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Gli sparatutto sembrano aver trovato una nuova linfa vitale nell'ambientazione delle due guerre mondiali. Ma la Wanadoo non la pensa esattamente così e si prepara a stravolgere la storia...
La prima Guerra Mondiale non terminò come la storia ci insegna, non almeno secondo gli sviluppatori 4X Studios. Essa continuò senza mai arrestarsi sino al marzo 1964, anno in cui è ambientata la nostra missione. Cinquanta anni di conflitto hanno modificato molti aspetti come la tecnologia utilizzata per le armi (comunque non futuristiche) e i metodi per finanziare le nazioni coinvolte, che hanno dovuto quotarsi in borsa per ottenere il denaro per continuare la guerra. Il nemico, che si contrappone agli alleati, è rappresentato dal fronte mongolo-russo che anno dopo anno avanzano verso l'Europa guidate da un novello Gengis Khan, il barone Ugemberg.
Ironstorm è uno sparatutto classico, permeato però da quell'atmosfera bellica presente in titoli come Medal of Honor. La prima missione ci vedrà lungo il confine, sotto il fuoco nemico che avanza e occupa le nostre trincee scavate nella terra. L'ambientazione dimostra di possedere sin da subito un gran fascino: si avanza mentre i nostri uomini vengono colpiti dai cecchini, ill fuoco di artiglieria devasta le nostre trincee ed elicotteri pattugliano la zona. Sotto l'aspetto grafico il gioco vanta senza dubbio una grande ricerca per i particolari, anche se i modelli poligonali non appaiono eccelsi: abbiamo senz'altro visto di meglio in giochi recenti come Return To Castle of Wolfstein o in Medal of Honor, anche se bisogna precisare che in questo Iron Storm le richieste hardware appaiono inferiori.
Il motore grafico Phoenix 3D sviluppato dalla 4X Studios si dimostra flessibile, ricco di effetti e senza dubbio al passo con i tempi, anche se speriamo che nella versione finale vengano migliorate le texture che adornano i vari uomini e l'ambiente circostante che per quanto evocativo pare un po' spoglio e caratterizzato da texture anonime.L'interazione con l'ambiente, come ogni sparatutto 3D ci insegna, è ridotta all'osso: potremo raccogliere armi e munizioni e interagire con qualche mitragliatore che incontreremo lungo il percorso (potremo guidare anche un carro armato!). Peccato che i nostri colpi sull'arredamento abbiamo come risultato un semplice foro.
Lo sviluppo dei livelli è lineare e caratterizzato da nuove informazioni e obiettivi che ci verranno inviati man mano che avanzeremo tra le linee nemiche. Sotto questo aspetto, il gioco è interessante perché ci si sente coinvolti nel conflitto in corso anche se in maniera decisamente limitata. I nostri compagni si comporteranno in maniera indipendente dalle nostre azioni e noi non potremo impartirgli nessun ordine: a volte sarà triste vederli morire sotto i nostri occhi senza poter fare niente per metterli in guardia!
Uno degli aspetti maggiormente importanti negli sparatutto moderni è l'intelligenza artificiale che in questi ultimi anni ha contribuito notevolmente alla credibilità dello scenario bellico. Un soldato che ci viene incontro sparando all'impazzata e che se ferito non scappa, non è più credibile. Iron Storm dimostra alcuni limiti proprio sotto questo aspetto visto che abbiamo notato uomini incastrarsi nel paesaggio, oppure venirci incontro senza nessuna strategia. Vista però la fase prematura in cui vige questa versione del gioco (che ricordiamo non è definitiva), siamo fiduciosi in un netto miglioramento di questa situazione.
E' buona la varietà di nemici: oltre ai soldati troviamo anche fuoco da postazioni fisse come mitragliatrici, cani kamikaze, carri d'assalto, aviazione, gas, mine laser, ecc.Un aspetto in cui Iron Storm si differenzia notevolmente dai suoi concorrenti, è la ricerca di un maggior realismo che si concretizza a volte in un eccesso di frustrazione. Nel primo livello per esempio dovremo prestare attenzione a dei cecchini così ben nascosti e soprattutto letali, che passeremo una decina di minuti buoni solo a scoprire da dove ci sparano. Se a questo aggiungete che a loro basta un solo colpo per freddarci, potrete capire che spesso il realismo non va molto d'accordo con la giocabilità. La facilità con cui si muore e i pochi medikit con cui ripristinare l'energia, fanno sì che si passi a salvare la propria posizione ogni volta che si guadagna un metro di terreno e questo non è molto incoraggiante.
Il multiplayer, immancabile in ogni titolo di questo genere, permetterà di sfidare avversari su Internet e in LAN sino a 16 giocatori.
Iron Storm al momento mostra uno scenario alquanto interessante e un'azione molto varia; ci sono, è vero, ancora alcuni problemi con la calibrazione della difficoltà e con l'IA dei nemici, ma questi, visto il beta testing a cui il gioco sta venendo sottoposto, dovrebbero essere completamente risolti.
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