|
Scott Mitchell per la seconda volta su 360.
Forse non tutti potranno contare sul gioco in Live, e per questi tale modalità avrà l’interesse di un frigo al polo nord, ma è indubbio che sia sotto questo punto di vista che, ancora una volta, lo sparatutto di casa Ubisoft riesca a strappare i maggiori consensi. Non che la campagna in singolo sia da meno, sia chiaro, attestandosi su alti livelli come a breve vedremo, ma per poter assaporare appieno il piatto della prolifica software house francese è quanto mai doveroso dotarsi di connessione internet e gettarsi a capofitto in battaglie che regalano soddisfazioni in termini ludici incalcolabili. Gli utenti 360 tirano la testa fuori dopo mesi di apnea, grazie prima al riuscitissimo Vegas, ed ora a questo GRAW2 che migliora quello che un anno fa poteva fregiarsi del titolo di ka in una console ancora povera di attrattive. Non per assenza di rivali, quanto per la qualità del prodotto stesso, le “sliding doors” gli furono proverbialmente favorevoli, tanto da piazzare nel giro di poche settimane il proverbiale milione di copie nella sola versione per 360.

Ma veniamo a noi. Scott Mitchell è ancora una volta il protagonista dell’avventura, che dopo aver salvato l’infuocata situazione dello scorso capitolo, merita gli onori della cronaca e non certo una vacanza. Anzi, la sua presenza è necessaria, considerata la difficile situazione in terra sudamericana. Ascrivibile alla categoria dei tactical shooter, dove la castroneria del lanciarsi col coltello tra i denti in mezzo ad ostili paga in termini di crivellamento di proiettili (addosso), GRAW pone il giocatore nei panni del capitano Scott Mitchell, al comando del team ghost (che si compone di quattro membri), la classica unità che nell'immaginario di Tom Clancy dovrebbe risolvere le situazioni più intricate. GRAW2 è quindi ancora uno sparatutto in terza persona, tattico, adrenalinico, a tratti fracassone. La prima cosa ad essere cambiata è il posizionamento della telecamera, sempre alle spalle del giocatore che però è ora leggermente defilato. Una scelta che ricorda da vicino quanto ammirato in Resident Evil 4, o Gears of War per fare un paragone più recente, e che grazie alla possibilità di switchare e spostare il giocatore dal lato sinistro a quello destro dello schermo trova analogie anche con Splinter Cell. Ancora una volta siamo nel terreno dei tactical shooter, dove la tattica di buttarsi col coltello tra i denti tra orde di nemici risulta tutt’altro che valida, quindi occorre meditare, e utilizzare un approccio tattico. Gli obiettivi di ogni missione infatti richiedono pianificazione, nonché corretto utilizzo delle compagini amiche, siano essi i vostri diretti sottoposti, oppure mezzi di varia natura.
Riguardo i vostri compagni che vi affiancheranno nelle missioni più ostiche (in altre sarebbe completamente soli), bisogna dire che per quanto l’intelligenza artificiale si attesti su alti livelli, alcune lacune e incongruenze sono pur presenti, e come tali vanno segnalate. Nulla in grado comunque di inficiare la qualità finale del prodotto Ubisoft, anche perché il livello di intelligenza medio è salito, cosicché i compagni cercano copertura con maggior disinvoltura ed i nemici appaiono ora più furbi ed accorti. Proprio come nel precedente capitolo, e in maggior misura nel recente Vegas (della stessa Ubi), hanno valevole importanza, per non dire capitale, le coperture: senza il loro utilizzo, è praticamente impossibile risolvere gli scontri a fuoco. Per l’occasione non sarà il grilletto sinistro ad “incollare” il giocatore alla parete, ma basterà avvicinarsi in modo che il vostro alter ego si posizioni. Una scelta vincente, non perfetta come quanto avveniva in Vegas, ma comunque apprezzabile, anni avanti rispetto alla scomodità delle coperture di Gears of War. Inoltre, la versione del Cross-Com implementata per l'occasione vanta nuove feature davvero sfiziose. Arrivato alla versione 2.0, il Cross-Com ora permette una visualizzazione a schermo intero, la possibilità di cambiare la visuale tra i nostri compagni e una maggiore comprensione dell'ambiente circostante con un migliore visione dei nemici. Oltre a questo si segnala la new entry del mule, una postazione mobile adibita ai rifornimenti di varia natura. Considerando inoltre la possibilità di impartire ordini agli altri mezzi presenti, è possibile già da ora capire il peso strategico che questa scelta comporti, con la corretta comprensione del territorio circostante e il posizionamento degli ostili. Anche Warfighter 2 fortunamente si apre con un indispensabile tutorial, che conduce il giocatore passo passo nel teatro di gioco. Controllare le unità, effettuare la scansione del territorio, utilizzare le coperture (sempre più di moda negli sparatutto odierni), le granate, gli esplosivi e quant'altro, sono i fondamentali per andare in battaglia e tornare a casa sani e salvi.
Tra le aggiunte di questo nuovo capitolo, tra cui spunta (nella sola modalità in singolo) la possibilità di trattenere il fiato e conseguentemente migliorare la precisione durante l’arte del cecchinaggio, citiamo la presenza di una nuova classe: il medico. Questa, sostanzialmente riveste l’importanza che la stessa figura riveste in Call of Duty 3, e risulta indispensabile nelle sfide in multiplayer, dove regala un approccio totalmente diverso alla battaglia. Curare i compagni, evitare che questi debbano ricominciare dal punto di respawn, significa poter assaltare una base nemica evitando alcune perdite che possono essere salvate.

Graficamente parlando, GRAW2 si comporta bene, anzi benone. Diciamo che nulla è stato stravolto rispetto al primo capitolo, ma che quasi tutto è stato migliorato, raffinato, impreziosito da chicche disseminate qua e là. Ancora non è presente un passaggio giorno-notte o situazioni climatiche che possano diversificare l’approccio al gameplay, ma comunque l’inserimento di queste componenti fa sempre piacere. Gli effetti grafici si sprecano, ed ottime risultano le foschie, i fumi, le esplosioni (davvero magistrali), le condizioni climatiche poc’anzi citate. Continuando, sarebbe ingeneroso non citare le ottime animazioni, nonché i modelli poligonali dei nemici e dei compagni, davvero ben realizzati. La paesaggistica è ora più curata, maggiore è il numero di poligoni su schermo e la cura per il particolare, che in alcuni punti tocca vette vertiginose. Il reparto audio, completamente localizzato in lingua italiana, è anch’esso ottimo: le voci digitalizzate sono miriadi, ed ora la colonna sonora dinamica riesce a distinguere i momenti di calma da quelli decisamente più adrenalinici.
Da ultimo, merita menzione l'aspetto sicuramente più riuscito del titolo, ovvero l'esperienza in multiplayer. Con un totale di 18 mappe (numero davvero alto), partite fino a 16 giocatori in totale assenza di lag, nonché una formula di gioco perfezionata rispetto al capitolo precedente, GRAW2 raggiunge l'apice massimo del divertimento, assestando un calcio nella schiena alle eventuali critiche circa la lunghezza della campagna in singolo (terminabile in una dozzina d'ore).
|