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Costruisci un regno, domina il Nilo, vivi per sempre. Sembra facile, vero?
Sulla scia del travolgente successo di Caesar III, la Sierra prova a spingersi oltre proponendo un titolo consimile: si tratta di Faraon, e come traspare evidentemente dal nome stavolta l'ambientazione è ben più antica del solito. In questo gioco il giocatore trova infatti il suo ruolo di volta in volta nei membri di una dinastia faraonica, percorrendo attraverso vari scenari una sorta di "carriera" che lo porterà dagli albori dell'Egitto, in cui i primi elementari insediamenti si destreggiano a fatica in una terra che non perdona, fino alla massima gloria del Nuovo Regno, in cui l'Egitto è ormai una nazione unitaria e fiorente, disseminata di colossali monumenti che ne rispecchiano la grandezza. Il percorso è ovviamente costruito ad arte, cosicché il giocatore possa gradualmente imparare, anche grazie ad esaurienti aiuti che lo guidano, attraverso quali meccanismi la sua città è in grado di crescere e prosperare. Inizialmente tutte le sue preoccupazioni consisteranno nell'assicurare ai cittadini cibo e acqua, ma successivamente dovrà fornir loro misure di sicurezza come la polizia, i vigili del fuoco e la manutenzione degli architetti, dovrà imparare a sfruttare adeguatamente la forza del Nilo e occuparsi più da vicino dell'amministrazione delle finanze, del tenore di vita della cittadinanza, dell'igiene e della prevenzione delle malattie, dei beni di lusso, degli svaghi e dell'istruzione; certamente senza tralasciare il culto della religione e l'abbellimento della città, per poi dedicarsi, mano a mano che la crescita della civiltà lo imporrà, alla costruzione dei colossi e delle grandi tombe monumentali che tutt'oggi hanno reso famoso l'Egitto.
Uno strategico sicuramente valido, dunque, molto divertente, longevo ed interessante per merito dell'ambientazione; il vero problema tuttavia è: cosa offre concretamente in più rispetto a Caesar III, il suo illustre predecessore?Dal punto di vista della grafica, la risposta a questa domanda è abbastanza semplice visto che Caesar III e Faraon hanno esattamente lo stesso motore grafico. Innanzitutto hanno in comune lo stile dei filmati introduttivi, e per quanto riguarda le vere e proprie schermate di gioco, anche in questo caso le vere differenze sono unicamente dovute ai meccanismi dell'ambientazione. Il giocatore interagisce con la città attraverso un'accurata vista dall'alto (solo vagamente diversa per come è orientata) che è possibile far ruotare; gli elementi da costruire possono essere scelti attraverso un sistema di pulsanti e menu, anche questo in comune, e le tabelle dei vari rischi cui è sottoposta la città, come il fuoco o il crimine, usano gli stessi sistemi di rappresentazione. Si tratta in sintesi del medesimo motore grafico di Caesar III trasposto in un'ambientazione differente; validissimo in sé stesso, certamente, ma senza traccia di vere e proprie innovazioni, solo una cura un po' più scrupolosa dei particolari e delle sfumature che comunque non lascia sbalorditi.
Il discorso è diverso se prendiamo in considerazione il sonoro. Le musiche di sottofondo dei due giochi, infatti, riflettono due stili completamente diversi, direi diametralmente opposti, il che è abbastanza ovvio se si considera quanto sono diverse le rispettive ambientazioni; ma c'è comunque da aggiungere che la colonna sonora di Faraon risulta decisamente più coinvolgente ed interessante rispetto a quella, puramente di sottofondo, di Caesar III; è inoltre molto varia, composta magistralmente con un vasto assortimento di suoni, e rende alla perfezione l'atmosfera dell'antico Egitto senza mai divenire martellante o monotona. Per quanto riguarda gli effetti sonori collegati ai vari ambienti, sono realistici e adeguati, abbastanza affini a quelli di Caesar III; inoltre, dato che anche in Faraon il giocatore ha la possibilità di interpellare i cittadini, può accadere che i loro commenti a seconda della situazione risultino identici nei due giochi!Come tutti i giochi ben fatti del suo genere, Faraon ha un'ottima longevità. Come per Caesar III, l'apprendimento graduale e continuo della strategia di costruzione, nonché l'eccellente meccanismo a livelli della carriera (da Nobile del Villaggio a Faraone), forniscono assiduamente lo stimolo per andare avanti e per rimettersi sempre alla prova. Per quanto riguarda più specificatamente la giocabilità, Faraon replica ovviamente il successo del suo predecessore: quando due giochi strategici hanno in sostanza lo stesso motore grafico, è presumibile che abbiano in comune anche l'interfaccia utente. Il già ben collaudato sistema di menu e bottoni garantisce a Faraon la stessa immediatezza di comprensione e di utilizzo del suo predecessore, amplificata anche da un sistema di aiuti disponibile in qualsiasi situazione, e ottenibile col tasto destro del mouse; si gioca insomma come se si avesse sempre il manuale sotto gli occhi, il che per un gioco strategico, che di per sé stesso è sempre dotato di un gran numero di regole e particolarità, è certamente un vantaggio non trascurabile. Anche la strategia per far crescere e prosperare la propria città segue all'incirca gli stessi meccanismi nei due giochi, e le sole differenze sostanziali sono chiaramente collegate alle difficoltà imposte dall'ambientazione: gli Egizi non possiedono certamente le formidabili reti idriche dei romani, e la terra che si trovano a colonizzare è tutt'altro che fertile! È facile divenire veri e propri "schiavi" dei minuscoli ritagli d'erba verde e delle piene del Nilo, se non si può disporre di alternative per dissetare e sfamare la popolazione; nella stessa situazione, un altro rischio può essere quello di vedersi costretti ad importare il cibo da città lontane, il che può facilmente ridurre i forzieri cittadini sul lastrico se non si riesce a controbilanciare i costi con l'esportazione! Più generalmente, Faraon è un gioco abbastanza veloce anche con la configurazione minima, e non sono stati riscontrati bug; un altro innegabile pregio che ha in comune con Caesar III, è che non necessita di "astronomiche" configurazioni hardware per funzionare al meglio.
Esprimere un giudizio finale su questo gioco non è affatto un compito facile. Si tratta sicuramente un gioco molto bello e stimolante, capace di offrire numerosissime ore di divertimento, mettendo in conto anche la sua accuratezza culturale e storica (velata soltanto da alcune comprensibili licenze, senza le quali la giocabilità sarebbe stata penalizzata), che sicuramente rende il tutto più interessante senza mai sfumare nel puramente didascalico... ma in fin dei conti, Faraon non è forse una sorta di "espansione" del suo quanto mai illustre predecessore? Chi ha già giocato a Caesar III si troverà insomma davanti a qualcosa di veramente nuovo? Sicuramente no; anche se Faraon ha una colonna sonora molto più bella ed intrigante, una grafica leggermente più raffinata, e le sfide che è in grado di offrire sono ampliate dall'ambiente ostile in cui si svolge. Ma chiaramente la domanda finale, nonché quella più importante, è: chi ha già giocato a Caesar III potrà ugualmente apprezzare Faraon? Pensiamo che la risposta sia decisamente positiva.
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