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Ecco uno degli giochi di guida più attesi del periodo: sarà all'altezza del glorioso nome che porta?
Correva l'anno 1987 quando Test Drive fece la sua apparizione sui monitor degli home computer; dal Pc (al tempo i vecchi 8086) all'Amiga 500. È molto difficile che un ventenne appassionato di videogiochi non abbia conosciuto i tempi d'oro della Accolade e di Test Drive: ancora oggi, a 10 anni di distanza, ricordo la sensazione provata osservando la sua presentazione attraverso la vetrina di un negozio. Ah, possedere la EGA! I suoi meravigliosi 16 colori! Purtroppo la maggior parte dei computer dell'epoca avevano soltanto la Cga, che con i suoi 4 colori (nero, bianco fucsia e ciano) e la sua risoluzione di 320x200 non riusciva a dare un bell'aspetto ai giochi... una bella differenza se si confronta quel periodo con quello attuale caratterizzato dalle 3Dfx.
A breve distanza uscì il sequel (The Duel), che ritengo essere il miglior gioco di corse in 2D mai pubblicato sulla faccia della Terra: fantastica realizzazione, buona grafica, ma soprattutto giocabilità e longevità straordinarie. Era possibile persino espandere il numero di piste disponibili e il parco macchine, acquistando appositi data-disk che vennero commercializzati poco tempo dopo l'uscita del gioco. La possibilità di guidare automobili anni '70 e fuoriserie contemporaneamente, dando così l'impressione di dominare la strada, fece del secondo numero della serie un altro successone. Non c'è due senza tre... ed ecco apparire The Passion: questo il sottotitolo del nuovo capitolo. La peculiarità della terza uscita fu il motore 3D, con la possibilità di vagare per gli scenari e di far compiere evoluzioni straordinarie alla propria auto.
In definitiva, la serie di Test Drive è stata il punto di riferimento per tutti gli appassionati dell'automobilismo da strada, per parecchio tempo. A sette anni dall'uscita di Test Drive 3, ecco che la Electronic Arts ci propone un gioco dai medesimi intenti, ma dalle specifiche tecniche totalmente differenti. Test Drive 4, programmato dal gruppo inglese Pitbull sotto l'egida della Accolade e della Electronic Arts, raccoglie l'eredità dei suoi predecessori, ricalcandone lo spirito, ovvero "la guida allo stato puro". A chi di noi non piacerebbe avere sotto i propri piedi una vettura da 500 CV e poterne sperimentare i limiti fisici? Avete presente che cosa vuol dire raggiungere da fermi i 100 Km/h in 4 secondi? Contate... 1... 2... 3... 4... E siete a 100...
Aumentiamo le emozioni: ammettiamo che ci siano altri proprietari di fuoriserie come la vostra, pronti a gareggiare: come potete sottrarvi alla sfida? Insomma, avrete capito che Test Drive 4 è uno di quei giochi che vi fanno salire velocemente l'adrenalina, ma sarà davvero esente da difetti? Continuate a leggere...
Dopo aver completato l'installazione (e vi assicuro che ci vogliono almeno 5 minuti per copiare 250 Mb sull'hard-disk), e aver assistito al breve filmato introduttivo, che mostra una piccola competizione tra due auto, vi ritroverete nella schermata del menù principale. Come al solito, una rapida occhiata alle opzioni, dove è possibile scegliere la periferica di controllo, il dettaglio grafico (che potrete regolare anche durante il gioco, riducendo la finestra ad esempio), e la vostra unità di misura preferita (i Km/h o le miglia orarie): ora siete quasi pronti per gettarvi nella mischia.
Le possibili competizioni sono molto varie. Il single race vi permette di scegliere lo scenario che preferite e di competervi utilizzando una delle 10 auto disponibili. Nella modalità dragster potrete fare una gara di ripresa su un piccolo tracciato rettilineo di 1/4 di miglio. Mi raccomando: cercate di fare una partenza pulita, senza sgommate, o verrete battuti impunemente. Vi sono poi diverse modalità campionato che variano per difficoltà e numero di piste che è possibile affrontare.
Selezionata la modalità di gioco, dovrete scegliere la vostra vettura: ben cinque auto di concezione moderna e cinque anni '70: questa la scelta dei programmatori riguardo al parco macchine; per maggiori informazioni vi rimando comunque all'apposito box. La sfida si propone proprio a livello di concept: i programmatori hanno voluto mettere a confronto la tecnologia delle auto moderne, dotate di dispositivi elettronici e di motori regolati da centraline elettroniche, con la potenza dei "mostri" da strada anni '70, forniti di motori da 8000 cm cubici potenziati al massimo. A voi la scelta: sia le une, che le altre hanno un fascino tutto particolare.
Per quanto riguarda la trasposizione "grafica" su computer devo ammettere che le auto sono state riprodotte fedelmente, ricalcando direttamente i modelli reali. Come si può notare dai titoli di apertura, il gioco ha dovuto richiedere i diritti per le auto riprodotte, per cui la cura dei dettagli "tecnici" della macchine dovrebbe essere perfetta. In effetti in fase di gioco si nota come auto di differente fattura rollino diversamente in rapporto all'intensità delle curve, comportandosi diversamente a seconda delle condizioni del suolo stradale. Tutto questo nel gioco è stato preso in considerazione ed infatti la Jaguar Xj220 rimane incollata al suolo, al contrario della Plymouth del 1971, che in quanto a sospensioni ricorda la 2CV Citroën e la R4 Renault (leggi: non tiene per niente le curve). Mi è rimasto qualche dubbio per quanto riguarda il realismo: i programmatori hanno svolto un buon lavoro, ma non perfetto. Le caratteristiche tecniche delle auto, non rispecchiano secondo me, la realtà, ma si tratta comunque di dettagli che non minano in alcun modo il gioco in sé.
I circuiti che potrete affrontare sono 6, percorribili in entrambe le direzioni: comunque se non vincerete prima i campionati, non potrete accedere alla sezione "reverse" degli stessi. Per quanto riguarda le ambientazioni, si va dall'Europa all'America e all'Asia. La prima gara, in tributo ai programmatori, si svolge in Inghilterra, e dato che in Gran Bretagna piove 24 ore su 24, vi troverete a guidare sotto un grosso temporale. La pioggia è realizzata abbastanza bene e, man mano che acquisterete velocità, tenderà a dirigersi verso di voi, con un effetto decisamente realistico. Il circuito, come d'altronde tutti gli altri, è piuttosto lungo, e presenta vari salti e repentini cambiamenti di direzione. Si prosegue con San Francisco (e le sue caratteristiche strade), Berna (sotto la neve), Kyoto, Washington e Monaco di Baviera.
Durante la gara potrete giocare utilizzando diverse inquadrature esterne, ed un interna: anche se in quest'ultimo caso perderete il tachimetro ed il contagiri. I circuiti sono abbastanza particolareggiati, effetti climatici inclusi, anche se bisogna ammettere che questi ultimi non influiscono sul comportamento della vettura su strada, come invece sarebbe stato lecito aspettarsi.
Una novità introdotta dai Pitbull che mi ha favorevolmente impressionato è la presenza di incroci a raso sulle piste: se fino ad ora avevamo guidato sfrecciando oltre i 200 senza preoccuparci che qualcosa, o qualcuno, potesse attraversarci la strada, ora dovremo guidare con molta più attenzione. Infatti le altre automobili, oltre ad arrivare nel vostro senso di marcia, sbucheranno anche da svincoli (che voi però non potrete imboccare), causando improvvisi, quanto clamorosi incidenti.
Altra innovazione riguarda i poliziotti, che si comporteranno in maniera molto diversa dal solito. Se in NFS bastavano due sportellate per mandare a casa la legge, in TD4 bisognerà essere molto più accorti nel trattare con le auto della polizia. È stata implementata una certa intelligenza artificiale anche per loro, visto che si impegneranno nel farvi rispettare il limite di velocità: nel gioco questo si traduce con la perdita di preziosi secondi, che spesso possono risultare decisivi per l'esito della stessa gara.
Se avete già dato uno sguardo al voto globale di questo gioco, vi starete chiedendo perché non sia altissimo. Direi che per farvi meglio comprendere i pregi e i difetti di questo titolo, il confronto con il suo diretto antagonista (The Need For Speed 2 Special Edition) si rende davvero necessario.
Primo: per fare funzionare questo TD4 avrete bisogno di un computer molto ben dotato: il gioco, in alta risoluzione (senza utilizzare schede acceleratrici), scatta persino su un Pentium 200 Mhz; credo che da un processore così potente, sia lecito aspettarsi una buona fluidità. Comunque, a onor del vero, bisogna dire che le impostazioni grafiche del gioco sono altamente configurabili: è possibile gareggiare anche in bassa risoluzione con una fluidità molto alta anche su computer molto "anziani".
Secondo: date un'occhiata al box "vetture" e a quello "realismo". Sinceramente non si capisce cosa abbiano voluto realizzare i programmatori: a detta loro Test Drive 4 dovrebbe essere "una simulazione, che raccoglie tutti i pregi dei precedenti tre titoli", ma questa affermazione mi lascia alquanto dubbioso, perché Test drive 4 è tutto fuorché una simulazione. Deve essere visto come un arcade, sullo stile di Out Run, con qualche trovata originale: solo così ci si può spiegare le macchine che si ribaltano, senza subire un graffio, o il particolare metodo di controllo su cui vorrei spendere due parole. I programmatori hanno ben pensato di permettere il controllo della vettura attraverso molte periferiche di gioco, che comprendono la semplice tastiera, il joystick, joypad di diversi tipi e addirittura i volanti. Tutto perfetto direte voi... e invece no. Non si sa per quale motivo, ma molte di queste periferiche non sono configurabili dal giocatore: quindi sarà impossibile giocare con un semplice joystick con due tasti (a meno che non scegliate le marce automatiche) o modificare i parametri del vostro volante Trusthmaster che costituisce un punto di riferimento in questo campo; anche con la tastiera, stranamente, bisognerà accettare le impostazioni predefinite. È invece possibile configurare i joypad con 4 o più tasti.
Ho provato a giocare con i tasti in varie simulazioni automobilistiche: è quasi sempre un'impresa difficile, ma con un po' di buona volontà ci si fa l'abitudine. In TD4 invece, questo metodo è alquanto scosigliato. Immaginate di essere in auto (no, non la vostra Bmw 520 con l'Abs, va bene una Panda qualsiasi), e di guidare a 100 km/h; premete a fondo il pedale del freno: blocco istantaneo delle quattro ruote. Tutti sapete come un'auto sia incontrollabile in una situazione del genere. Ecco, si prova la stessa impressione frenando in TD4. La macchina imposta la traiettoria della curva, ma procede per la tangente. Inoltre non vi sarà possibile scalare di marcia prima di aver portato il motore a bassi giri, quindi scordatevi le tattiche "distruggi-motore" di Nfs, ed i quinta-quarta-terza a 200 all'ora che vi consentivano di perdere velocità senza usare il freno.
Oltre a questo, il vero problema di Test Drive 4 è non aver saputo dosare la componente arcade con quella simulativa: è inutile inserire alcuni comportamenti reali per la nostra vettura, se questi poi la rendono poco manovrabile minando la giocabilità. Quando si affrontano le curve, la macchina come è logico attendersi, sbanda verso la parte opposta, ma basta dare sterzare appena, per vedere la macchina che non solo riesce a contrastare facilmente la forza centrifuga della curva, ma che addirittura va a sbattere nel lato opposto! Insomma la macchina risponde sin troppo bene ai nostri comandi, tanto è vero che alla fine la migliore tattica di gioco consiste nel correre spingendo al massimo il pedale dell'acceleratore, senza preoccuparsi di curve o altri ostacoli, che se colpiti rallentano solo in minima parte la velocità del nostro veicolo. Non vorrei sembrare troppo cattivo, ma alcune volte si ha la sensazione di una partita a flipper, tanto è facile, rimbalzare da una parte all'altra.
Test Drive 4 è quindi un gioco da dimenticare? Direi di no. La sensazione di velocità è ottima e con una 3Dfx, la grafica è decisamente ben fatta e fluida, come si conviene ad un arcade. Alcune piste sono molto frenetiche, soprattutto il circuito tedesco, costituito da rettilinei paurosi in autostrade a 3 corsie per senso di marcia: farete zigzag a folli velocità in mezzo alle auto che occupano la vostra carreggiata. In questi frangenti si sente davvero la differenza tra un'auto a sospensioni leggere (pesante sottosterzo) e bolidi ultratecnologici il cui chassis resta costantemente parallelo al suolo. Test Drive 4 è un arcade da cui era lecito attendersi qualcosa in più visto il famoso nome che porta. Sicuramente con una maggiore cura per il sistema di controllo, sarebbe potuto diventare un classico del genere, anche perché gli aspetti positivi non sono certo pochi.
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