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Bet on Soldier - Pc (Recensione)
a cura di
Francesco Cirillo (Novembre 2005)
Piattaforma: Pc
Sito ufficiale: http://www.betonsoldier.com/
Software House: Digital Jesters
Sviluppatore: Kylotonn Entertainment
Distributore: Leader
Genere: Arcade
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    5,8


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    Ancora tempo di fps.

    La storia
    Nolan Daneworth è un uomo dall'oscuro passato che, come di solito avviene, non ricorda: l'unico segno tangibile dei suoi trascorsi è una "S" tatuata che sta ad indicare la sua appartenenza al "Syndacate", una sorta di loggia massonica che, in uno qualsiasi dei migliaia futuri possibili ed immaginati, ha fatto sprofondare il mondo in una guerra totale e che sostanzialmente detiene il potere. Nolan cercando di rifarsi una vita dall'incidente che potrebbe avergli causato quest'amnesia si sposa una bella signorina ed un cane, uccisi poi in circostanze misteriose da tre uomini: del terzo non si sa nulla (all'inizio) ma due di essi sono i Boryenkha Brothers, campioni del B.O.S., il Bet on Soldier, una sorta di show spietato in cui dei guerrieri si fronteggiano a colpi di arma da fuoco ed in cui il prezzo da pagare per la sconfitta è la morte, per la gioia degli accaniti scommettitori. Nolan decide di cimentarsi anch'egli in questa barbara (e lucrosa) pratica, per incontrare i famigerati ed inafferrabili Boryenka e cercare di capire qualcosa del suo oscuro passato, e naturalmente per placare la propria sete di vendetta. Tra l'altro (ma non si capisce invero perché), Nolan affronta delle missioni per conto della resistenza: sarà in occasione di queste che affronterà i campioni dl B.O.S. Lo sappiamo, detta così non è che la trama sia molto comprensibile: ma in fondo neanche noi ci abbiamo capito poi molto e tant’è: Bet on Soldier in fondo non sarà ricordato per la storia, quanto piuttosto per alcune trovate originali che, a patto di dimenticare i molti bug scaturiti in sede di test, e di essere alla ricerca di qualcosa di diverso, valgono il prezzo del biglietto. Forse.

    E il gioco?
    Che Bet on Soldier sia uno sparatutto in soggettiva è assodato. E lo diciamo subito, tutt'altro che facile. Ma le difficoltà non scaturiscono dalla pur tutto sommato riuscita intelligenza artificiale dei nemici, ma dalla struttura di gioco, votata al "risparmio". Perché in BOS tutto si paga, e qui è la novità. Armi, munizioni, eventuali "compagni di sventura", sempre che scegliate di farvi accompagnare nelle missioni da mercenari comandati dalla CPU. Persino Le riparazioni dell'armatura o i savegame. Scordatevi medipack, tute protettive e munizioni raccolte da nemici messi al tappeto: tutto si paga salato in appositi distributori che al posto di elargire palline smontabili con dentro tutte le possibili varianti di Winnie Pooh, sono una vera manna dal cielo per acquistare tutto l'occorrente per potere svolgere le missioni. Il giocatore viene così costretto a massimizzare le (tutto sommato poche) risorse disponibili. Frustrante? Sì, a tratti. Soprattutto per colpa delle munizioni, davvero troppo poche. Ma in ogni caso questo approccio costringe il giocatore ad essere bravo, paziente, e scegliere le proprie mosse in modo non avventato, pena dover ritornare alla torretta di recharge più vicina (che a volte può essere davvero lontana, con annessa perdita di tempo e di adrenalina). Sempre che si disponga delle risorse per acquistare, s'intende. Ma c'è un modo per far soldi (e meno male). Anzi più di uno. Uccidere con un headshot, ad esempio. Oppure sfruttare gli abbondanti elementi dello scenario (al più barili esplosivi messi qua e là) per uccidere i nemici. Ma ce ne sono anche altri, beninteso, il più importante dei quali è quello di uccidere i nemici più velocemente che si può. E questo vale in particolare contro i campioni del B.O.S. Addirittura la scommessa (perché lo scontro vale dei soldi scommessi implicitamente da Nolan) avrà un tempo limite (troppo breve secondo noi, alla faccia di un minimo di strategia negli scontri) entro il quale dovremo fare fuori l'avversario di turno, pena la sconfitta e la perdita della somma. Questo sistema di crediti può piacere o non piacere: ma se dobbiamo scegliere come andare "in campo" (soprattutto per la scelta delle armi e di eventuali compagni) che nel briefing ci venga detto tutto quello che ci può servire, visto che la scelta deve essere oculata (massimo 4 armi e una manciata di granate). Peccato che invece ci venga detto poco e niente, per cui potrà capitare di doversi arrangiare con armi scelte incautamente: che antipatia quando magari ti prendi una mitragliatrice e poco dopo ti trovi in una pianura alla mercé dei cecchini (grrr)..Ed allora pensi di aver fatto una furbata prendendoti il fucile di precisione, quando poi ti accorgi che ha davvero una quantità esigua di munizioni, e quindi non conviene: cosicché si riopta per la più banale mitragliatrice. Ma questa sarà davvero troppo poco efficace per combattere contro il campione BOS e sconfiggerlo entro il tempo limite, ed allora vai a scegliere tra lanciafiamme, machine gun, o il lanciamissili, sperando di averci azzeccato. Insomma il giocatore è un po' costretto ad arrangiarsi, anche perché non c'è mica la possibilità di raccogliere le armi dei nemici uccisi (cosa che avrebbe potuto rendere le cose più semplici, ma obbiettivamente un po' contraria allo spirito del gioco). Così che vi capiterà di affrontare una missione, e poi magari di tentare a rigiocarla perché non avevate acquistato nel briefing le armi giuste (doppio grrr). Tecnicamente il titolo si presenta altalenante, con un motore proprietario che pur non sontuoso fa bene il suo dovere. Le texture sono davvero soddisfacenti così come i riflessi e gli effetti di post processing. Lo sono di meno i modelli poligonali, senza infamia e senza lode e per la verità non molto vari. Il motore grafico comunque, a dettaglio pieno, non fa rimpiangere più di tanto le ultime produzioni, presentando un mondo che pur non essendo ricchissimo di dettagli rimane abbastanza "credibile". Brava Kylotonn. Il sonoro è per la verità un po' "anonimo", con musiche onestamente monotone e poco interessanti ed effetti sonori nella norma. Un plauso ai doppiatori però, che conferiscono con la loro buona interpretazione un taglio piuttosto "cinematografico", ed ai monologhi di Nolan, ed ai pochi dialoghi con i BOT. E qui viene un altro punto dolente, l'interazione con gli NPC è davvero nulla, fatta eccezione per i mercenari che vi accompagneranno nel corso delle missioni, in questo caso limitata a pochi essenziali comandi del tipo: "vieni con me", "resta qui" o "ingegnere ripara la mia armatura". Per non parlare poi dell'interazione con l'ambiente, se possibile, ai minimi storici: tutto quello che viene richiesto al giocatore è sparare, uccidere, sparare e uccidere ancora. Ed allora si aspettano i duelli con i campioni del B.O.S., sperando che l'esperienza di gioco s'impenni.. Ed invece per la verità questi tizi non sono che dei nemici molto potenziati nell'armatura e nella mira, ma il cui comportamento sembra ricalcare le medesime routine di intelligenza artificiale dei normali soldati, risultando dunque assai limitati in particolare sul piano strategico, ed anzi addirittura ci sono sembrati talvolta un po' "fermi": in definitiva però questi duelli non è che poi siano così accattivanti. Ed anche qui calma piatta. Insomma un titolo privo di una vera profondità che finirà nel dimenticatoio troppo presto ed a cui il multiplayer non aggiunge granché, visto che i server sono pressoché vuoti e qui, come diceva qualcuno, la domanda sorge spontanea: che tutti stiano giocando a Quake 4 ed a F.E.A.R.?

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    DI TUTTO UN PO'
    "I videogiochi non influenzano i bambini. Voglio dire, se Pacman avesse influenzato la nostra generazione, staremmo tutti saltando in sale scure, masticando pillole magiche e ascoltando musica elettronica ripetitiva!" (Kristian Wilson, Nintendo Inc., 1989)


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