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Abomination: the Nemesis Project - Pc (Recensione)
a cura di
Sara Todde (Agosto 2000)
Piattaforma: Pc
Software House: Eidos Interactive
Sviluppatore: Hothouse Creations
Distributore: Leader
Genere: Strategico/Manageriale
Prezzo: 51.13 €
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  • 7
    6,1


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    In un futuro non troppo lontano, una sconfinata setta di fanatici e un'abominevole piaga hanno messo in ginocchio la civiltà... e l'unica speranza giace negli straordnari agenti del Progetto Nemesis.

    Abomination: the Nemesis Project è un gioco di strategia e azione in tempo reale che punta soprattutto sui ritmi frenetici del combattimento e su un'ambientazione inquietante, i cui misteri sono svelati a poco a poco. Al centro della trama c'è il Culto dei Fedeli (the Cult of the Faithful), una setta religiosa con forti componenti di satanismo, che dopo essersi messa in evidenza per aver rubato da un museo un misterioso artifatto noto come la Principessa della Morte, è passata alla violenza organizzata e a terribili carneficine rituali, in cui la gente si faceva sviscerare viva per dare pubblica testimonianza di fede; ora questa setta si propone come unica via di salvezza per l'umanità, in seguito allo scoppio di un'orribile epidemia che ha sugli esseri umani l'effetto di lacerare i tessuti e deformare le ossa all'inverosimile, conducendo alla morte i malcapitati nel giro di poche ore. La parte più interessante è che tutte le vittime degli omicidi rituali del Culto presentano i sintomi di questa stessa malattia... c'è dunque una connessione ben precisa fra il Culto e l'epidemia, probabilmente il risultato di un esperimento genetico finito male. L'unica speranza per la civiltà contro la follia del Culto risiede negli uomini del Progetto Nemesis che dà il nome al gioco: vere e proprie macchine da guerra dotate di forza e resistenza sovraumane e di incredibili poteri, destinate ad essere impiegate in situazioni estreme e contro le più gravi minacce alla sicurezza collettiva. Il loro compito è arginare il potere del Culto, scoprire la sua connessione con l'epidemia e con i terribili mutanti che imperversano per la città... e ovviamente, infine, distruggerlo.

    La presentazione grafica di Abomination è più che buona. Il filmato introduttivo ha un livello di dettaglio di tutto rispetto, e anche grazie alla musica riesce a ricreare alla perfezione l'atmosfera tetra ed incalzante che domina l'intero gioco. Anche l'ambiente di computer virtuale in cui vengono organizzate le missioni è molto curato, e si presenta con uno stile bizzarro e davvero originale composto di ingranaggi, giunture, tubi e schermi a cristalli liquidi, che si intona alla perfezione con l'ambientazione futuristica (ma non troppo) del gioco, che punta molto sulla suggestione della cibernetica e dell'integrazione fra l'uomo e la più avanzata tecnologia. In ogni missione il giocatore si trova a comandare un team di quattro agenti, scelti in un gruppo di sedici, di cui otto possiedono particolari poteri (Pyro può mandare in autocombustione con la telecinesi qualsiasi oggetto in vista, Detonate è l'esperta dell'esplosivo a distanza, Viper può erigere scudi invisibili contro i proiettili nemici...); a ciascuno degli agenti è associata un'illustrazione personale in stile fumettistico, anche questa molto curata e piuttosto decorativa, alla quale tuttavia si contrappone l'aspetto grafico che i personaggi hanno sullo scenario di battaglia, decisamente molto meno dettagliato del resto... il risultato è purtroppo che i personaggi durante le missioni appaiono come silhouette scarne ed abbastanza approssimative, specialmente quando sono in movimento, e che finiscono per assomigliarsi tutti fra di loro; durante i combattimenti, che per di più sono veramente molto veloci, diventa meno facile distinguere a prima vista i personaggi, anche se sopra ciascuno è scritto il nome, per via della mischia che non di rado si crea... e un clic sbagliato a volte può bastare per perdere un agente importante. Per quanto riguarda gli scenari di gioco, visti in una prospettiva isometrica, le città sono costruite con una cura che risulta lampante, ogni edificio e ogni elemento, dai pali della luce ai bidoni della spazzatura, è stato curato fino al minimo dettaglio, e i colori usati, arricchiti da una grande quantità di sfumature che contrastano i contorni netti delle immagini, presentano questi ambienti desolati e contaminati in un'atmosfera di misteriosa, spettrale immobilità, che arricchita dagli effetti sonori assume toni decisamente inquietanti che richiamano certe ambientazioni postatomiche.Anche gli effetti speciali sono piuttosto curati, e peraltro versatili: l'esplosione di una granata non solo ha un certo impatto scenico, ma evidenzia chiaramente il suo raggio d'azione e il suo comportamento, consentendo di prevedere efficacemente in quanti verranno coinvolti nella detonazione e quali conseguenze questa avrà sugli altri elementi dello scenario. Abomination è inoltre un gioco decisamente cruento: iniziare un combattimento significa innanzitutto imbrattare lo scenario di rosso per un'area decisamente grande, senza contare i brandelli di carne umana che risulteranno dall'uso degli esplosivi, o dallo sparare agli orribili ammassi di carne pulsante che vedremo disseminati un po' ovunque nelle città, tutto ciò che rimane delle sfortunate vittime dell'epidemia (e non solo...).
    Il sonoro, come già detto, contribuisce non poco ad arricchire l'atmosfera del gioco. La colonna sonora, che peraltro è assente durante le missioni vere e proprie, è molto varia e si presenta con uno stile originale, misto di hardcore e rock industriale che dà un tono decisamente frenetico e teso alla preparazione della missione; inoltre sottolinea alla perfezione l'inquietante sequenza introduttiva, trasmettendo un senso di decadenza e di imminente catastrofe che ben si addice al tema trattato nel gioco. Anche gli effetti sonori sono piuttosto curati, è davvero impressionante la quantità di suoni associata al combattimento, dal rumore personalizzato delle armi alle grida di battaglia del tipo "Muori, miscredente!" dei fanatici del Culto; anche il parlato si difende egregiamente, i nostri agenti ci trasmetteranno opportune osservazioni per informarci dell'andamento del combattimento (peccato che siano in inglese, ma in ogni caso l'elevata espressività ci consente di andare per intuizione)... l'unico problema è che, considerati i velocissimi ritmi del combattimento, molti suoni finiscono per sovrapporsi a vicenda, e frequentemente capita di perdere un importante avvertimento; più concretamente, se uno dei nostri agenti è in fin di vita, potremmo non accorgercene in tempo per rimediare.Abomination è da lodare particolarmente per la sua alta longevità. Non ci sono missioni prestabilite, di conseguenza non esistono soluzioni preconfezionate e ogni partita iniziata è assolutamente unica nel suo genere; le mappe infatti vengono ricalcolate da zero con l'inizio di ogni campagna sulla base di parametri random. Lo stimolo per rigiocarci, battere il proprio punteggio e affinare la propria strategia non mancherà mai.
    Il discorso sulla versatilità di Abomination è un po' più complesso. Le missioni in tempo reale hanno al loro centro l'esperienza del combattimento, che si caratterizza per un'innegabile brevità e un ritmo veramente frenetico; uno dei problemi principali è dato dall'intelligenza artificiale dei nostri agenti, che per certi versi appare molto meno versatile rispetto a quella dei nemici. Spesso i nostri agenti si comportano in maniera veramente imprevedibile, persino in apparente contrasto con la modalità automatica scelta, finendo talvolta per portare al fallimento la strategia che si era pianificata; se hanno il pregio di scappare e di allontanarsi automaticamente dalla zona del combattimento in caso siano in fin di vita, talvolta non attaccano un nemico che entri nel proprio raggio e si dirigono in cerca di quelli più lontani, col rischio di imbattersi da soli in un gruppo più nutrito. Inoltre durante il combattimento le modalità automatiche sono decisamente predominanti sugli ordini dati; trattandosi di un'esperienza così breve si è obbligati a mettere il gioco in pausa per assegnare agli agenti il bersaglio da colpire, ma si possono avere non poche difficoltà a cambiarlo... questo problema è probabilmente amplificato dal fatto che quando possibile gli agenti schivano il fuoco nemico automaticamente, e che non abbiamo controllo su di essi quando è in corso una particolare acrobazia... anche se ci siamo appena accorti che è il caso di farli scappare al più presto possibile. Un altro grosso limite del sistema di controllo, è che non possiamo riprendere il controllo dei personaggi se questi non hanno ultimato il compito che gli abbiamo assegnato, a meno che non si fosse trattato di un ordine di movimento; più concretamente, se mandando un personaggio a posizionare una granata ci accorgessimo d'un tratto che il nemico sta per far saltare in aria una macchina a poca distanza (una strategia classica e decisamente efficace), non potremmo fermarlo, e difficilmente riusciremmo a farlo scappare in tempo. Inoltre la gestione dell'inventario fra un personaggio e l'altro e l'uso degli oggetti, come granate e kit medici, sono decisamente macchinosi e tutt'altro che intuitivi; i ritmi frenetici del combattimento, unite alle pecche dell'intelligenza artificiale, impediscono un controllo stabile e razionale della situazione... accade non di rado che, per il sovrapporsi di un grande numero di istruzioni e di reazioni automatiche, molti dei nostri ordini non vengano mai eseguiti, semplicemente perché il combattimento è ormai finito quando il gioco riesce a prenderli in considerazione; e quando si tratta di ordini di importanza vitale è un bel problema. È da sottolineare anche la scarsa versatilità del sistema di navigazione virtuale in cui vengono preparate le missioni, il cui utilizzo non è affatto semplice e nemmeno chiaro, se è per questo.
    Ciò non toglie tuttavia che in Abomination il combattimento non sia un'esperienza divertente; proprio il ritmo mozzafiato che lo caratterizza, favorito dal realismo degli effetti sonori, alimenta l'adrenalina al massimo, favorendo non di poco il coinvolgimento... anche la componente strategica ha il suo valore: tendere un'imboscata ai fanatici del Culto e sottoporli ad un fuoco di fila, attrarli nel punto in cui è stato piazzato l'esplosivo per poi scatenare una suggestiva reazione a catena, queste e molte altre strategie sono possibili, e si tratta in ogni caso di sfide perfettamente accessibili e non poco entusiasmanti. Anche la gestione della trama, che già di per sé riesce a creare un'atmosfera estremamente suggestiva, è da sottolineare, perché con ogni missione portata a termine il giocatore scoprirà un nuovo tassello di uno sconfinato puzzle dai risvolti davvero inquietanti... il coinvolgimento e il desiderio di andare avanti per saperne di più non verranno comunque a mancare.

    Il giudizio finale su Abomination è sicuramente più che positivo, per via delle indubbie potenzialità e delle validissime sfide che questo gioco è in grado di offrire, grazie ad una trama sapientemente orchestrata, ad un'ottima longevità e ad una trascinante, frenetica modalità di combattimento con interessanti soluzioni tattiche; purtroppo sono evidenti anche i suoi numerosi limiti, specie nel campo del sistema di controllo e dell'intelligenza artificiale.

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