse, se già il titolo si presenta come un arcade, la presenza di avversari tutt’altro che agguerriti e che sembrano correre su binari, rende ancora meno difficoltoso arrivare primi e la gara perde di mordente. Indubbiamente è da dire come la filosofia di gioco sia rimasta inalterata, e che il divertimento sia a portata di mano per tutti, giocatori occasionali e non, ma senza un IA l’esperienza ludica ne risente assai.
Il resto sono le solite modalità, Arcade, Gran Premio, modalità multiplayer ad hoc (quindi niente internet) e GP. Solite cose: partire con un pilota sconosciuto e diventare famosi, oppure correre un intera stagione motociclistica, oppure affrontare una delle poche piste senza perdere tempo. Tutto come da copione, anche nelle licenze ufficiali dei vari piloti, delle moto e via discorrendo. Il problema è che, grafica a parte, Moto GP faccia ben poco per dimostrarsi grande, e il voto non può andare oltre a quanto vedete nella sommità di questa pagina.
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