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Onimusha 3: Demon Siege - Playstation 2 (Recensione)
a cura di
Giuseppe Bellisano (Luglio 2004)
Piattaforma: Playstation 2
Software House: Electronic Arts
Sviluppatore: Capcom
Distributore: Leader
Genere: Avventura/Arcade
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    7,4


    Argomenti Correlati per Playstation 2: Scheda | Trucchi

    Questo gioco è disponibile anche per: Pc

    La nota casa giapponese, che si cela dietro a giochi come Resident Evil, Devil May Cry e Dino Crisis, ci propone il terzo titolo della serie Onimusha. L'attesa è stata febbrile, anche per via delle tante novità annunciate...

    La Capcom nel corso degli anni ha sempre riscosso un buon successo di vendite per i suoi titoli di maggior enfasi: uno su tutti, Resident Evil, che nel corso degli anni è comparso su un invidiabile numero di piattaforme differenti. La software house giapponese ha, però, suscitato anche numerose critiche, prima per delle conversioni superficiali che non sfruttavano l'hardware delle macchine su cui giravano e, successivamente, per i pochi rinnovamenti apportati ai consolidati, ma anche per i vetusti schemi di gioco dei suoi capolavori.
    Onimusha 3, dopo numerosi voci di corridoio e promesse altisonanti, doveva portare quel senso di novità ormai atteso da tutti i fan, ma alla Capcom non sembrano ancora pronti a rivoluzionare il proprio approccio al genere.

    Jean Reno recita in un gioco e allora??
    Onimusha 3 si inserisce il quel genere di giochi a metà tra un'avventura-arcade e uno sparatutto frenetico... insomma, un gioco "taglia e affetta" che, se non fosse per la trama, non sarebbe troppo lontano dai canoni dettati da Resident Evil e Devil May Cry. Nonostante delle ovvie differenze, l'impronta della Capcom è evidente sin dai primi minuti di gioco.
    Dopo la meravigliosa, è proprio il caso di dirlo, presentazione filmata, capace di evocare nella nostra memoria i migliori lavori della Squaresoft, inizia la nostra avventura che gli sviluppatori hanno collocato in due ambienti temporali: la Francia dei giorni nostri e l'Oriente medievale del 1500. Questa volta i perfidi Genma hanno scoperto un modo per sfruttare le pieghe temporali a proprio favore e sottomettere così il mondo. Ed è proprio a Parigi, nel 2004, che faremo la conoscenza del poliziotto Jacques Blanc, interpretato virtualmente, si fa per dire, da Jean Reno, l'attore reso famoso da pellicole quali Nikita e Leon. Sarà grazie al suo aiuto e a quello del samurai Samanosuke che riusciremo a contrastare l'avanzata degli spietati Genma.

    La Capcom grazie all'idea dei viaggi temporali è riuscita a coniugare con una certa intelligenza la mitologia orientale fatta di demoni e magia al mondo occidentale, prettamente moderno. Il risultato è una trama di una certa complessità se messa a confronto con quella della stragrande maggioranza dei giochi, dove vige l'abusata formula "salvare il mondo e la principessa. Stop". In Onimusha 3, tutto è condito con colpi di scena, scambi di oggetti tra i due personaggi, paradossi temporali, ma l'originalità del miscuglio non ci ha convinto pienamente. Qualcuno diceva che "i viaggi nel tempo sono il rifugio per gli scrittori senza alcuna ispirazione", e Onimusha 3 non è certo privo di banalità e buchi narrativi. Il rapporto tra padre e figlio, l'eterna lotta contro il male, la telepatia e un certo buonismo di fondo, rendono lo sviluppo della trama un po' scontato e senza grosse sorprese.
    E' un peccato, perché è sotto gli occhi di tutti lo sforzo della Capcom per realizzare un plot narrativo che si avvicini a quello di una pellicola cinematografica.

    Tagliamo e distruggiamo, ma non sappiamo aprire una porta chiusa!
    Onimusha non dispiacerà ai fan dei precedenti episodi, anche perché lo schema di gioco è rimasto praticamente inalterato se si trascurano alcune lievi novità. Innanzitutto le ambientazioni sono state rese tridimensionali, rispetto agli ottimi precedenti fondali prerenderizzati. Se da un punto di vista grafico non si notano evidenti perdite di qualità, purtroppo gli sviluppatori non hanno sfruttato questo cambiamento per apportare delle migliorie alla giocabilità: i fondali sono sì tridimensionali, ma purtroppo fissi, senza la possibilità di modificare in alcun modo la visuale; questo, nei combattimenti più accesi, rende difficile inquadrare i nemici che spesso non si trovano neppure nella stessa inquadratura del nostro alter ego. Insomma ci troviamo di fronte ad una impostazione già vista in altri titoli della Capcom, che non influisce sulla frenesia dei combattimenti, ma che certo sarebbe ora venisse modificata.
    I comandi di gioco sono stati ora semplificati ed è più facile nei panni di Samanosuke utilizzare l'arco, oppure utilizzare mosse speciali.

    I due protagonisti, Samanosuke e Jacques Blanc utilizzano, come è da tradizione, il guanto-oni che permette loro di sfruttare differenti armi potenziabili nel corso della avventura. Dopo ogni combattimento vittorioso potremo raccogliere le loro anime e inglobarle nel nostro guanto allo scopo di migliorare la nostra arma (attacco), la nostra armatura (difesa) o la capacità di assorbimento del nostro guanto. Non mancheranno degli oggetti come erbe curative, medi-kit, globi del potere e corazze per ottenere dei vantaggi nei combattimenti. Quando raggiungeremo un certo quantitativo di anime potremo anche trasformarci nell'essere denominato Onimusha che oltre a possedere un incredibile potere offensivo, risulta immune a qualsiasi attacco... ma solo per pochi secondi.
    Onimusha 3 rientra prepotentemente nel genere degli action game, dove centinaia di nemici dovranno essere eliminati per proseguire nei livelli decisamente lineari. La fase, invece, di esplorazione e di riflessione è composta da rompicapi che ci forniranno nuove armi e oggetti magici e da enigmi per accedere ai nuovi livelli che rispettano la tradizione del genere: semplicemente scontati. Non si aziona la leva? Forse manca un ingranaggio. Non si apre una porta? Uhm... è necessaria una chiave!
    Il contesto dei viaggi temporali ha permesso l'introduzione di paradossi e di semplici enigmi del tipo "se compio un'azione nel 1500, si vedranno gli effetti nel 2004", ma purtroppo siamo sempre dell'idea che si potessero sfruttare meglio le carte a disposizione.

    I due protagonisti si differenziano per le armi in proprio possesso e per la possibilità, nel caso di Jacques Blanc, di aggrapparsi a degli anelli sospesi nel cielo e superare così burroni e altre avversità. Non c'è alcuna altra differenza sostanziale tra i due paladini del bene, anzi tre, se annoveriamo anche le grazie di una poliziotta francese, che in qualche piccola occasione potremo gestirla armata di mitra e lancia granate.

    L'intelligenza artificiale dei nemici si limita a comportamenti predefiniti, che rare volte si differenziano dall'attaccarci a testa bassa. Gli unici nemici, che necessitano di attacchi ragionati, sono i boss finali, che nella modalità di gioco "facile" potranno comunque essere battuti grazie all'uso di molti oggetti curativi. Nelle scene in cui verremo affiancati da un amico quest'ultimo verrà gestito "superficialmente" dalla cpu: si limiterà a colpire i nemici, ma sarà anche di impedimento per attraversare stretti cunicoli, come nei livelli sotto l'Arco di Trionfo.

    Capcom cest'è plus facile!
    Onimusha 3, nelle intenzioni degli sviluppatori, vuole essere una vera e propria esperienza cinematografica da vivere senza troppe interruzioni e fastidi. Solo sotto questo punto di vista è spiegabile l'estrema facilità del gioco che è possibile affrontare inizialmente al solo livello Facile, con nemici sottomessi e una grande quantità di pozioni curative. Una volta vinto il gioco, vedremo sbloccati nuovi abiti, extra e livelli di difficoltà, tra cui il maggiormente appagante "Hard" che, per essere completato, necessità di razionare gli elementi del proprio inventario e prestare grande attenzione ad ogni piccolo scontro. Il livello Facile, l'unico disponibile all'inizio del gioco, permette di vedere la conclusione del gioco in circa 8-12 ore di gioco, senza mai rendere problematico e frustrante il superamento dei vari livelli. Questo è un peccato, perché si da per scontato che una volta vista la scena finale del gioco, lo si voglia riprendere dall'inizio solo per il gusto di una maggiore difficoltà o per qualche nuovo extra.

    Da una Playstation 2, i grafici della Capcom sono riusciti ad ottenere dei fondali tridimensionali che non sfigurano assolutamente rispetto ai precedenti prerenderizzati. Le ambientazioni orientali, ma soprattutto Parigi, la Tour Eiffel sono ricche di fascino e dettaglio. I nemici, ben animati e differenti per attacchi e animazioni, mostrano anche essi delle texture superiori alla media, soprattutto per quanto riguarda i boss finali, alcuni davvero maestosi. In rare occasioni, con molti nemici sullo schermo e in occasione di fondali animati si è assistiti a vistosi cali di frame rate, che comunque non hanno mai influito negativamente sul buon esito dei combattimenti. Un plauso per la realizzazione dell'effetto dell'acqua e del fuoco.
    Il giudizio è molto positivo nel complesso con uno dei migliori lavori ottenuti su una Playstation 2 dalla Capcom. E' un peccato che i filmati nel corso dell'avventura siano realizzati con lo stesso motore grafico del gioco e che la splendida sequenza iniziale rimanga così un caso isolato.

    Il giudizio su Onimusha 3, espresso sino a questo momento, nonostante delle inevitabili critiche, non vuole però essere troppo duro. Il prodotto confezionato dalla Capcom si fa notare per una azione frenetica, collaudata e per impressionanti boss di fine livello, tutti elementi che hanno sempre caratterizzato le maggiori produzioni della software house orientale. E' un peccato che non ci si sia sforzati maggiormente per portare una ventata di novità ad un gameplay sicuramente glorioso, ma che ormai mostra tutti i suoi anni.

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