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Bisogna dire che l'onda lunga provocata dai successi del Team Prada durante la recente America's Cup ed in generale la Coppa stessa hanno generato tutta una serie di piccole concatenazioni: si sono rispolverati i vecchi vessilli marinari, molti hanno fatto sfoggio della t-shirt o della polo di questo o quel Consorzio (Prada escluso perché l'abbigliamento è destinato ai soli velisti della squadra), sono fioriti un bel numero di programmi di varia natura, anche in Internet (ricordiamo il giochino Virtual Cup che si può tuttora giocare sul sito di Mr. Conner, Stars and Stripes) e si è quindi pensato alla rivitalizzazione di un campo simulatorio languente.
Sail 2000, seguito di Sail 95 ed offerto anche in bundle con un quotidiano nazionale, anche se in versione limitata aggiornabile a pagamento, conquista di dovere la palma del miglior prodotto di sempre in questo campo, purtroppo molto ristretto.
Restituisce situazioni ed emozioni che solo la pura sfida, testa a testa, fatta di tattica, intelligenza e senso reattivo possono essere poste a paragone. L'essenza pura della regata, dello sforzo e dell'esasperazione del gesto atletico sono solo alcune delle caratteristiche che in Sail 2000 troviamo al di fuori delle mere implementazioni tecniche: un'esperienza esaltante, anche se come detto destinata a pochissimi, visto il grandioso realismo che la anima.
Certamente singolare sia la sua modalità di funzionamento, obbligata ad una risoluzione quantomeno non standard (1024x768), sia la particolare richiesta di risorse di sistema che chiede: molte macchine l'hanno sofferto oltremodo, ma al di sotto di alcuni punti è assolutamente necessario non scendere.
Graficamente non può certo essere parificata ad alcun gioco in circolazione: non si fa uso di accelerazioni e non deve certo porre l'effetto visivo al centro del suo target. Quindi diciamo che ci si potrebbe trovare davanti ad un panorama che potrebbe essere considerato squallido ed irritante, abituati come siamo alle meraviglie di 3dfx, Geforce e via elencando, ma che in realtà è solo un riporto visivo delle operazioni che sono in atto.
Ci sono diverse finestre configurabili, ma ciò che campeggia comunque al centro e che deve rivestire l'apogeo dell'interesse e dell'attenzione dei marinai è il "cockpit" (termine più consono ad un simulatore di volo), che racchiude al suo interno tutto quello che deve servire, compreso un computer di bordo che riporta una lunga serie di informazioni di vario genere.
Sono comunque presenti una discreta serie di automatismi che devono aiutare più che altro nella regolazione della velatura, azione alquanto difficile e per tale motivo penalizzante su di un Pc. Molte funzioni si espletano con il solo ausilio delle icone poste ordinatamente, che racchiudono una serie di movimenti altrimenti difficoltosi.
Nelle varie schermate di selezione incontriamo una flessibilità notevolissima, che permette anche ai meno esperti di trovare un equilibrio basato sulla conoscenza di procedure standard ed esperienze realmente vissute in regata.
In particolare ci sono le impostazioni della giuria, sempre severa. Questa loro rigidità può essere addolcita in maniera più o meno decisa, tanto da non far compiere immediatamente una bella serie di 360° punitivi anche perché abbiamo alzato un sopracciglio un secondo prima del canonico colpo di cannone dello starter.
Tra le altre ricordiamo quella generica delle impostazioni di abilità, che all'interno riportano tra le molteplici scelte il rispetto più o meno rigido dei regolamenti fondamentali della Coppa, che si consiglia di tenere al massimo per la massima esperienza simulativa, quello dell'abilità dello skipper avversario e tutte quelle relative alle prestazioni di fondo delle barche, al fine di garantire un approccio meno traumatico ai neofiti... e non solo a loro.
Configurabili anche le importantissime condizioni meteo, che anche qui possono essere scalate a piacere relativamente alla potenza e direzione del vento, alla presenza o meno di "salti di vento" e "buchi di bonaccia", alla presenza ed al grado di stratificazione delle nuvole.
Da ultimo, buon ultimo, possiamo trovare una selezione di 4 diversi percorsi di gara: da quello di 20 miglia nautiche (distanza sempre scalabile a piacere...) proprio dei regolamenti delle sfide del 1992 e del 1995, fino ad un triangolo piuttosto classico, denominato "club", ed al classico "bastone", caratteristico della versione veloce.
Certamente non si può dire che Sail 2000 sia povero di regolazioni!Si diceva della sofisticata strumentazione di bordo: essa deve essere di ausilio per ogni momento della regata e per questo, sempre relativamente alla necessaria "compressione" del realismo all'interno di un computer, si è pensato di aggiungere un display, in realtà inesistente, che fornisce informazioni sullo stato e sulle prestazioni della barca avversaria.
Pur essendo in parte irrealistico (la distanza delle due barche viene costantemente misurata con uno strumento laser in realtà), è di grande aiuto e permette di districarsi un pò meglio all'interno della complessità della gara.
Possiamo d'altro canto tenere sott'occhio con un solo strumento sia le condizioni del vento che quelle di timone e vele, cosa che dopo un necessario periodo di pratica, si rivela indispensabile per la corretta prosecuzione della regata.
Se poi si accoppia anche l'uso sapiente e consapevole del suo omologo, dedicato esclusivamente alla navigazione e contenente i rilevamenti della bussola, dell'avversario e del punto boa più prossimo, viene da sé che ci troviamo nella condizione di gestire ogni momento del match race con il pieno controllo su ogni possibile variabile. Mirabile, veramente da lasciare senza parole.
Per concludere la notevole dotazione dello yacht abbiamo un'importante indicatore, che ci dà un'indicazione visiva delle precedenze marine, regole molto spesso dimenticate nelle simulazioni meno accurate, ma che in realtà rivestono importanza capitale in ogni attimo, essendo anche arma per costringere l'avversario a mosse indesiderate e che possono portare ad una "strambata" necessaria anticollisione oppure ci permettono di "coprire" il vento, mantenendo la ragione e, come ovvio, la testa.
Parliamo anche delle regole di una regata di questo genere: il nostro dovere resta quello di veleggiare nel rispetto delle regole internazionali, creando ostacolo all'avversario in maniera leale e pulita e gestendo al massimo le prestazioni del nostro natante.
Quindi, oltre a tecniche prettamente marinare, che saranno meno ostiche agli amanti della vela, una certa visione tattica dell'insieme ed una rapidità nel prendere molteplici decisioni nello spazio di un istante, potranno portare alla vittoria o alla sconfitta.
È qui che Sail 2000 affonda il suo attacco e dà il massimo di sé: una sfida del genere è come un incontro di scacchi, fino alla fine incerto (a meno di guai tecnici che comunque non sembrano essere considerati in quest'ambito) ma pieno di sorprese.
Queste poche parole spiegano il contenuto del prodotto: un simulatore al di fuori dal comune, realistico al massimo e per questo pregno delle scariche adrenaliniche che uno sport apparentemente tranquillo come la vela non sembra trasmettere, ma che ne è effettivamente carico.
Qui è la sostanza. Se siete appassionati reali, praticanti o seguite in qualche modo questo nobilissimo sport Sail 2000 è quello che per anni avete cercato e bramato senza successo; invece per coloro che non "masticano" troppo l'ermetico linguaggio del velista le strade si biforcano: o lo adottate e lo studiate con costanza o lo potrete solo odiare. D'altronde due ore di regata intere sembrano un'eternità solo per chi non la conosce.
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