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Barbie Race & Ride - Playstation (Recensione)
a cura di
Fabrizio Strazzera (Febbraio 2000)
Piattaforma: Playstation
Distributore: Sony
Genere: Arcade
Prezzo: 51.13 €
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    4,3


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    Sulla scia della Lego, anche la Mattel, temendo l'invasione commerciale dei nuovi passatempi elettronici, mette la mitica Barbie ai comandi dei joypad delle bambine di tutto il mondo.

    Bambini: benvenuti nel terzo millennio!

    Non è recentissima la notizia che è riecheggiata su tutti i media mondiali secondo cui la Lego, il colosso economico padre dei mattoncini che hanno letteralmente "costruito" l'infanzia di diverse generazioni, avesse subito un forte tracollo nelle vendite, rischiando il peggio. La colpa? I videogiochi!
    Ebbene sì, a quanto pare i bambini del 2000 si sono stufati di giocare con i mattoncini e le bambole (così come i bimbi di qualche decina d'anno fa si sono stufati di giocare con la trottola), dedicando una maggior fetta del loro tempo libero al divertimento elettronico.
    La contromossa è stata fulminea, e nel giro di pochi mesi la suddetta multinazionale lancia sul mercato due titoli da lei interamente prodotti e finanziati, lasciando peraltro trasparire buona parte della propria inesperienza nel settore.
    A distanza di pochissimo anche un altro mostro sacro nella produzione di giocattoli su scala mondiale, la Mattel, decide di imitare il passo, evidentemente rivelatosi una fruttuosa mossa vincente, con la quale dare scacco ad un minaccioso declino.
    Cominciamo così a vedere lo spot della "macchina fotografica digitale di Barbie" con relativo software di fotoritocco per ragazzine poco esperte, mentre gli scaffali del nostro software shop di fiducia si riempiono di compact disc neri firmati Sony e Mattel Media.
    Sembra un episodio della serie "I Jackson", ovvero la versione futuristica dei Flinstones By Hanna & Barbera, ed invece ci troviamo ai nostri giorni con dei bambini che trascorrono il proprio tempo trastullandosi con le mitiche "Hotweels" o con l'amata ed invidiata Barbie solo con qualche gesto dei pollici! Speriamo che tutto questo lasci ancora del tempo ad una sana partita a nascondino...Tutti a cavallo

    Se la Mattel riguardo le "hotweels" non ha dovuto spremersi troppo le meningi per inventare un gioco a tema (era scontata la solita gara di macchine iperrealistica con i giri della morte e tutte le caratteristiche tipiche del gioco reale), sembra che con l'eroina dei giochi delle nostre sorelline abbia voluto spremere maggiormente le meningi.
    Barbie race & ride infatti tenta di ricostruire in parte l'ambiente idilliaco in cui la viziatella californiana e tutti i suoi amici sono abituati a vivere, ponendola nel suo ranch in compagnia dei suoi quattro cavalli (evidentemente uno era troppo poco...) intenta a passeggiare in groppa al quadrupede per prati, spiagge e boschi (a questo punto sorge la domanda: "ma 'sta ragazza non ha mai da lavorare?!?").
    Il gioco esordisce ponendoci davanti alla scelta di quelle che costituiranno poi le skin della nostra partita, ovvero il colore del completo nuovo da indossare (perché Barbie non potrebbe mai portare un paio di pantaloni vecchi per passeggiare per i boschi) e la razza ed il nome del levriero che ci porterà in giro per la nostra avventura. Qui la voce fuori campo (un timbro alla Cristina D'Avena con un'inflessione tipica degli adulti che vezzeggiano i bimbi e non si rendono conto che proprio le dolce creature, molto più perfide di loro, gli stanno sfacciatamente ridendo in faccia) ci spiegherà in tutto e per tutto la funzione di ogni opzione, vanificando l'utilità dell'intuitiva interfaccia.
    A questo punto si entra nella stalla, dove sarà possibile sellare, strigliare e nutrire l'animale, oltre a consultare una bacheca che ci consente di accedere alle quattro passeggiate: una sulla neve, una sulla spiaggia, una sul prato ed una nel bosco. Ognuna di queste può essere effettuata sia di giorno che al crepuscolo. Ma in cosa consiste esattamente una passeggiata?
    Durante le cavalcate non si ha altro che una visuale soggettiva della nostra eroina in sella, dalla quale possiamo vedere, altre al monotono incresparsi della criniera scompigliata dal vento, un filmato interamente precalcolato nel quale ci muoveremo seguendo un sentiero prestabilito, senza nessuna possibilità di cambiare percorso. L'unico nostro compito si esplicherà nel premere il tasto "X" per saltare gli ostacoli come i torrenti o i tronchi d'albero che di tanto in tanto ci sbarreranno la strada.
    Per fortuna le trottate non si limitano a questo, dato che durante i vari percorsi la "soave" commentatrice ci segnalerà tutte le curiosità che incontreremo. Potremo così immergerci in piccoli sottogiochi costituiti da puzzle e piccoli rompicapo, o semplicemente sentire gli animali sparsi per il bosco emettere il proprio verso o vederli nei loro più comuni atteggiamenti. Vi assicuro che al terzo scoiattolo che scappa senza darci modo nemmeno di vederlo da vicino comincerete quanto meno a provare un perverso senso di intolleranza nei confronti della natura e della protagonista, che si può permettere quattro cavalli ed intere giornate con loro mentre voi dovete faticare per comprarle il camper!
    Ogni volta che avrete completato tutti i giochi di un percorso vedrete aggiungersi un quarto della cartolina che occupa il centro della bacheca; una volta che questa cartolina sarà completa potrete accedere alla quinta passeggiata, quella del ranch: scoprirete così la sorpresa di cui si parla all'inizio del gioco.Cavalcare o andare in giostra?

    Il sottoscritto è un appassionato di equitazione e, sebbene a livello puramente venatorio, ha praticato per parecchio tempo questo sport. Una delle cose più emozionanti consiste nel prendere confidenza con l'animale, entrarci quasi in simbiosi, e pilotarlo come fosse una parte di noi, emozione che non si può certo provare durante le passeggiate turistiche, dove si sta semplicemente in groppa mentre il destriero segue il gruppo o l'istruttore.
    Questo contrasto, con le dovute proporzioni, rende l'idea di cosa significhi giocare con un titolo in cui l'unica interazione consta nello stare in sella e saltare gli ostacoli che il filmato ci pone di fronte saltuariamente.
    Gli ambienti infatti sono ricreati con delle semplici sequenze animate in cui l'unica cosa che varia in seguito ad un nostro comando è la testa del cavallo, che si solleva quando si salta, e si muove a destra e sinistra previa pressione dei relativi tasti direzionali (funzione peraltro utile solo durante una delle tre gare ad ostacoli, in cui dobbiamo evitare eventuali rami sporgenti).
    Tutto questo, più che una cavalcata virtuale, ricorda le avventure che tutti noi nella nostra infanzia abbiamo vissuto sugli improbabili veicoli delle giostre.
    Davvero strana la scelta dei programmatori di non creare degli ambienti nei quali la nostra cavallerizza potesse muoversi più o meno liberamente, rendendo non solo più interattivo il gioco, ma anche più longevo.

    Anche gli effetti sonori sono abbastanza "da giostra": il quadrupede nitrisce durante i salti o quando va a sbattere (oltre a far vibrare il Dual Shock), ed il rumore degli zoccoli sarà più o meno costante, salvo le variazioni in base al tipo di terreno calpestato.
    Ma l'aspetto più criticabile dell'audio è sicuramente la voce fuori campo. Ogni qual volta ci si sposti da un'opzione all'altra sentiremo ripeterci la sua funzione, e non passerà troppo tempo che, dopo esserci divertiti a mandarla in tilt spostandoci velocemente da un menù all'altro, saremo costretti a togliere il sonoro, pena la perdita della ragione.

    Adatto alle piccole ragazze (forse...)

    Al di là della potenza che il nome Barbie ha alle spalle, ci troviamo a rilevare la bassa qualità di questo titolo che si rivela privo di spessore, adatto forse a bambine decisamente a digiuno di computer e videogiochi.
    Tutti i sottogiochi sono troppo semplici e poveri di coinvolgimento, mentre la storia è cortissima, e si esaurisce in appena due ore di gioco.
    L'impossibilità di variare i percorsi rende tutto monotono e noioso, senza considerare i tempi di caricamento tra una schermata e l'altra che si rivelano interminabili, pari a quasi al dieci percento della nostra prova.
    La Mattel con quest'opera ha dunque dimostrato un'inesperienza nel campo videoludico a cui l'altra sua creazione, "hotweels" per l'appunto, non faceva pensare.
    In questo stesso periodo, inoltre, un altro titolo riguardante l'equitazione ha arricchito l'offerta Sony. Stiamo parlando di Mary Kings Riding Star, opera edita da Midas che, sebbene già di per se non sia un gioco entusiasmante e si ponga come una sorta di simulatore di Dressage ed altre categorie minori di equitazione d'abilità (non di velocità, evidentemente), riesce a superare il titolo della Mattel sia sotto l'aspetto grafico che per divertimento ed interazione.

     






    DI TUTTO UN PO'
    "I videogiochi non influenzano i bambini. Voglio dire, se Pacman avesse influenzato la nostra generazione, staremmo tutti saltando in sale scure, masticando pillole magiche e ascoltando musica elettronica ripetitiva!" (Kristian Wilson, Nintendo Inc., 1989)


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