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Una bella avventura grafica tutta italiana ispirata al personaggio dei fumetti Martin Mystere della Bonelli per gli amanti del mistero e della ragione.
La storia
Martin Mystere viene contattato dal suo amico ispettore Travis che lo informa di un delitto eccellente avvenuto in una villa nei dintorni di New York. L’uomo assassinato è il prof. Eulemberg, archeologo e studioso di fama internazionale che negli ultimi tempi era impegnato in una ricerca sulla quale manteneva il massimo riserbo. Martin inizia così il suo percorso attraverso una storia che richiama antichi riti aztechi, tra magia esoterismo e tecnologia forse aliena, che mettono in contatto la vita e la morte, la reincarnazione e la trasmigrazione dell’anima in altro corpo. Come sappiamo infatti, Dorian Gray è il personaggio di un famoso racconto di Oscar Wilde, “Il ritratto di Dorian Gray”, appunto, nella quale il protagonista non resiste alla tentazione, al modo di Faust, di vendere l’anima al diavolo per ottenere l’eterna giovinezza. Aiutato dal suo fido Java e dalla bella moglie Diana, Martin dovrà non solo scoprire gli assassini di prof. Eleumberg ma anche sventare il piano di un pugno di malfattori che vuole impadronirsi del segreto dell’eterna giovinezza.
Il gioco
La grafica è di tipo fumettistico, ben curata nei particolari, con ambientazioni attente e giustamente elaborate nel colore e nel contesto scenografico che vanno a rappresentare. Il gioco è una avventura grafica punta e clicca 2D di stampo classico ed infatti l’interfaccia utilizzata è quella abituale che si avvale del mouse. I personaggi si muovono su sfondi fissi e i movimenti avvengono per schermate con un indicatore che segnala “uscita” verso la schermata successiva, fatta eccezione per alcune locazioni in cui invece si fa semplicemente camminare il personaggio verso l’estremità dello schermo. Questo dualismo in verità spiazza un poco il giocatore che può trovarsi in un luogo apparentemente privo di uscite mentre il semplice cliccare in qualche estremità della schermata lo conduce ad un’altra inquadratura.
Ma non è la sola anomalia che si è riscontrata nel gioco. Purtroppo i bug sono parecchi e qui elenco quelli che ho personalmente riscontrato: oggetti segnalati dal mouse ma invisibili allo schermo (una scatola usata in precedenza, sul tappetino della camera della governante e un foglio sul pavimento della camera del delitto); il mouse spesso segnala l’azione su un oggetto parecchio distante da dove questo si trova. In una certa fase del gioco, cliccando su un libro nello studio di Martin, questo viene interpretato come se Martin stesse osservando Java.
Questi sono difetti seccanti ma non dannosi. Il peggio viene quando si evidenzia qualcosa con la lente d’ingrandimento e il cursore scompare bloccando il gioco. L’unica soluzione in questo caso è resettare e riprendere dall’ultimo salvataggio.
Ciò avviene, per quanto ho potuto constatare, se Diana in Messico usa il machete sulla testa di statua e nel passaggio segreto, quando si scende e si osservano le casse o gli scaffali. Quindi occhio a non compiere queste azioni.
Le animazioni avvengono solo come stacco da un episodio all’altro (ad esempio per un trasferimento in aereo) sono assai modeste e per giunta del tutto sfocate.
I trasferimenti avvengono per mezzo di una mappa di New York su cui sono segnalate non più di 6 locazioni: la casa di Martin, l’edicola di Barney, la casa del prof. Eleumberg, il Museo, il Night “Blue Rose” e l’aeroporto.
Il sonoro è costituito da musiche ambientali, piacevoli e caratterizzanti ma forse dal volume eccessivo e quindi un po’ invadenti e il menu non offre l’opzione per abbassare il volume del sonoro quindi se si vogliono sentire bene i dialoghi si deve sentire ben forte anche la musica.
Il doppiaggio italiano è buono ma non è possibile giudicare il sincrono in quanto i personaggi non sono mai inquadrati in primo piano mentre parlano.
I rumori sono essenziali: niente scalpiccii o cinguettii o stormir di foglie ma porte e meccanismi che si aprono o si chiudono.
Martin Mystere non è un gioco difficile e non è neanche lungo. L’unica vera difficoltà (forse perché è un modo inusitato per aggirare la pirateria) l’ho riscontrato nell’enigma che necessitava di un codice scritto all’interno della foderina di una confezione...
Per il resto gli enigmi sono piuttosto semplici, anche divertenti e tutti logici.
Il gioco è a percorso obbligato, nel senso che se non si termina di compiere tutte le azioni in un luogo non si può accedere a quello successivo.
Si possono esaminare una quantità enorme di oggetti e l’inventario man mano si appesantisce di elementi, molti dei quali non saranno mai usati. Non capisco perché gli sviluppatori abbiano questa strana forma di sadismo nel voler far perdere tempo complicando inutilmente un gioco che avrebbe tutto da guadagnarci nell’essere più snello.
Comunque la tecnica degli enigmi è la classica del “trova e usa”. Capita talvolta che oggetti già visitati possono essere presi solo dopo aver compiuto certe azioni, quindi è sempre bene tornare a rivisitare i luoghi già visti.
I dialoghi non sono determinanti ai fini della soluzione, basta esaurirli.
Per quanto riguarda l’interfaccia, una carenza grave di questo gioco è rappresentata dagli slot di salvataggio: appena 8. Davvero pochi. Per giunta il salvataggio avviene tramite una diapositiva senza indicazioni di sorta cosicché se alla ripresa del gioco non ci si ricorda l’ultima schermata…
Per salvare si ricorre al tasto F1 che dà accesso al menu salva, carica, esci.
Se disgraziatamente si preme il tasto “esc” e si risponde “si” alla conferma, illudendosi che ci sarà chiesto anche se vogliamo salvare il gioco prima di uscire…. avremo una grossa delusione perché ci toccherà riprendere dall’ultimo salvataggio.
Conclusioni: Sono piccole imperfezioni? Direi di no. Sta agli sviluppatori supplire alle piccole distrazioni del giocatore evitandogli di trovarsi nelle peste per essere uscito senza salvare. Almeno questa è la “filosofia” dei giochi ormai da molti anni a questa parte. Il che fa sorgere il sospetto che questo gioco abbia avuto una vita lunga e travagliata, che non ha permesso di aggiornarlo o di verificarne a fondo la giocabilità.
E’ un vero peccato che un gioco con una storia interessante, di buona fattura, sia inficiato da trascuratezze che non possono passare inosservate.
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