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Eidos torna a far parlare di sé. Dopo l’atipico e adrenalinico Total Overdose la formula non cambia e anche questa volta vedremo sana violenza seppur più realistica e meno coreografica far da tema principale a 25 To Life, action che ci mette nei passi di due contrastanti fazioni, la legge e il crimine.
Gli action-crime da tre anni a questa parte hanno avuto un decollo repentino ma allo stesso tempo tortuoso. La saga Rockstar, vera musa ispiratrice di questo filone, ha scatenato una reazione a catena ampliando il mercato videoludico di numerosissimi titoli dal contenuto decisamente poco politically correct ma divertenti proprio per questo motivo. E' chiaro, ciò che è proibito attira e titoli come Grand Theft Auto o Driver permettono al videogiocatore di realizzare e di sfogare le proprie iniquità senza recare danno reale a persone e oggetti. Sequestrare un auto davanti ad una pattuglia della polizia, svaligiare una banca, rapinare una povera vecchietta o pestare a sangue il membro di una gang rivale può sembrare cinico e spietato, ma grazie ai videogames tutto risulta divertente ed Eidos sembra averlo capito anche se in leggero ritardo. Con 25 To Life si tenta una nuova strada cercando di amalgamare due diverse fazioni, seguiremo difatti le gesta di Freeze, criminale con un tortuoso passato fatto di scelte discutibili ed errori imperdonabili: quando decide di uscire dal giro e condurre finalmente una vita serena con la propria famiglia gli viene assegnata un ultima rischiosa missione. A far dar contrappeso vi è un ufficiale della polizia locale corrotto impegnato a dirigere un corposo traffico di droga dal Messico. Nel corso del gioco le due storie arriveranno ad intrecciarsi mettendo in difficoltà lo schieramento psicologico del videogiocatore nei confronti dei controversi protagonisti.
La modalità principale che seguirà la trama dei personaggi sarà incentrata sul single player, azione a go-go quindi tra vicoli e ghetti sorvegliati da numerose bande e da posti di blocco. Grazie ad un esiguo arsenale composto per lo più da pistole automatiche, fucili d’assalto e lanciagranate dovremo farci strada attraverso una serie di livelli a dire il vero troppo simili tra loro per conformazione e ambientazione, vomitando fuoco su qualunque sagoma presente sullo schermo, all’occorrenza se sprovvisti momentaneamente di piombo (cercate di non trovarvi mai in questa situazione e centellinate quanto più possibile le munizioni) basterà armarsi di mazze, coltelli o bottiglie trovate in giro. Teniamo a precisare che in questo sfortunato caso le vostre possibilità di sopravvivenza scenderanno inesorabilmente, anzi sembrerà esagerato ma per quanto ci riguarda non abbiamo riscontrato evidenti vantaggi dallo stare completamente disarmati ad impugnare un martello o un coltello, i nemici sono fin troppo agguerriti e difficilmente si avvicineranno abbastanza e senza far fuoco da poter essere colpiti. Un aiuto prezioso è dato dall’utile radar che mostrerà la locazione esatta degli sgherri presenti nelle vicinanze, in questo modo avremo il controllo della situazione e potremo organizzarci e accogliere gli intrusi nel migliore dei modi. Non starete per caso pensando a Metal Gear vero? Non illudetevi anche perché l’unica cosa che 25 To Life ha in comune con lo stealth Konami è il radar; cogliere un nemico alle spalle è un impresa praticamente impossibile e lo scontro diretto sarà la vostra unica possibilità a meno che nei panni ovviamente del criminale (anche se è difficile capire chi dei due personaggi sia il “buono”) prendiate in ostaggio un passante. In questo caso la situazione si tranquillizzerà ma solo per un determinato periodo di tempo, la polizia cesserà di spararvi addosso lasciandovi qualche prezioso secondo per la fuga.
La linearità dei livelli è impressionante, nessun bivio ma strade e vicoli a senso unico, qualche ostacolo da scavalcare ma per il resto ambienti ristretti e piuttosto scarni. L’interattività con gli stessi inoltre si limita a poco e niente, l’escamotage di qualche veicolo da far saltare in aria l’avevamo già visto in modo più che convincente nel recente fps Black, le deflagrazioni di 25 To Life come avrete capito dal tono non sono assolutamente all’altezza dello sparatutto made in Criterion e la fisica dei corpi scaraventati in aria non è degna di riconoscimenti, tra l’altro capiterà di assistere a situazioni al limite dell’impossibile come la presenza di sbirri decisamente troppo resistenti e poco consoni all’idea di morire, dopo un considerevole volo difatti e qualche secondo di rosolatura avvolti dalle fiamme, si rialzeranno continuando a spararvi come se nulla fosse, solo qualche altro colpo di pistola ben piazzato riuscirà a zittirli. Se il single player risulta piatto e poco esaltante, la modalità dedicata al multiplayer riesce a divertire maggiormente mettendo in campo due schiere di utenti rispettivamente poliziotti contro criminali (fino a 16 giocatori), pronte a darsele di santa ragione in diverse sfide. Si parte dal “Raid” (Incursione) dove dovremo difendere il nostro territorio dal blitz della pula, fino al “Furto” in cui si dovranno rubare e portare alla propria base quanti più articoli messi a disposizione dal gioco senza ovviamente farsi arrestare dal gruppo avversario e al Graffiti War dove due schiere di criminali dovranno ottenere quanti più punti possibili taggando i muri dei rispettivi territori e all’occorrenza piantare una bella pallottola in testa a chi non gradisce il nostro estro artistico.
Graficamente siamo a livelli di dettaglio e definizione decisamente bassi, ambientazioni povere di particolari, pochi poligoni per i due personaggi principali e ancora meno per quelli di contorno, un aliasing disarmante e una fisica ridicola. I primi tre livelli di gioco mostrano il contenuto delle missioni che in seguito andremo ad incontrare, l’azione per di più è troppo ripetitiva e diventa da subito monotona e poco avvincente, la difficoltà è altalenante e in alcuni casi eccessiva, a causa di bug vari perderemo ben presto la vita in uno scontro a fuoco al contrario di alcuni nemici che per cause a noi ignote saranno poco sensibili alle nostre pallottole e all’esplosione dei veicoli. In definitiva un prodotto mal confezionato che riesce a divertire seppur in maniera limitata solo grazie alla modalità online, la realizzazione tecnica generale lascia a desiderare e l’azione affrontata in single-player dura troppo poco e lo diciamo chiaro e tondo, una volta completato gli farete prendere almeno due dita di polvere sullo scaffale.
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