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Dopo l’acclamata saga strategica Commandos, Pyro Studios ci regala un’altra perla videoludica in campo bellico.
Imperial Glory a prima vista può suscitare un po’ di scetticismo, in quanto la casa di sviluppo non ha mai lavorato a questo tipo di giochi: può sembrare una mossa azzardata, infatti, quella dei ragazzi della Pyro Studios di immettersi nel genere degli strategici in tempo reale, dominato da colossi come Rome Total War o classici come Age of Empires. Essi però sono avvantaggiati dal fatto che il periodo storico coperto dal gioco (inizio XIX secolo) non è trattato quasi da nessun altro, a parte casi rari come Empire Earth. Se a questo si aggiunge l’esperienza di un team di sviluppo che comunque ha fatto in parte la storia dei videogiochi, il risultato finale non può essere che buono.
Il gioco ci propone uno stile di gioco un po’ diverso dal solito, che si avvicina molto a quello di Rome Total War: l’azione si svolge su una mappa stile “Risiko”, con le varie nazioni evidenziate in colori diversi e, in ognuna di esse, una pedina a raffigurare la capitale; da questa situazione inizieranno tutte le nostre partite: possiamo decidere di impersonare un impero, scegliendo tra Francia, Inghilterra, Russia, Austria e Prussia; il nostro obiettivo principale è diventare la nazione più potente in Europa conquistando più territori possibile, sfruttando al massimo le terre per una migliore produzione e cercando di imporre il nostro dominio nelle battaglie navali e terrestri. Il tutto si svolge in due fasi: una di combattimento e una di pianificazione; quest’ultima è la predominante per tutto il gioco, in quanto il gameplay si basa soprattutto sui rapporti con gli altri stati. Queste relazioni sono gestite interamente dal giocatore, che in ogni turno (della durata di un mese) può effettuare un certo numero di azioni; la difficoltà è proprio nel riuscire a creare rapporti con diverse nazioni e, nel frattempo, espandere il proprio dominio. Queste frazioni di gioco risultano di qualità elevatissima, tanto da essere tra le migliori del genere. L’Intelligenza Artificiale durante le fasi di non-combattimento, infatti, è avanzatissima e risponde realisticamente a ogni input che gli diamo attraverso le molteplici azioni che si possono compiere durante questi momenti “di tregua”. Si possono creare coalizioni con uno stato per affrontarne insieme un altro, firmare trattati di pace (definitiva o temporanea), trattare prestiti di merci varie (suddivise in oro, materie prime e cibo), stipulare trattati di transito, che permettono di attraversare una nazione ostile o neutrale senza attaccarla, o persino “corrompere” i funzionari di uno stato per aumentare la nostre probabilità di successo. Attraverso queste azioni la nostra simpatia verso un determinato stato o, più in generale, verso l’Europa, cambia (se in meglio o in peggio lo dobbiamo decidere noi) e, in casi estremi, potremo inglobare nel nostro impero una nazione neutrale stringendo i rapporti con essa o farci dei nemici rifiutando di continuo le loro offerte. E’ da segnalare la reattività delle nazioni avversarie: esse reagiranno a qualsiasi nostra azione, persino le più semplici come spostare delle truppe vicino al confine di uno stato; in questo caso quest’ultimo si metterà in allerta temendo una nostra invasione e schiererà anche le sue truppe nelle vicinanze del confine. Se, invece, una nazione cercherà di invadere il nostro territorio, non lo farà quasi mai da sola: la maggior parte delle volta capita, infatti, che due imperi incomincino a temere il nostro potere in continuo aumento, e quindi si uniscano per “farci fuori”. Un esempio concreto ci è successo durante la prova del gioco: l’Inghilterra ha conquistato la Spagna, poi però si è fermata prima di invadere la Francia perché essa era troppo potente per un affronto testa a testa. Quindi, dopo un attimo di esitazione, ha creato un’alleanza con la Prussia per prendere la nazione Francese alla sprovvista sui due fronti. In questo caso la manovra ha funzionato, e gli Inglesi hanno ottenuto il predominio sull’Europa di inizio 1800.
Imperial Glory, però, non è solo pianificazione: come già detto, infatti, c’è anche una corposa porzione di gioco dedicata alla battaglia, che si suddivide in terrestre e marittima. La prima si svolge in maniera piuttosto classica ed è realizzata molto bene, in quanto il gioco ricrea in maniera convincente la sensazione di solennità delle battaglie, soprattutto quando i due eserciti avanzano lentamente l’uno contro l’altro, e le mappe sono ricche di opportunità per mettere alla prova le abilità strategiche del giocatore. Le battaglie navali, invece, sono molto diverse: il sistema di controllo è particolare, una specie di versione avanzata di quello di Sid Meier’s Pirates!, e consente, come nel gioco in questione, di attaccare le navi nemiche con diversi tipi di munizioni (uno per ogni scopo specifico, ad esempio strappare le vele), attraccare la nave e far scontrare i due equipaggi o persino di catturare il vascello nemico. Un elemento interessante di entrambi i tipi di battaglia è la caratterizzazione delle unità, e il fatto che esse acquisiscano esperienza con il passare delle battaglie, un po’ come in un Gioco di Ruolo, e diventino sempre più efficaci.
Il menù principale non ci pone di fronte a molte alternative: ci sono diverse modalità, ma in fin dei conti sono tutte abbastanza simili tra di loro (questo, però, è un “difetto” tipico di tutti gli strategici). La modalità principale è senz’altro la Campagna, che ci mette a comando di un impero a nostra scelta tra Francia, Inghilterra, Russia, Austria e Prussia; possiamo decidere se affrontarla in modo classico, cioè cercando di formare l’Impero più potente d’Europa in un periodo limitato (dal 1789 al 1830), oppure è possibile affrontarla in una modalità consigliata solo agli esperti, tentando di conquistare tutto il continente europeo, senza limiti di tempo. Questo obiettivo, però, è ben difficile da completare visto che, come già detto in precedenza, l’Intelligenza Artificiale delle nazioni avversarie è ottima e, soprattutto, come nella realtà, occorre un esercito estremamente potente e numeroso per tenere d’occhio tutto il territorio. Un'altra modalità interessante è quella che ci permette di affrontare le battaglie storiche europee dell’epoca, in cui noi però possiamo solo limitarci a combattere contro l’esercito nemico e siamo esclusi da molte opzioni normalmente disponibili, come quella di scegliere il tipo di unità da disporre in campo. Purtroppo non ci sono neanche molte battaglie da affrontare (solo Salamanca, Waterloo, Friedland, Austerlitz e la Battaglia delle Piramidi in Egitto) e, dopo qualche partita, l’interesse passerà verso altre modalità.
Partita Rapida, per esempio, è più interessante della precedente: qui possiamo decidere prima di tutto che tipo di battaglia affrontare - navale o terrestre - , quindi l’impero da personificare e, soprattutto, le truppe da schierare e la loro disposizione. Questa modalità è consigliatissima prima di iniziare una nuova Campagna. La modalità Multigiocatore, invece, è piuttosto simile alla Partita Rapida, solo che si può giocare, sia in LAN che in internet, con altri giocatori in carne ed ossa. Anche qui le opzioni sono molto personalizzabili e si può scegliere se combattere sulla terra, per mare o partecipare ad una battaglia storica. Tutto sommato questa modalità è molto funzionale e molto divertente. Chiude la carrellata delle modalità il Tutorial, molto efficiente, che permette in tre brevi capitoli di venire a capo di quasi tutte le situazioni di gioco che possono capitare.
Il comparto tecnico del gioco fa il suo dovere in maniera molto buona: la grafica è egregia, sia per quanto riguarda le battaglie, realizzate con molta cura per i dettagli (ma forse le unità sono un po’ troppo simili tra di loro), sia per quanto riguarda la mappa delle sessioni di pianificazione. Il sonoro è molto valido, con musiche epiche che caratterizzano gli scontri storici e che cambiano in modo dinamico anche nelle sezioni di non-combattimento; gli effetti sonori sono discreti, e i vari “suoni” delle truppe sono molto realistici; il doppiaggio, invece, è ottimo, sia nello scritto che nel parlato. La longevità è buona, ma poteva essere migliorata, soprattutto per le modalità che risultano un po’ troppo simili. Il sistema di controllo, infine, si basa sul modello tipico degli strategici e non presenta particolari novità. Questo titolo, come si è capito, è molto buono, ma purtroppo qualche difetto ce l’ha comunque: essi non influiscono molto sull’esperienza di gioco, che risulta sempre piacevole e ben curata, ma purtroppo ogni tanto si notano facilmente. Tra i più evidenti citiamo l’impossibilità di dare ordini durante la pausa e la mancanza di morale delle truppe, caratteristiche con cui ci hanno “viziato” altri capolavori come Rome o Empire Earth. Questo dà al gioco un impatto meno realistico, ma non meno divertente. Un altro limite nelle fasi di combattimento è l’Intelligenza Artificiale degli eserciti avversari che, al contrario delle sessioni di pianificazione, qui presenta qualche incertezza, soprattutto durante le battaglie navali. Si ha anche l’impressione che, nella maggior parte dei casi, le sessioni “a terra” siano un po’ meno curate delle altre, visto che le battaglie tra due eserciti finiscono quasi sempre in un’enorme rissa. Per quanto riguarda le sessioni diplomatiche, esse sono realizzate egregiamente, anche se la modalità principale, molto coinvolgente, è un po’ “lenta a partire”. In conclusione, Imperial Glory è un titolo molto valido, che unisce due generi - uno “a turni” e uno in tempo reale – e risulta molto ben curato sotto tutti i punti di vista, tanto che per alcuni aspetti, come la gestione della diplomazia, supera anche colossi come Rome Total War.
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