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Boiling Point: Road to Hell - Pc (Recensione)
a cura di
Andrea Lugli (Giugno 2005)
Piattaforma: Pc
Sito ufficiale: http://www.atari.com/boilingpoint
Software House: Deep Shadows
Sviluppatore: Deep Shadows
Distributore: Atari
Genere: Avventura/Arcade
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  • 8
    7,3


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    Da una software poco nota può spesso esserci qualche gradita sorpresa. Le piccole software house, è vero, non avranno a disposizione grosse risorse per produrre dei colossal videoludici, ma per le buone idee è necessaria della materia grigia, non certo il denaro.

    Definire Boiling Point come un capolavoro mancato può sicuramente esser un'esagerazione, ma l’affermazione ha ugualmente qualche fondamento di verità. Gli elementi per rendere questo gioco un capolavoro ci sono tutti: valido reparto grafico, ottime musiche ed effetti sonori, grande libertà d’azione, giocabilità e longevità immense, freschezza dei contenuti e originalità nell’avventura. Eppure Boiling Point, pur riuscendo a farsi certamente apprezzare ed amare da un pubblico molto vasto, soffre di numerosi bug, difetti tecnici, bilanciamenti errati nella difficoltà e altri mille dettagli che per quanto piccoli possano esser minano profondamente la giocabilità e il divertimento che il gioco potenzialmente ha da offrire. Prima di lanciarsi nell’acquisto di questo titolo o ripudiarlo con tutto il cuore è necessaria una seria analisi di Boiling Point e di quanto noi siamo disposti ad accettare per poterci divertire con un videogioco.

    La Repubblica delle Banane
    Esperto della guerra e veterano di mille battaglie nella Legione Straniera, Saul Mayers è il protagonista di Boiling Point. Il gioco si apre con il rapimento della figlia Lisa, giornalista della Legione Straniera in cerca di avventura. La scomparsa di Lisa è ormai avvenuta da qualche settimana, nello stato di Realia, e il nostro eroe decide di intraprendere un viaggio da Parigi al Sud America per ritrovarla con le proprie forze. Realia è la classica repubblica sud-americana con un governo militare incapace di mantenere la situazione sotto controllo, banditi sanguinari, servizi segreti sotto ogni cespuglio e mercenari in cerca di violenza e soldi. Pur avendo inizialmente solo qualche manciata di informazioni e praticamente nessun contatto personale, Saul Mayers dovrà rimboccarsi le maniche e partire per la dura avventura che lo porterà al ritrovamento, forse, della figlia Lisa.

    Doppia personalità
    Boiling Point, pur rientrando sotto le spoglie di un gioco d’azione, ingloba al suo interno numerosi elementi tipici degli sparatutto e dei giochi di ruolo. La miscela già vista in titoli come Deus Ex e Grand Theft Auto si è rivelata vincente e nemmeno questa volta riesce a deludere nella varietà dell’esperienza offerta. La libertà in Boiling Point è senza dubbio enorme, così come il numero di missioni principali e secondarie. Avete voglia di prendere la vostra jeep e macinare chilometri di strada sterrata? Oppure preferite una tranquilla crociera in barca? In Boiling Point avremo totale libertà nelle nostre azioni. Possiamo dilettarci nella guida di barche e automobili, possiamo perdere la testa nella frenesia di un genocidio di massa, oppure perdere ore a parlare con i personaggi che incontreremo in tutto il gioco, farci un giro all’ospedale, dalla polizia, dormire in un albergo, fare shopping… Anche le missioni offrono un elevato grado di libertà nelle modalità con le quali potremo affrontarle e risolverle. Ovviamente, in questo caso il filo conduttore della trama ci vincolerà a delle determinate scelte ma che si rivelano comunque sufficienti per soddisfare la nostra sete di libertà. Boiling Point riesce a vincolare ogni giocatore alla modalità di gioco da lui preferita. La stessa missione potrà esser affrontata radendo al suolo l’intero edificio e trucidando ogni persona ostacoli il nostro cammino, oppure potremmo infiltrarci silenziosamente risparmiando tutte quelle innocenti vite puntando direttamente al pezzo grosso. Inoltre in tutta l’avventura saranno disponibili numerose fazioni o bande (fattore che ricalca il recentemente apprezzato Mercenaries) con le quali potremo sviluppare un vero e proprio rapporto sia di amicizia che di inimicizia. Determinate azioni durante il gioco potranno infatti incrinare o migliorare i nostri rapporti con un determinato gruppo di persone. Sparare ad un ufficiale dei servizi segreti porterà sicuramente a farci odiare da tutti gli appartenenti ai servizi segreti, ma allo stesso modo la risoluzione di sotto missioni specifiche richieste dagli stessi migliorerà il nostro rapporto con loro. Affronteremo quindi tutta l’avventura decidendo di volta in volta quale fazione sacrificare per i nostri bisogni e invece quale merita il nostro appoggio. I diversi gruppi sono in totale sei: la ormai onnipresente mafia, il governo, guerriglia, banditi, indiani, e i civili. Alla fine del gioco avremo sicuramente sviluppato legami sufficienti per palpare nell’aria il rispetto o l’odio che una determinata fazione avrà nei nostri confronti.

    Havok o non Havok? Questo è il dilemma...
    La fisica in Boiling Point è sicuramente un tema scottante e i vari motori implementati riescono a far differenziare ancora una volta il titolo dal resto della massa, ma questa volta in peggio. L’uso di praticamente lo stesso motore per ogni lato del gioco, dal controllo sulla terra ferma, alle varie sessioni di guida di automobili, barche e velivoli, fa apparire globalmente il titolo irreale e poco curato. Se in Half Life 2 correre o guidare un veicolo erano attività profondamente divise da un sistema di controllo differente e da risposte fisiche differenti, Boiling Point sembra dimenticarsi delle differenza che intercorrono fra le gambe dell’uomo, le ruote di una automobile e l’elica di una imbarcazione. Controllare un'automobile sarà praticamente identico al controllo del nostro alter ego mentre sta correndo, con l’unica differenza che gli spostamenti saranno nettamente più veloci. Le differenze si fermano irrealmente qui, nessuna modifica nella risposta del “veicolo” guidato, nessuna differenza nel sistema di controllo. Nulla. Nel complesso questa standardizzazione del sistema di controllo e di quello fisico può portare chiarezza e una semplificazione dell'avventura, ma il peso negativo che Boiling Point deve trascinarsi sulle spalle in termini di irrealismo è decisamente troppo elevato.

    Troppa varietà può far male?
    Vincente sotto l’aspetto della longevità, varietà e rigiocabilità, Boiling Point offre praticamente ogni esperienza possibile ed immaginabile al giocatore. Per tutta Realia troveremo gli oggetti più disparati, decine e decine di armi completamente personalizzabili semplicemente aggiungendo determinati oggetti, ma il bello di questo titolo è che qualunque cosa all’interno del mondo può interagire con noi e noi con essa. Se vogliamo diventare degli alcolizzati cronici le possibilità non ci mancheranno di certo. Fra bar e alcolici casualmente dispersi per l’ambientazione, più volte dovremo far visita al dottore per riuscire a toglierci il vizio del bere per tornare subito dopo a rigettarci in questo fiume di alcool. Una caratteristica fondamentale di Boiling Point: Road to Hell (non l’abbiamo mai nominato ma è questo il titolo completo del gioco) è sicuramente lo sviluppo nel tempo del nostro personaggio e del mondo di Realia. Esperienza, apprendimento, nuove capacità sono elementi già visti nei giochi di ruolo ma che questa volta vengono applicati ad un action, e i risultati sono ottimi. Prima di poter compiere determinate azioni, come guidare un’auto, dovremo accumulare l’esperienza necessaria ed imparare l’abilità specifica (un po’ come andare a scuola guida). Più esperienza avremo e più libertà potremo ottenere, ampliando sempre maggiormente le attività che potremo intraprendere durante il nostro tempo libero.

    Grafica e tecnica
    Nel complesso piacevole e di buona fattura, la grafica di Boiling Point non può sperare di salire sul podio rispetto ad altre produzioni, ma la sua figura riesce comunque a farla. Le ambientazioni sono abbastanza dettagliate e varie, mentre personaggi, veicoli ed oggetti cedono qualità rimanendo ugualmente di buona fattura. Analogamente l’audio del gioco può vantare effetti sonori reali e di sicuro impatto e temi musicali dirompenti ed adatti allo spirito del gioco. Il vero punto debole di questo titolo però è rappresentato proprio dall’lato tecnico del gioco. Esso presenta infatti numerosi, forse troppi, bug e difetti tecnici. Oggetti fusi fra loro, musiche ed effetti sonori continuamente interrotti, motore grafico pesante e numerosi conflitti con software esterni al gioco stesso minano fortemente il divertimento del giocatore e l’integrità dell’avventura, portando tutta l’intera esperienza ad uno stato di fastidiosi test per cercare di rendere fluido il gioco sul nostro computer.

    Concludendo
    Boiling Point si attesta quindi come un valido prodotto, con una libertà e longevità grandiosa ma con un lato tecnico non eccelso e ricco di difetti. Chi avrà la pazienza di sorbirsi i lunghi caricamenti e di personalizzare le impostazioni di gioco per cercare il miglior compromesso fra qualità e prestazioni rimarrà sicuramente affascinato dall’universo che Deep Shadows è riuscita a creare ma per tutti gli altri è meglio aspettare una qualche patch ufficiale da parte di Atari e confidare che il gioco non ci porterà sull’orlo di una crisi di nervi.

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