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Ci sono dei misteri che, attualmente, nessuno può spiegare o definire con certezza assoluta. Pur essendo sempre stato estimatore del DOS e parzialmente inviso a sistemi grafici instabili tipo il benamato Windows 95, non capisco come la Mission Studios, per mano della Take 2, abbia pensato di dedicare al vecchio sistema operativo la pressoché totale installazione del loro ultimo prodotto, Jetfighter Fullburn.
In un periodo come questo, dove i programmi che lavorano anche parzialmente in DOS sono da considerare come delle "mosche bianche", il programma in questione richiede la presenza di driver in file come config.sys ed autoexec.bat che, generalmente, nelle macchine native Windows 95 rivestono un significato molto diverso. Quindi questo titolo cerca file del mouse, del cd-rom, della scheda audio che, non sempre, ci siamo curati di tenere aggiornati, funzionanti o solo presenti.
Premesso questo, passiamo al commento vero e proprio, tenendo presente che ho testato JFFB su due macchine perfettamente identiche, l'una ancora dotata di Dos 6.22 e l'altra di Windows 95, di pari processore (200 MMX) e di pari memoria (64 Mb). Perché dico questo? Ma perché il prodotto funziona in entrambi i sistemi, con la sola (minima...) differenza che c'è di mezzo l'uso di una certa periferica, la 3Dfx, che cambia la resa in maniera decisa. Attenzione, questo non vuol dire che i difetti siano solo dall'una o dall'altra parte del fiume, ma a volte l'occhio ammorbidisce ciò che la mano tocca.
Come collocazione JFFB va posto di seguito ai precedenti episodi della serie Jetfighter di Bob Dinnerman, di cui ai più saranno noti gli ultimi due, ovvero Jetfighter III e la sua espansione che, in pratica, era un data disk a sé stante o quasi. I veri amanti della simulazione invece ricorderanno il vecchio F/A 18 Interceptor, vera pietra miliare dei passati e mai dimenticati tempi dell'Amiga, il primo "vero" simulatore dalla grafica e dalla fluidità spaventosa, superiore ad un altro indimenticato e contemporaneo dominatore dello scenario simulatorio, il sempreverde Falcon F16 della defunta Spectrum Holobyte (...e Falcon 4???). Per quanto riguarda JF II, ricordo una meteora uscita quando il 386 DX 33 era ancora un supercomputer.
Sinceramente non la posso classificare alla pari con veri capolavori quali F22 ADF o iF22 v5 o, ancora, F18 Korea: lo vedo più un intrattenimento di qualche giorno, anzi agli amanti della simulazione aerea bellica mi sento di sconsigliarlo, visto principalmente la completa inaccuratezza dei sistemi di puntamento dei missili aria-aria (a meno di 3 miglia un Sidewinder di ultima generazione non sbaglia e gli AIM-120, per quanto sempre imprecisi vista la distanza utile che devono percorrere, non totalizzano a bersaglio lockato e che vola in linea retta a velocità costante uno 0 su 6) e quella piuttosto complessa ed inaffidabile dei Maverick per gli attacchi al suolo. Il modello di volo mi pare molto diverso dai concorrenti, ma comunque poco rispondente alla realtà ed alle leggi elementari della fisica.
Attenzione però, ci sono comunque molti spunti positivi che giustamente riabilitano questo titolo e lo rendono appunto appetibile ad un buon numero di utenti, attirati più dalle storie intricate di fantapolitica che dal realismo esasperato. Registriamo anche un debutto nel mondo della simulazione: nelle campagne proposte potremo sedere ai comandi dei classici F18 ed F22 se sceglieremo la parte americana, mentre per la parte russa (qui siamo già pari, dei quattro cd di cui si compone il gioco, la divisione è equa) piloteremo il semisconosciuto MIG-42, modernissimo e di fatto simile come concezione all'F22, per ciò che riguarda le prestazioni stealth, ma profondamente diverso per forma e dimensione. Appunto la forma alquanto affusolata e non dissimile da quella dei Sukhoi SU27 o SU33 lo fanno apprezzare e mi è sembrato molto interessante quanto gradevole.
I quattro cd sono letteralmente colmi di filmati video di buonissima fattura, interpretati da attori credibili e con una certa capacità recitativa, sicuramente superiore a molti prodotti di oggi dove gli interpreti sembrano o gli stessi sviluppatori del programma o attori da film di serie "minus quam": dialoghi inesistenti e situazioni spesso non compatibili con la narrazione primaria. Qui invece si è lavorato bene, con cura inusuale e con risultati finali di molto superiori alla media.
Accennavo prima alle campagne: in effetti si tratta di una sola campagna vissuta da una o dall'altra parte degli opposti schieramenti, poco dinamica ma sempre molto complessa, con missioni non troppo semplici da completare ma neppure impossibili. Esiste anche un'editor, esterno, che permette di creare delle instant mission.
Come costume di questa serie è sempre possibile spostarsi a bordo della portaerei o all'interno della base sovietica al fine di parlare con gli altri personaggi dei gioco o per spostarci dalla sala briefing, agli hangar, alla nostra stanza.
La grafica, come detto, differisce grandemente a seconda della versione in uso: mentre quella in DOS appare molto "pixellata" e grava pesantemente sul rendimento del gioco, scattando in maniera sensibilmente fastidiosa; la versione per W95, grazie ai benefici dati dall'uso di una scheda 3D accelerata, appare molto fluida e senza dubbio molto più curata e particolareggiata. Rido pensando a quanto scritto sul manuale, peraltro tradotto piuttosto maluccio in lingua italiana (i termini tecnici di volo vanno lasciati in inglese!), che consiglia di usare la risoluzione più bassa perché "molto più veloce nelle fasi di combattimento aereo": non vi dico quale orribile visione si presenta a 320x200, sembra di fare una passo indietro di almeno 5 anni!!!
Tralasciando queste amenità vi assicuro che la grafica accelerata è molto ben fatta, di buon realismo e indubbiamente fotorealistica, gli effetti climatici sono resi con la dovuta cura e va sicuramente ricordata la splendida livrea che ammanta il Mig, di grande effetto, come del resto gran parte delle texture. Non manca qua e là qualche effetto grafico indesiderato, ma in complesso non ho trovato pecche di rilievo.
Tanto per chiarire le cose, accenno brevemente la storia che fa da scheletro alla struttura di JFFB: un manipolo di alte cariche militari russe ha deciso di riportare sotto la propria egida un territorio del Mare di Barents, ricco di nuovi giacimenti petroliferi ed attualmente sotto il controllo politico della Norvegia. Misconosciuti dal governo russo e bollati come secessionisti, questi uomini hanno approntato una Unità di Risposta Rapida che parte alla conquista, ovviamente contrastati dagli Stati Uniti (incaricati di questo dalla Nato), dalla Norvegia e dallo stesso governo regolare sovietico. Noi decideremo chi appoggiare.
Concludo con un cenno al supporto multiplayer, che di fatto non ho potuto provare a fondo e che mi sembra allineato agli standard attuali: unica cosa degna di particolare nota è la possibilità di giocare in due con un solo set di cd. Difatti il nr.1 contiene i dati per la parte Nato mentre il nr.3 quelli per la Russia e quindi si può creare una partita multiplayer con un costo ridotto.
Insomma, ci troviamo davanti ad un prodotto che presenta parecchie note positive ed un buon numero di note di demerito; non che siano decisamente negative, ma certe tipologie di scelta potevano essere effettuate con maggiore attenzione e sagacia.
Se già non avete JF III le innovazioni apportate non sono poi così importanti, la maggiore resta il fatto che sia stata prevista l'implementazione dei driver per le schede accelerate, assenti nel titolo precedente ed uscite in una patch tempo dopo. Se invece non avete mai seguito questa "serie" e volete un prodotto che sia anche divertente, mi sento sicuro nel proporvelo con favore.
Ai tanti amici che pasteggiano a simulazione estrema dico solo: Total Air War è talmente imminente che...quasi lo tocco...aspettate, credo che questa attesa verrà sontuosamente ripagata.
Ma questa è un'altra storia...
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