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Rage of Mages 2: necromancer - Pc (Recensione)
a cura di
Nivan Medici (Marzo 1999)
Piattaforma: Pc
Software House: Monolith
Sviluppatore: Nival Entertainment
Genere: Strategico/Manageriale
Prezzo: 51.13 €
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    7,4


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    Si tratta di uno strategico in tempo reale o di un RPG? Probabilmente di nessuno dei due...

    Rage of Mages, prodotto dalla software house russa Nival Entertainment e distribuito dalla Monolith, è un gioco uscito in sordina e supportato da uno scarsissimo battage pubblicitario, ed è un vero peccato perché invece si rivela, e poi è l'unica cosa veramente importante, decisamente divertente.
    Prima di affrontare il discorso su "che cosa fa" RoM bisogna aprire un breve inciso sul fatto che tutti i giochi di ruolo finiscono, per forza di cose, per sconfinare in altre categorie (ma magari sono le altre categorie che sconfinano negli RPG). Mi spiego meglio: in giochi come Daggerfall (ma anche nei vecchi Ultima Underworld I & II) la parte più propriamente ruolistica si abbina ad una esplorazione dei dungeon che di fatto consiste in uno sparatutto in soggettiva 3D (alla Quake o alla Duke 3D, per intenderci); certo i combattimenti non sono così frenetici, e la tecnica di gioco è necessariamente più riflessiva, ma comunque l'impianto di gioco rimane quello. In giochi come Birthright questa parte stile Duke 3D viene addirittura associata ad un livello strategico-economico. E che dire poi di tutta quella serie di indovinelli da risolvere di cui tanti RPG abbondano e che ricordano quelli che di solito si trovano nelle più classiche avventure? A questo punto sorge spontanea la domanda: sì, e RoM? Bene, RoM il suo sconfinamento lo effettua nel campo degli strategici in tempo reale, e lo fa oltretutto in maniera estremamente efficace, anche se come vedremo richiede una buona dose iniziale di pazienza.

    Ma andiamo con ordine: la prima cosa da annotare è che la versione da noi giocata è totalmente in inglese; esiste anche una versione in italiano ma non avendola provata non possiamo dirne nulla. Comunque anche la versione in lingua originale non è eccessivamente ostica per quelli che hanno già esperienza nel campo, dato che in RoM (english version) troveranno la stessa terminologia presente in una marea di altri RPG.
    E ora veniamo al gioco vero e proprio: il primo impatto è positivo, con una installazione priva di problemi ed un bel filmato introduttivo. Poi si parte con la prima incombenza di tutti gli RPG, ovvero la scelta dell'eroe da impersonare: in questo caso guerriero o mago, ciascuno disponibile sia come maschio che come femmina, quindi si personalizza il personaggio, distribuendo i classici punti in maniera da favorire un attributo oppure un altro.

    Da notare il fatto che ci sono vari tipi di attributi: quelli di base, che possono venire modificati solo nella fase di progettazione del personaggio (cioè BODY, AGILITY, MIND, SPIRIT); quelli modificati in automatico dai punti esperienza guadagnati (cioè la quantità massima di HEALTH e MANA); quelli modificabili dai vari tipi di armi, armature e monili vari che il personaggio indossa (suddivisi in attributi relativi al combattimento, e cioè DAMAGE, ABSORB, ATTACK, DEFENCE, e in attributi fisici, ovvero SIGHT e SPEED); le abilità di combattimento, che per il guerriero si riferiscono alle varie tipologie di arma che può usare (BLADE, AXE, BLUDGEON, SHOOTING), mentre per il mago corrispondono ai vari tipi di magia che può padroneggiare (ovvero FIRE, WATER, AIR, EARTH, ASTRAL), e che vengono aumentate in automatico man mano che si pratica con successo l'uso della corrispondente arma o magia; infine ci sono i parametri di resistenza ai vari tipi di magia, che possono venire incrementati da amuleti o incantesimi.

    Una volta caratterizzato il personaggio, e visto un breve filmato d'intermezzo, ci si trova catapultati nel bel mezzo della prima missione. Sì, perché il gioco è strutturato in missioni, ognuna delle quali si avvale di una mappa di dimensioni più o meno estese. Ogni missione ha il suo bravo obiettivo da raggiungere, che può essere scortare qualcuno, trovare un tesoro, salvare delle persone, e, soprattutto, trovare elementi necessari al proseguimento dell'avventura.

    L'evolversi delle missioni è lineare, e non esiste il pericolo di compiere una scelta sbagliata o di saltare qualche passaggio importante ai fini della soluzione del gioco: se si arriva alla fine di una missione si passa alla successiva, altrimenti si resta fermi.
    Il gioco si presenta con una visione isometrica, e tanto per intendersi sembra una via di mezzo tra Warcraft II e Diablo ambientato in esterni. La grafica è pulita e piacevole, con ogni albero e cespuglio (e persino le piante acquatiche) perennemente agitati dalla brezza (che muove anche i cadaveri di occasionali impiccati); l'acqua è in movimento, e il cambiare della luce e delle ombre segna anche lo scorrere del tempo e l'alternarsi del giorno con la notte. I personaggi, le cui animazioni godono di un sufficiente numero di frame, sono ben rappresentati e ricordano parecchio quelli del già citato Warcraft II. Insomma, se RoM fosse apparso almeno 2 o 3 anni fa sarebbe stato in grado di battersi alla pari con i migliori giochi del momento, mentre adesso, in un mondo videoludico dominato da schede acceleratrici superveloci e da effetti speciali di tutti i tipi, beh appare abbastanza datato.

    A questo aspetto grafico piacevole ma non esaltante nella prima missione, si somma una azione ancora meno esaltante: il vostro personaggio gode di una salute che si rigenera automaticamente in un tempo relativamente rapido (lo stesso discorso vale anche per il mana necessario a lanciare gli incantesimi) quindi la strategia di gioco si riduce a tre soli elementi: esplorare la mappa, ricoperta all'inizio da una classica cortina nera; sterminare i nemici, avendo l'unica accortezza di farli fuori uno ad uno, in modo che tra una uccisione e l'altra il personaggio abbia modo di ricaricare le riserve di risorse vitali; raccogliere il bottino, ovvero ciò che potete portare via dalle spoglie di chi avete appena accoppato. Insomma, non c'è nessun bisogno di trovare quelle pozioni in grado di risanare il personaggio a cui tutti gli RPGisti sono abituati, e non c'è neanche bisogno di saltare sui tasti per trovare strategie particolari di combattimento, dato che l'unica possibilità di influire sulle modalità del combattimento consiste nel cambiare il tipo di arma. L'unica cosa a cui bisogna stare attenti, oltre che a lasciarsi coinvolgere in combattimenti con più nemici contemporaneamente, è a ritirarsi nel caso che una serie fortunata di colpi arrida al nemico, nel qual caso basta scappare via in fretta, il nemico dopo un po' si stancherà di venirvi dietro e tornerà a difendere la sua postazione, mentre voi avrete modo di recuperare comodamente le forze.

    Insomma, l'impatto con la prima missione non è dei più felici, e la seconda è identica alla prima! Ma per chi ha avuto la volontà di proseguire, si aprono di colpo nuovi orizzonti: al completamento della seconda missione si arriva in città, rappresentata da una bella schermata da cui si può accedere a tre locazioni: il negozio, in cui è possibile vendere gli oggetti sottratti ai nemici sconfitti e comprare nuove armi, armature, pozioni, tomi e oggetti magici; la scuola d'arma e di magia, in cui, beninteso a pagamento, si possono migliorare le proprie abilità; l'osteria, luogo in cui ricevere informazioni sulle nuove missioni da compiere e in cui arruolare eventuali mercenari, ma soprattutto il luogo in cui si trova il primo dei vostri compagni dispersi.
    E così a partire dalla terza missione le cose cominciano a farsi decisamente più interessanti: innanzitutto i nemici sono diventati più forti (ovviamente lo diventeranno sempre di più nel corso delle circa 20 missioni), ma soprattutto sono diventati anche più furbi.

    Infatti ora anche seminarli è diventato più difficile, e non vi lasciano più in pace a ricaricare quella bella barretta sospesa sopra la vostra testa che indica la quantità di salute rimasta. Ma fortunatamente per voi ora siete in due: un guerriero e un mago, il quale mago all'inizio conosce solo 4 dei 24 incantesimi possibili (gli altri se li dovrà guadagnare), tra cui quello di rigenerazione. A questo punto, quindi, inizia il gioco di squadra: mentre il guerriero affetta (o infilza) l'avversario di turno, il mago, a prudente distanza, si occupa di tenerne alta (nel vero senso della parola) la vita.
    Passate un altro paio di missioni avrete rimesso insieme la squadra, ovvero avrete preso possesso di tutti i tre personaggi che, in fase di progettazione, avevate snobbato; per cui vi ritroverete a gestire due belle coppiette di maghi e di guerrieri.
    A questo punto il gioco si fa decisamente interessante: i guerrieri sono sempre più letali e corazzati, i maghi conoscono incantesimi sempre più pirotecnici e i nemici si fanno sempre più numerosi e difficili da ricondurre alla ragione. Ora il gioco di squadra non è più una scelta ma un imperativo, e bisogna anche specializzare i personaggi: tra gli oggetti trovati (o comprati) ce ne sono certi che aumentano la velocità del personaggio e altri che ne migliorano le capacità visive, per cui occorre personalizzare i nostri uomini in modo da farne una sorta di scout, che individui i nemici e che all'occorrenza li attiri nelle imboscate; imboscate dove i guerrieri stendono gli attaccanti stando bene attenti a non farli arrivare a ridosso dei maghi, che sono ovviamente estremamente vulnerabili, e che nel frattempo rigenerano la salute dei guerrieri stessi. Oltretutto bisogna sempre badare a risolvere le non eccessivamente difficili quest necessarie al completamento della missione.

    Insomma, c'è veramente di che divertirsi, non dimenticando che in caso di missioni particolarmente ostiche si può anche ricorrere all'aiuto dei mercenari, disponibili sia come guerrieri che come maghi. È da notare che questa è una opzione da usare con cautela, sia perché così si sperperano notevoli quantità di denaro che si potrebbe invece spendere più utilmente per attrezzare al meglio i personaggi, sia perché, facendo fare il lavoro sporco ai mercenari, vanno persi tutti i punti esperienza che si sarebbero altrimenti guadagnati.
    Ultima cosa da segnalare è che il gioco dispone di una trama che, anche se abbastanza lineare, regala un certo spessore al tutto, tradimenti compresi (accidenti non dovevo dirlo, forse era una sorpresa, beh, in ogni caso guardatevi le spalle).
    Insomma RoM è un gioco in grado di regalare discrete soddisfazioni a chi dimostra un minimo di pazienza iniziale, e che consente comunque un approccio inusuale al mondo degli RPG.

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