|
Uno sparatutto continuamente rimandato giunge finalmente sui nostri schermi. Gli sviluppatori avranno saputo tenerlo aggiornato alle nuove innovazioni?
Se si dovesse descrivere Alpha Black Zero con un colore, sarebbe senza dubbio il rosso. Rosso perchè l'intero gioco ruota attorno a quella tonalità, sia per i menù che per gli ambienti, ma rosso anche perchè Alpha Black Zero è come un fuoco. Un fuoco che all'inizio brilla, ma poi inesorabilmente muore nelle tenebre. Analizziamo ora più approfonditamente le caratteristiche di questo titolo.
Alpha Black Zero si presenta decisamente bene: i menù sono realizzati egregiamente, le varie schermate di configurazione sono piuttosto semplici e precise e chiunque abbia una minima esperienza con i videogiochi si troverà subito a proprio agio. La campagna del gioco viene introdotta da un buon filmato, ricreato con lo stesso motore grafico del gioco, il quale ci vede imprigionati in un carcere su Marte, nell'anno 2366 d.C. L'intero gioco è un lunghissimo flashback, rappresenta infatti i ricordi del tenente Hardlaw davanti alla Corte Militare Interstellare. Siamo infatti accusati di aver sterminato numerosi civili durante un'operazione militare su un pianeta ostile; tutti i retroscena della vicenda verranno svelati a poco a poco durante l'intero gioco. La trama si rivela di elevata fattura, per niente inferiore a quella di un buon film di fantascienza o di un libro di genere analogo. I colpi di scena sono studiati e proposti in modo pressoché perfetto, e non sarà difficile appassionarsi rapidamente alle vicende del team Alpha Black Zero.
Abbiamo detto team perchè il gioco ci vede comandare un'intera squadra di cinque uomini addestrati e armati fino ai denti. Potremo controllare i nostri compagni tramite un sistema di ordini, ma sarà molto più semplice comandarli direttamente in caso di necessità. Essi non brillano infatti per intelligenza tattiche, anzi, si dimostrano piuttosto stupidi e incoscienti. Al contrario l'IA avversario è ottima, persino troppo in certe occasioni, offrendo tattiche offensive e difensive, tentativi di mimetizzazione e di copertura. I nemici dimostrano inoltre di avere una buona mira e di essere abbastanza resistenti ai colpi, oltre ad essere sempre in deciso sovrannumero. A complicare le cose c'è il deficitario sistema di puntamento: i proiettili infatti non raggiungono un punto preciso, bensì colpiscono all'interno di una rosa più o meno vasta a seconda della velocità di movimento. Inoltre il puntatore è decisamente poco reattivo e non sarà difficile mancare avversari a distanza assolutamente ravvicinata. Un ulteriore pecca è dovuta al fatto che il puntatore talvolta scompare misteriosamente, incrementando ulteriormente la frustrazione. Il sistema di salvataggio è fortunatamente libero, ma ci sarà consentito partecipare a una sola campagna per volta. Scordiamoci dunque di usare due profili differenti per due giocatori diversi. Nonostante la trama appassionante, il gioco annoia molto presto, data l'estrema lunghezza delle sezioni e la loro ripetitività più assoluta. Dovremo infatti seguire sempre il sentiero uccidendo tutti gli ostili fino a raggiungere il nostro obiettivo, che può essere una base amica, un villaggio, un contatto. Si fa sentire la mancanza di una mappa, in parte supplita dalla presenza di un radar, alquanto impreciso, a dire il vero. Questa monotonia è fortunatamente spezzata talvolta da qualche piacevole filmato.
Alpha Black Zero si basa su una versione migliorata del motore di Serious Sam, che, nonostante sia ancora valido, comincia a mostrare qualche lacuna. Come già detto, gli ambienti sono sempre dominati dal rosso, offrendo un paesaggio simile a quello di Pitch Black. Le ambientazioni sono estremamente vaste, ma la libertà d'azione e di movimento è solo apparente, poiché il sentiero, per quanto complesso e articolato, è fondamentalmente uno soltanto. L'impatto grafico di queste aree è notevole, alcuni scorci sono davvero molto suggestivi, ma in esse si riscontra una certa penuria di particolari. Raramente incontreremo infatti edifici o altre costruzioni, e le poche che incontreremo saranno quasi sempre identiche. Da un punto di vista più tecnico Alpha Black Zero offre modelli poligonali abbastanza definiti per i componenti del team, mentre i nemici sono meno caratterizzati, mantenendosi comunque ben al di sopra della soglia di sufficienza. Non è presente bump mapping di alcun tipo, ma le texture ovviano in parte a questa mancanza. Si può inoltre notare come l'orizzonte sia leggermente velato da una nebbiolina rossastra, che aumenta sì l'atmosfera marziana, ma che probabilmente nasconde carenze nella definizione di particolari distanti. Le animazioni dei personaggi lasciano un po' a desiderare, in quanto sono decisamente legnose e macchinose. I personaggi si muovono come robot claudicanti, rendendo la loro andatura assai ridicola.
Il sonoro è discretamente realizzato, con effetti audio buoni ma scarsamente vari, musiche d'atmosfera e un buon doppiaggio inglese. Fortunatamente il gioco è sottotitolato interamente in italiano, tranne qualche rara frase lasciata inspiegabilmente in inglese.
Il gioco include anche una modalità multiplayer, non particolarmente esaltante, a dire il vero. Le modalità di gioco sono rappresentate dai classici deathmatch a squadre, ma purtroppo in questo campo la concorrenza è altissima, e decisamente migliore.
Alpha Black Zero offre in teoria un buon numero d'ore di gioco, ma a causa della sua ripetitività e monotonia molti lo abbandoneranno prima di essere arrivati alla conclusione della vicenda, il che è un peccato, poichè la trama è molto ben sviluppata.
In conclusione, Alpha Black Zero può vantare una storia altamente cinematografica e una grafica ancora adeguata, ma purtroppo il resto, giocabilità in primis, non è all'altezza. La noia non tarda ad arrivare e difficilmente riusciremo a giungere alla fine della storia. Se gli sviluppatori si fossero impegnati di più, forse ora avremmo tra le mani un vero gioiellino; ma purtroppo non è andata così.
|