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Finalmente Max è tornato. L'attesa per il nuovo episodio è stata davvero trepidante viste le elevate aspettative venutesi a creare negli ultimi due anni. Con un inizio in puro stile holliwoodiano le peripezie del poliziotto di New York sono riapparse sui nostri monitor. Saranno riusciti gli sviluppatori a proporci il gioco definitivo? Leggetevi le prossime righe per capire che prodotto abbiamo testato.
Uscito nel "lontano" 2001 Max Payne era stato accolto come una bella novità nel mondo dei videogiochi. Noi di Ludus, pur riconoscendone i pregi non rimanemmo particolarmente stupiti: Max Payne era sì un buon titolo, ma non il capolavoro assoluto qualcuno voleva farci credere. Ora, a distanza di due anni, non possiamo che constatare che il poliziotto di New York ha avuto effettivamente un grosso successo e un seguito di ammiratori talmente notevole da fare attendere il suo seguito con trepidazione.
Alla Remedy sono riusciti a ricollegare le vicende del primo Max con questo seguito in modo originale. Dopo aver subito un processo con completa assoluzione per la vendetta effettuata, al nostro Max viene offerto un posto alla DEA, il migliore gruppo antidroga. Avendo però il nostro caro Payne un'indole da poliziotto di strada ed essendo predisposto soprattutto per la squadra omicidi, decide di rientrare dove si era sempre trovato più a suo agio e dove pensa di riuscire ad eliminare i sensi di colpa nei confronti della figlioletta e della moglie assassinate. Qui si ritrova ben presto coinvolto, a distanza di qualche anno dal primo episodio, in un'altra sporca storia, piena di delitti, violenze e cosche malavitose. Ritroverà anche Mona Sax, di cui si innamorerà pur sapendola coinvolta negli omicidi dei suoi familiari.
La voglia di testare Max Payne 2: The Fall of Max Payne era decisamente alta in redazione ed accompagnata dalla speranza di trovarsi di fronte ad un seguito decisamente migliore, che avesse finalmente offerto la svolta, promessa già con il primo episodio da parte degli sviluppatori, al mondo dei videogiochi. Da dove possiamo iniziare? Dalle note dolenti o dalle sue parti migliori? Forse è meglio spiattellarvi subito gli aspetti negativi, o meglio, quegli aspetti che ci hanno decisamente deluso e che sono, in ordine di importanza, la longevità, la giocabilità e la trama.
Partendo quindi dalla longevità vi diciamo subito che noi, giocandolo per scrivere questa recensione e prestando quindi la massima attenzione alla trama, alla musica, alla grafica, siamo giunti al duello finale in circa cinque ore, una durata addirittura inferiore a quella del primo Max Payne. Vi starete domandando come questo sia possibile dal momento che gli sviluppatori avevano dichiarato che la durata sarebbe stata, se non leggermente superiore, quantomeno uguale al primo capitolo. Probabilmente non hanno fatto i conti con una difficoltà di gioco pressoché inesistente, perché vi assicuriamo che non abbiamo trovato un solo punto del gioco in grado di crearci particolari problemi. La narrazione della trama, sempre effettuata tramite gli intermezzi grafici, risulta inoltre un po' troppo invadente: non appena il livello di adrenalina inizia ad alzarsi subito viene stroncato, e questo contribuisce molte volte a lasciare un senso di insoddisfazione nei confronti del capitolo del gioco appena concluso. Ulteriore elemento che ha causato una longevità tanto corta è indubbiamente la giocabilità, assestata su un livello decisamente troppo basso. Il racconto sarà anche piacevole e ricco di frasi "alla Max" ma non possiamo nascondervi il fatto che non è più così coinvolgente come lo era stato due anni fa. La linearità negli scontri è totale, sono rimaste le stesse mosse già viste nel primo capitolo e solo il Bullet Time è stato leggermente migliorato, con una modalità di ricarica davvero cinematografica, ma di per se non sufficiente a farne alzare il livello. Giocabilità risultata molto facile anche a causa del livello dell'intelligenza artificiale che non ci ha per niente esaltato: troppo spesso se un nemico entra in una stanza e lo facciamo secco tutti i suoi "colleghi" tendono ad effettuare la stessa mossa, favorendo in questo modo la loro eliminazione, facendoci ammucchiare cadaveri senza il minimo sforzo. I nostri avversari hanno però la capacità di nascondersi, anche se non sempre molto bene, servendosi dei ripari offerti dal luogo in cui si trovano, e di reagire fuggendo al lancio di una nostra granata. In altre occasioni poi, anche quando vestiremo i panni di Mona e saremo un cecchino infallibile, non si preoccuperanno minimamente del punto da cui partono i colpi, facendosi massacrare senza problemi. Vi abbiamo dunque svelato la novità dei combattimenti che avverranno nel ruolo di Mona o al suo fianco, ma nemmeno in queste situazioni abbiamo rilevato chicche degne di nota: al compimento di determinate azioni ad opera di uno dei due vi è il susseguente comportamento dell'altro. In più, in questi casi, il personaggio non direttamente sotto il nostro controllo, pur avendo una determinata disponibilità di energia, risulta praticamente immortale.
Se passiamo invece ad un'analisi tecnica sia del comparto grafico che di quello sonoro, non possiamo fare altro che complimentarci con i finlandesi della Remedy. Per meglio capire, prendete l'audio ed il motore grafico del primo episodio, la potenza dei PC odierni ed il gioco è fatto. Se pensate poi che il primo Max era su di un solo cd ed il secondo su tre, mantenendo una durata pressoché uguale se non inferiore, non resta che constatare l'enorme quantità di texture, suoni ed effetti speciali a disposizione del gioco. Inoltre, l'utilizzo del motore dedicato alla gestione della fisica del gioco e denominato Havoc 2 ci ha mostrato perfettamente quelli che sono i comportamenti delle persone, degli oggetti e dell'ambiente nel momento in cui vengono colpiti, incendiati o distrutti. Siamo ancora agli albori di questo genere di programmazione, sebbene si sia già intravista in Soldier of Fortune e poi migliorata in Unreal Tournament 2003, ma nell'attesa della sua definitiva consacrazione con il prossimo Half Life 2, dobbiamo riconoscere di essere già ad un buon livello. Cercate di immaginare i nemici che si muovono e cadono in modo diverso a seconda del punto in cui vengono colpiti, oppure gli oggetti che reagiscono quando vengono colpiti dall'onda d'urto di un'esplosione. Certo, piccoli errori ci sono ancora, non sembra reale infatti il modo in cui tutto ciò che viene anche semplicemente sfiorato da Max venga scaraventato lontano...ma come già detto siamo decisamente sulla buona strada. Tornando ad occuparci più strettamente della grafica, c'è da restare basiti nel guardare lo schermo: le texture sono praticamente perfette, si deformano se colpite dai proiettili oppure se intaccate da fuoco ed esplosioni; il fuoco assume un colore diverso in base al materiale da cui viene generato... gli effetti atmosferici danno la sensazione di essere veri e gli scenari in cui si svolge l'azione sembrano presi dalla realtà. Qualche incertezza del motore grafico, che ricordiamo essere una versione potenziata del Max-Fx utilizzato anche per sviluppare il 3D Mark 2001, l'abbiamo rilevata nella compenetrazione di poligoni; situazione, purtroppo, comune a parecchi giochi. Da evidenziare la buona fluidità anche su computer non di ultima generazione. Una puntualizzazione: dimenticatevi la faccia del primo Max Payne! In questo nuovo episodio i lineamenti del poliziotto sono notevolmente cambiati, se ai più questo potrebbe sembrare una piccolezza a nostro parere è stato un po' azzardato...lasciamo giudicare a voi.
Se ciò che vediamo con i nostri occhi merita la promozione a pieni voti, anche ciò che udiamo merita la giusta considerazione. I suoni dell'ambiente e delle armi sono perfetti, il doppiaggio è ottimo, la voce di Max è rimasta uguale e vi raccomandiamo di provare a suonare il pianoforte che troverete all'inizio del secondo livello. Completo è poi il supporto alle librerie sonore EAX. Visto che abbiamo menzionato i suoni delle armi vediamo più da vicino cosa potrà utilizzare il nostro alter ego, anche se poche sono le novità rispetto al precedente: ritroveremo la Beretta, la Desert Eagle, l'Ingram ed il fucile a pompa con l'introduzione del letale AK-47 e del Dragunov. Avremo anche la possibilità di utilizzare molotov e granate.
Dopo averne analizzato praticamente tutti gli aspetti, dalla longevità alla giocabilità, oltre alle caratteristiche tecniche di Max Payne 2 non ci resta che arrivare alle conclusioni finali. Premesso che da questa seconda uscita del poliziotto più cupo di New York ci aspettavamo molto, possiamo purtroppo constatare di essere rimasti con l'amaro in bocca dopo averlo giocato e portato a termine per scrivere questa recensione. Il carisma che ha accompagnato Max nel primo episodio non lo abbiamo più ritrovato, la troppa facilità di gioco non ha aiutato ad aumentare il nostro coinvolgimento nella storia che è scivolata via sul nostro monitor senza che quasi ce ne accorgessimo, o meglio senza che ci abbia dato grandi emozioni. Alla Remedy non hanno fatto altro che riproporre le caratteristiche del primo episodio portando ad una qualità estrema sia la grafica che il sonoro ma non riuscendo assolutamente a nostro parere a colpirci come accadde la prima volta. Probabilmente era doverosa anche l'introduzione della modalità multiplayer. Se siete comunque vogliosi di avvicinarvi al pianeta Max Payne vi sconsigliamo di partire da questo nuovo capitolo e vi suggeriamo caldamente di iniziare dal primo, mentre per chi ci avesse già giocato, come noi, vi avvisiamo che c'è il rischio di rimanere delusi: grafica e sonoro non sono sicuramente sufficienti per creare un buon videogioco. Visto però che Max Payne ha un enorme seguito di ammiratori che sicuramente, o quantomeno ce lo auguriamo, svilupperanno modification e nuovi livelli in grado di migliorare questo titolo e visto anche il prezzo piuttosto ragionevole (però se lo rapportiamo alla longevità!?!...) ci si potrebbe fare un pensierino.
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