|
La Storia...
Nella prima avventura il nostro Gabriel, ultimo discendente della famiglia Ritter, era riuscito a venire a capo di una misteriosa serie di omicidi vodoo, grazie anche all'aiuto della sua ragazza Grace Nakimura. Successivamente, la risoluzione della vicenda fu trasformata da Gabriel in un romanzo che riscosse un grande successo.
Il secondo episodio ha inizio circa tre anni dopo, nell'antico castello in Germania, dove Gabriel si trasferisce per "ritrovare" nuovamente l'ispirazione per un nuovo romanzo.
Ma una notte, i contadini sconvolti, bussano alle porte del castello: nuovi fatti misteriosi stanno accadendo nella regione e la gente ha nuovamente bisogno di voi, di Schattenjager (il cacciatore di ombre).
Nel corso della vostra avventura dovrete affrontare nuovi problemi, che inizialmente sembreranno essere imputabili a... dei semplici lupi, ma che in seguito avranno la loro spiegazione in fatti ben più inquietanti e misteriosi.
Gabriel Knight 2 ha migliorato il precedente episodio?
Gabriel Knight 2, rispetto al predecessore, ha come unico miglioramento: la grafica, che passa da quella "pixellosa" ad una digitalizzata, sicuramente più accativante. Questo presunto miglioramento è però soggettivo: molta gente infatti continua a preferire dei personaggi disegnati (in cui riesce ad immedesimarsi) piuttosto che un branco di attori che recitano malissimo (come capita in questo gioco); la cosa si può comprendere meglio se si confronta un film pieno di effetti speciali con un libro. Quest'ultimo presenterà solo testo, ma lascia libero il lettore di fantasticare e di crearsi un mondo ben pù reale di qualsiasi produzione cinematografica!
Se si analizza la recitazione degli attori si ha l'impressione di essere davanti ad un telefilm di basso livello. Meritano la sufficienza gli attori che impersonano Gabriel Knight e Von Glover. Mentre è mediocre quella di tutti gli altri.
Stesso discorso vale per il parlato: mentre nella prima avventura questo era affidato ad attori professionisti come Tom Curry e Mark Hammil, in the Beast Within è lasciato a persone che deludono sotto ogni aspettativa.
Per quanto riguarda la libertà di azione Gabriel Knight è sicuramente un passo indietro, rispetto alle avventure tradizionali (e quindi del predecessore), nonostante i 6 cd su cui si trova il gioco.
La longevità è su un livello medio; quindi anche i giocatori più incalliti ci metteranno diversi giorni prima di terminarlo.
Pregi...
Tra i pregi di questo gioco, vi è soprattutto la grande atmosfera di mistero, che si propaga nel gioco sin dai primi minuti, unita ad una grande trama e regia curata da Jane Jensen, che già aveva curato il primo episodio.
Grazie a questa persona gli enigmi si rivelano non banali e sufficientemente difficili, anche se mai illogici da risolvere.
Comunque se confrontiamo questo gioco di "carattere cinematografico" con altri titoli analoghi, come Phantasmagoria, si riscontrano diversi miglioramenti nell'interfaccia, nell'iterazione e negli enigmi meno scontati. Tutto questo fa ben sperare per il futuro dei film interattivi, che la Sierra sembra voglia seguire ad ogni costo!
Difetti...
Il principale difetto di questa avventura è lo scarso Testing a cui è stato sottoposto. Infatti, senza un adeguato patch il gioco si blocca nel secondo episodio, senza permettervi di terminarlo. Esiste inoltre, un'ulteriore problema nel sesto episodio!
La Sierra si è prontamente scusata per l'inconveniente, e ha messo in circolazione su Internet , un patch che permette di risolvere il problema, anche se chi non ha accesso alla Rete si troverà in mano un gioco irrisolvibile ed inutile (non dovrebbe essere il vostro caso).
Altro grave problema è la lingua: infatti il gioco è totalmente in lingua inglese; sin qui niente di male, visto che praticamente tutti i titoli lo sono; quello che non è accettabile è che non vi siano neanche i sottotitoli, costringendo il giocatore a dover risolvere l'avventura basandosi sull'ascolto dei dialoghi in inglese, spesso pronunciati con un forte accento tedesco, visto l'ambientazione dell'avventura; questo è un particolare che sicuramente taglierà fuori una gran parte di avventurieri che non hanno una conoscenza perfetta della lingua anglossassone.
Altri difetti precedentemente citati sono: la recitazione e i dialoghi non perfetti, una scarsa interazione con l'ambiente e requisiti hardware decisamente elevati: infatti per godervi appieno il gioco, senza fastidiosi rallentamenti, è consigliato un Pentium.
Conclusioni
Il gioco vale quindi £ 129.000? Difficile dare una risposta che accontenti tutti. Diciamo che gli avventurieri di nuova data rimarranno sicuramente affascinati da questo gioco per la sua grande trama, atmosfera, e per la sua grafica. Gli avventurieri più esigenti (soprattutto quelli che hanno giocato al primo episodio di Gabriel) si troveranno invece delusi da un gioco che ha perso gran parte della sua interattività per diventare un ibrido tra un'avventura e un film. Comunque, a qualsiasi categoria apparteniate, tenete prima di tutto conto, che se non avete una completa padronanza della lingua inglese parlata e un processore Pentium, vi conviene lasciar perdere questa avventura.
|