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Uscito quasi in sordina sotto forma di demo poco dopo l‘inizio di questa calda estate 2000, Nascar Heat, della Hasbro, ha calamitato l‘interesse di molti appassionati, sfoderando a fronte di un realismo molto approssimativo, una discreta giocabilità, un buon carico di divertimento ed una predisposizione per il gioco in rete.
Naturalmente tale tipologia di prodotto non può essere per nulla confrontata con campioni del calibro di GPL, per ciò che riguarda la parte dedicata al multiplayer, o di Nascar 3 per quanto è invece relativo all‘assoluto tecnico ed al realismo di fondo. Certo, loro sono nati e sono stati sviluppati solo per questa ragione, ma di certo questo Nascar Heat mostra molte qualità nascoste, che a prima vista possono essere equivocate o date come mancanti, ma che alla lunga emergono in tutto il loro splendore ed in tutta la potenza.
Va subito detto che la versione in prova era stata appena patchata con una rapida e non pesante modifica, resa disponibile con poca comune velocità dagli sviluppatori, che corregge diversi bug ed introduce alcune nuove feature, assenti nella versione gold distribuita. Quindi ogni riferimento fatto all‘interno della recensione è ovviamente riferito a questa patch, la 1.01.
Che cosa siano e cosa rappresentino le corse Nascar della Winston Cup pensiamo lo sappiano praticamente tutti: gli Americani vanno letteralmente pazzi per tutto quello che corre veloce e fa spettacolo, quindi ecco spiegato il grande seguito che queste serie, anche in versione Truck (i camioncini Pick-Up), riscuotono praticamente ovunque. Qui, in Europa, ci si avvicinano con le serie GT, ben riprodotte dai vari Toca della Codemasters, ma girare su degli ovali a quelle medie orarie, privilegiando velocità e colpo d‘occhio è assolutamente e diametralmente opposto alla consuetudine dei circuiti, ove l‘abilità del pilota è in primo piano.
Ma lo spettacolo è business e quindi...
Comunque stiano le cose Nascar Heat sta scalando di gran carriera le classifiche di interesse e vendita, rivolgendosi per la sua costituzione sia a coloro che amano i testa a testa in rete, sia coloro che vorrebbero una buona simulazione di guida senza dover per forza prendere una laurea in ingegneria o meccanica. Un buon prodotto per tutti, che riporta in auge il nome di Hasbro, vituperato fino all‘inverosimile a causa della cancellazione del programma Falcon dai piani futuri.
Chiaramente Nascar 3 (o l‘imminente 4) è un discorso a parte, visto che la Papyrus è sempre stata la prima nel suo genere e se implementerà, come più volte promesso, il motore di GPL alla sua serie, non ci potrà essere avversario, ma alla lunga, in questo momento, Nascar Heat sembra il miglior prodotto di uscita recente a reggere il passo con N3.Graficamente si rivela molto fluido e particolareggiato, per quanto le texture delle macchine sembrino più chiare del dovuto. Alla risoluzione di 1024x768 non ha incertezze anche su macchine non propriamente potenti e forse ciò è proprio dovuto a questa forma grafica.
Immancabile il paintkit, adatto per poter creare la propria livrea, ma in rete (esempio classico ) si trovano moltissimi siti che hanno eletto questo prodotto a riferimento "leggero" ed hanno preparato i multicolori carset della stagione in corso, facilmente importabili, oltre ad una serie di altre piccole utility, tra cui i sempre benvenuti setup.
Le texture della pista e dei muretti non brillano certamente per originalità, risultando abbastanza piatti e poco realistici ed i conoscitori dei prodotti Papyrus non faticheranno a trovare delle gravi mancanze in piste-guida, come ad esempio la conosciutissima Talladega, ove sono scomparsi una bella serie di muretti. Ecco, uno dei principali difetti ascrivibili a Nascar Heat è lo scarso dettaglio, anche se questo emerge solo in pista: le animazioni ed i personaggi del box sono animati in maniera piacevole ed il pitstop è meno anonimo che in Nascar 3. Ma che dire della povertà che si incontra in ogni singola pista?
Dopo l‘installazione della patch sono state attivate le visuali dei danni, che da un lato elevano il valore del prodotto, ma che in realtà non sembrano penalizzare come dovrebbero la gara. Chiaro che se il danno riguarda una sospensione piegata o una ruota deformata sarà ovvio procedere a bassa velocità per riguadagnare il box, ma le strisciate sui muretti producono scintille, piegano la carrozzeria... ma non sembrano avere effetto sulle velocità di punta, la vita di queste automobili. In Nascar 3 anche la minima toccatina aveva effetti sulle prestazioni...
Le visioni esterne ed i replay sono di taglio prettamente televisivo e sono godibilissime e ricche di funzioni, mentre le gare in notturna hanno un impatto visivo molto caratterizzato, senza dubbio di un gradino superiore all‘avversario.Il cockpit ha un solo grave difetto, oltre alla mancanza di uno strumento che misuri la capienza del serbatoio: il volante da camion che i programmatori hanno inserito lascia quantomeno di stucco e rovina in parte l‘aspetto generalmente buono e pulito dell‘ambiente.
Qualche effetto clipping è riscontrabile dopo la patch, ma il tutto si avverte con meno enfasi, mentre gli effetti peculiari dell‘accelerazione si fanno vedere solo sporadicamente.
La parte audio è nel complesso buona ed aderente alla realtà, anche se piuttosto povera. Non si avverte il continuo stridio dei pneumatici costante, invece, nel prodotto Papyrus.
La colonna sonora non si fa certo notare più di tanto, ma non disturba e può essere anche eliminata.
Le opzioni presenti rendono Nascar Heat adatto ad un larghissimo spettro di potenziali piloti, sia come grado di difficoltà, sia come opzioni attivabili. Essendo un prodotto che punta molto sulla facilità d‘uso e di gioco, ma che cerca di darsi comunque una connotazione seria, prevede una parametrizzazione molto ampia, anche se limitata a pochi settori.
Proprio per questo suo tentativo di proporsi ad un ampio bacino sono presenti una serie piuttosto insolita di modalità: oltre alle classiche gare singole ed al Campionato troviamo una sorta di "prove speciali" a missione, dove si dovranno superare dei "livelli" per proseguire. Ce ne sono diverse e molte di esse non sono certo di facilità estrema e danno abbastanza del filo da torcere anche ai più esperti piloti.
L‘AI degli avversari non è male, specie ai livelli di difficoltà maggiori e sarà piuttosto difficile tallonarli in maniera efficace: non spaventatevi, anche loro hanno tendenze umane e sbagliano ogni tanto, oppure hanno problemi nei pit stop o vengono fermati con bandiera nera.
I circuiti riprodotti sono un buon numero e sono, come giusto e vero, quasi esclusivamente ovali.Piuttosto buono il supporto per le periferiche dotate di force feedback. La fatica per far restare in traiettoria la macchina ad alta velocità si sente tutta, anche se in maniera più leggera confronto a Nascar 3, dove il peso del volante in curva spesso rasenta l‘eccessiva durezza.
La rete sembra essere il territorio dove Nascar Heat esprime il maggiore potenziale: appunto per la caratteristica summenzionata dell‘impostazione arcade delle gare, risulta molto più gradevole ad un grande pubblico perché permette delle "corride" molto spettacolari, ricche di colpi di scena e non troppo tecniche. Un vero gusto ed un reale divertimento, che merita indubbiamente una prova, anche perché il collegamento è molto stabile e ben rivaleggia con i maestri di Papyrus.
In conclusione Nascar Heat non vuole essere pregno di inutili tecnicismi, ma rivela tutta la sua predisposizione al puro divertimento. Troverà, come ha d‘altronde già fatto, una folta schiera di estimatori, tra i quali non mancheranno i patiti di Nascar 3 che vedono la possibilità di lasciare ogni tanto da parte i difficoltosi setup, per lanciarsi a briglia sciolta in combattimenti a coltello in piena bagarre.
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