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Un'avventura gratuita? A caval donato...
La storia
Il personaggio, impersonato dal giocatore stesso, arriva a Maggia, in una casa ereditata dallo zio defunto. Qui, leggendo notizie sulla località, scopre che i Templari in fuga scelsero proprio quel paesino per nascondere il tesoro che attende solamente di essere portato alla luce dal primo ardito avventuriero. Su questo esile e diciamolo pure, trito e ritrito argomento, si basa tutta la storia che è solo enunciata all’inizio del gioco e lì finisce senza alcuno sviluppo se non l’epilogo, che dovrebbe essere una sorpresa, ma che in realtà si rivela, non una delusione, ma una vera e propria truffa nei confronti del giocatore che ha sudato le classiche sette camicie per arrivarci.
Il gioco
L’avventura, in prima persona, è costituita da una serie di fotografie: sullo schermo scorrono immagini della bella località di Maggia nel Canton Ticino, ripresa in tutti i suoi particolari, percorribile tramite frecce direzionali. Una quantità sovrabbondante di frecce che non si limitano alle consuete direzioni (destra, sinistra, avanti, indietro), ma che si inclinano in ogni direzione riuscendo a confondere l’orientamento anche del più esperto navigatore. In questo tripudio di direzioni è molto facile perdersi e girare a vuoto. Le mappe messe a disposizione sono minimali e scarsamente leggibili, perciò bisogna camminare per migliaia di clic corrispondenti a diverse foto, e prendere confidenza con il paese, nolenti o volenti. Sarebbe stata preferibile una mappa interattiva per risparmiare al giocatore la ripetitività dei percorsi. Le immagini sono di discreta qualità mentre i pochi filmati presenti sono pressoché inguardabili. Il gioco ha funzionato per lo più correttamente, ma in un paio di occasioni è stato necessario resettare il pc perdendo tutti i vantaggi conseguiti: infatti durante la soluzione di alcuni enigmi scompare la barra dell’inventario rendendo impossibile ogni azione.
Le musiche sono in gran parte riprese dal repertorio classico: Beethoven, Albinoni, Vivaldi, musiche per clavicembalo e per liuto che creano una certa atmosfera “sacrale”, visto il tema del gioco. Il doppiaggio si limita a pochissimi interventi dei pochissimi personaggi che interagiscono e che risulta evidentemente amatoriale.
Gli estenuanti andirivieni per l’amena località (di cui si impara a conoscere anche i sassi) sono compensati dall’originalità degli enigmi e dal lavoro di ricerca ben congegnato dagli autori. Enigmi vari che vanno dalla decrittazione di documenti, all’elaborazione di oggetti di inventario, tutti abbastanza logici e congrui all’avventura. Certo, qualche discrepanza qua e là c’è scappata, ma insomma, nei giochi tutto è permesso (o quasi). In qualche caso l’enigma è a tempo con conseguente pericolo di morte, ma di solito l’intervallo è sufficiente per comprendere come districarsi. Si accede all’inventario spostando il cursore sulla linguetta in alto a sinistra e gli oggetti si usano trascinandoli sulla schermata. Con il tasto destro del mouse si accede al menu salvataggi (illimitati) e ripristino.
Il gioco si guida interamente con mouse salvo quando bisogna digitare le risposte ai vari quiz.
Come “Un tranquillo weekend a Capri” anche Maggia sembra concepito sulla spinta di una promozione turistica della Pro loco. Senza nulla togliere al valore di questi giochi amatoriali che sono di tutto rispetto, andrebbe però tenuto presente che l’eccesso di immagini costringe il giocatore ad un eccesso di movimenti che alla fine vengono a noia, tanto che sembra più importante agli autori far scoprire anche il più recondito sasso del luogo che dare corpo ad una storia almeno accettabile.
Il consiglio, se ci sarà un seguito, è quello di diminuire gli scatti e quindi i clic del mouse, di essere più sobri nelle cartoline turistiche e di dare un maggiore sviluppo alla storia.
Nota: L'avventura, assolutamente gratuita, è scaricabile dal sito ufficiale: http://www.stelexsoftware.com/
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