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...ora però si esagera!
La prima impressione che si ha dopo aver guardato la confezione del prodotto è quella strana, impalpabile, tragica sicurezza di essere incappato in una sorpresa spiacevole. Non perché ci si trovi di fronte a chissà quale obbrobrio, ma sinceramente la Papyrus ha esagerato facendo uscire quasi contemporaneamente due programmi pressoché identici, dissimili l'uno dall'altro solo per la grafica e per qualche leggera (già, molto leggera!) differenza del modello di guida.
Da chi era riuscito a creare quel vero capolavoro di Grand Prix Legends, che va considerato il miglior simulatore di monoposto e di guida esistente sul mercato, non ci si poteva certo attendere un colpo così basso. Quanti giocatori speravano di trovare il modello di GPL implementato in macchine della stessa epoca, anno più anno meno? Quanti speravano di doversi districare tra regolazioni minuziose e abilità al volante? E quanti ancora speravano che fosse finalmente uscito un simulatore realistico al massimo di macchine a ruote coperte? La risposta viene facile: tutti. E quindi se pensiamo a quanti saranno rimasti assai delusi, possiamo lasciarne fuori anche uno solo?
Ci potrebbe essere una spiegazione: la Sierra, visto il grande successo di GPL e le sue limitate vendite, ha spinto gli amici della Papyrus a fare un qualcosa che vendesse molto e che non andasse a perdersi troppo nel tecnico, magari per i soliti sciocchi problemi di budget.
Chiariamo subito: non si parla di bocciare completamente NL, il risultato generale è più che soddisfacente e non si tratta del solito "fondo di hard disk" raccogliticcio e di pochissima cura, ma certamente non si doveva lasciare un lasso di tempo talmente breve tra due prodotti identici.
Fintanto che si specula sulle spalle dei videogiocatori, che si vedono propinare un doppione in un paio di mesi, al prezzo di 119.900 cadauno il gioco risulta facile, ma la Sierra deve stare attenta a non continuare su questa linea, pena un possibile boicottaggio dai risultati disastrosi ed una perdita di credibilità sul piano dell'utenza.Ma vediamo più da vicino NL.
In ogni singolo punto ci sono molteplici richiami a N3, dal menù al paintshop, il tutto solamente ambientato nel 1970.
Tutto è stato ricostruito con la solita minuzia da parte dei programmatori e con la consueta ricchezza di informazioni e statistiche: oramai questo è uno dei marchi di fabbrica della Papyrus.
I tracciati riprodotti, in numero consistente, sono ovviamente nello stato in cui si trovavano in quel periodo e quindi non riportano le modifiche riscontrabili sul titolo più moderno, altre sono uscite dal normale corso della stagione Nascar, sia per motivi di sicurezza sia per ragioni di obsolescenza.
I punti dove queste differenze si notano di più sono i fondi stradali, molto più irregolari e le vie di fuga laterali, coperte per la maggior parte da sabbia polverosissima che, se alzata da qualche concorrente davanti a noi, potrebbe penalizzare la visibilità. Sono anche qui presenti due circuiti non ovali, guidati, che accentuano le risposte fisiche di questi modelli, molto più instabili dei loro attuali discendenti e quindi da dominare con mano ferma e piede leggero.
Un altro parametro radicalmente modificato è quello della potenza e della sua distribuzione: mentre i modelli moderni sembrano sì potenti ma alquanto controllabili in ogni situazione, quelli presenti in NL sembrano soffrire di una sorta di overboost, che rende difficoltosa la gestione a marce molto basse: in particolari momenti, magari dopo un'uscita di pista o un testacoda, dando piena potenza in prima marcia si gira allegramente di 360 gradi con una facilità estrema.
Inoltre questi motori non permettono al pilota distrazioni: un minimo fuorigiri porta allo scoppio del propulsore, con una sensibilità assai più marcata che in N3.
Graficamente siamo sullo stesso piano del confratello: gli effetti dell'accelerazione ci sono e sono resi con particolare cura, ricchi di particolari e con i consueti effetti ottici. Però non è stato curato quel problema di armonizzazione ed interazione tra il background e le macchine, che danno la stessa impressione di incollamento innaturale.
Sempre in accoppiata, nella fase di personalizzazione dei nostri parametri, abbiamo lo stesso programma di pittura delle livree che, detto per inciso, non è uno dei migliori della sua categoria.
Quindi, come per N3, visto che usano lo stesso formato PCX, si consiglia l'uso di un editor esterno con il quale sbizzarrire il proprio talento inventivo, arricchendo la macchina di colori, loghi, lavori scannerizzati e quant'altro immaginabile. Non manca la possibilità di inserire una nostra fotografia tra i ritratti dei piloti: operazione semplice, è stranamente accennata solo nel readme e non nel manuale stesso. Molto singolare.Piacevoli i vari replay, pressoché copia di quanto già visto, senza innovazioni di sorta.
Non si è dimenticata l'implementazione del Force Feedback per le periferiche predisposte: anche in questo caso ci troviamo sulla stessa lunghezza d'onda di N3, se non per una piccola serie di differenze, quali la diversa risposta della sabbia (al posto dell'erba) e la maggiore caratterizzazione degli effetti di potenza o sbandata, più percettibili.
Buoni i ritorni in caso di scie, con un diffuso tremolio dello sterzo ed un suo alleggerimento, mentre gli urti sono perfettamente avvertibili anche in caso di leggete toccate in piena velocità: per fortuna, visto anche il peso espresso da questi modelli, una leggera "bussata" non si tramuta irrimediabilmente in una girata, ma si digerisce con maggior facilità.
La sensibilità poi di guida è rimasta inalterata, dando al giocatore preciso sentore della perdita di aderenza e permettendone la correzione con tocchi sapienti sul gas.
Migliorata anche l'intelligenza artificiale degli avversari, ora meno propensi allo speronamento: si era notato in N3 che in caso di trenini serrato con diversi concorrenti, non di rado ci si trovava vittime di un testacoda causato da un avversario impaziente o semplicemente poco sportivo. Qui restare in scia non è certamente facilissimo, viste anche le peculiari differenze prestazionali esistenti tra i vari modelli in lizza (tra le altre cose si tratta di splendide elaborazioni, stilisticamente innovative, di macchine poi famose, tipo la Ford Torino che ci ricorda la serie Starsky e Hutch) e come appena detto le toccatine non si trasformano in perdite di tempo, ma in un atto di sfida.
Certo, parliamo di un periodo dove i piloti combattevano veramente a carte scoperte, senza confidare in vantaggi di prestazione, a muso duro: in curva ci entra per primo quello che si tira meglio la frenata al limite ed è così per ogni curva di ogni circuito. Un grande passo avanti per il divertimento! Ed un modello di guida tutto sommato abbastanza realistico.
In ogni caso esiste una discreta gestione dei danni, con profusione di parti in vista e di ammaccature, meno penalizzanti dal punto di vista aerodinamico e prestazionale, ma sempre rese con incisività e ricchezza di particolari.
Fortunatamente anche i nostri avversari si troveranno alle prese con i nostri stessi problemi ed anch'essi saranno passibili di errori di guida a volte anche clamorosi e sempre spettacolari: un piccolo neo è la lunghezza del tempo impiegato a sgomberare la pista dalle macchine incidentate ed a volte potremmo avere parecchi giri in regime di bandiere gialle. Ovviamente questo sarà il momento topico per i rifornimenti ed i cambi di pneumatici: la tattica riprende fedelmente quanto visto in N3 e quindi sarà piuttosto difficile sorprendere qualche avversario in questo momento.
Non esiste una mutevolezza delle condizioni climatiche intesa come variabilità improvvisa: non si svolgevano le gare se non in condizioni di asciutto e quindi questa opzione risulta non implementata, mentre le uniche possibilità di variazione sono relative alla sola temperatura dell'aria ed alla velocità e direzione del vento, parametri anch'essi comunque molto importanti.
I setup forniti dalla Papyrus sono meno performanti se rapportati a quelli del suo vicino fratello e quindi un minimo di lavoro sarà indispensabile. Particolarmente interessante è mantenere il bilanciamento del mezzo il più neutro possibile anche con il peso del serbatoio ai due estremi, visto che le gomme manterranno un'usura costante se supportate da un settaggio adeguato.
Ovviamente è presente la classica opzione per il gioco in rete LAN o in Internet, dove non si farà certo fatica a trovare una serie di agguerriti avversari: attenzione, però, gli americani sono piuttosto bravi nei setup.
Non c'è molto altro da dire: se vi piace il periodo interessato e siete stanchi delle simulazioni contemporanee non può essere che un'ottima scelta, sempre a patto che già non siate proprietari di N3. Va visto e provato e può essere una valida alternativa.
Regala una buona quantità di emozioni e di divertimento, oltretutto proponendo una serie di automobili splendide e piuttosto "cattive" e grintose.
Ma non vi aspettate un GPL!
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