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Le corse clandestine imperversano su PSP.
Qualcuno, scherzosamente, lo potrebbe rinominare Midnight Club 3 Wait Edition, ma è indubbio che il fondo di verità che si cela dietro a una simile nomenclatura sta alla base del tradimento del titolo Rockstar nei confronti della propria portabilità. MD3DE è più che una discreta conversione di quanto visto qualche mese or sono sulle console a 128 bit, ma una volta che il divertimento abita a quasi due minuti dall’inizio del caricamento, appare quantomai scontato che questo stato di cose non si concili perfettamente in una console che, vista la sua natura, richiede partite celeri e spedite.
Il copione è oramai di quelli classici: varie città ove scorrazzare gestite tramite caricamenti in streaming, infinite possibilità di tuning sulle vetture, gare clandestine e velleità simulative rasenti lo zero. Un gameplay a questo punto classico sulle console a 128 bit, ma ameno al panorama handheld che, in questa versione PSP, pare non voler sacrificare nulla se non dal punto di vista dei caricamenti: quasi un minuto per le gare normali, qualche secondo per il caricamento delle varie vetture dentro il garage, e una situazione che si fa ancora più tragica per quanto riguarda il cambio di pezzi, con una scelta che ha dell’incredibile e una schermata che ogni volta richiede qualche secondo di troppo per mostrare la macchina con la modifica. E così il porting di casa Rockstar comincia ad imbarcare acqua, ed è un vero peccato considerato che, dal punto di vista prettamente tecnico, il lavoro svolto in fase di conversione ha dell’incredibile. Come proferito in occasione della recensione per la sorella maggiore PS2, MD3DE è un racing game arcade di razza, che punta a un’esperienza viscerale basata sulla velocità, i sorpassi in derapata e le corse in contromano sfrecciando in mezzo al traffico cittadino. Fast & Furious insegna, Rockstar recepisce la lezione alla perfezione, elevando al quadrato quell’universo di corse clandestine già perfettamente ricreato nel secondo capitolo. Pur mettendo alla porta (anzi fuori, con un calcio ben assestato) tutte le velleità di realismo, MC3 ricrea discretamente tutto quel che gravita intorno al mondo delle quattro/due ruote, e lo fa partendo dall’egregia ricostruzione di tre città su cui scorrazzare, dove la notte è sempre giovane e il silenzio è frantumato dal rombo dei motori.
Il grado di customizzazione è sbalorditivo, cosicché, senza girarci intorno, il tuning delle vetture risulta uno dei pilastri portanti del titolo Rockstar. Spoiler, vinili, aerografie, tubi di scappamento, upgrade del motore, disegni, targhe e ogni possibilità di personalizzazione pare sia lasciata al giocatore, in una sezione di tuning che si lascia alle spalle anche i più illustri colleghi. Il parco vetture vanta nomi illustri quali Mercedes, Lexus, Hammer e Lamborghini, senza scordare moto del calibro di Ducati ed Aprilia. Dal punto di vista prettamente grafico, la piccola PSP gestisce il tutto alla perfezione, con giusto qualche singhiozzo in un frame-rate che comunque si attesta sempre a un livello accettabile e un senso di velocità che tocca dei picchi pazzeschi. Ma è comunque la gestione di città dalle così elevate proporzioni a destare stupore, in un porting che da questo punto di vista può considerarsi pienamente riuscito. Il reparto audio, affianca ad effetti sopra la media una colonna sonora di tutto rispetto che si avvale di band del calibro di T.I., Trick Daddy, Fat Joe, Fabulous, Twista e tanti altri. Volendo chiudere, Midnight Club 3 ha il pregio di non sfigurare dinnanzi alla versione per la sorella maggiore di casa Sony, ma alcuni caricamenti estenuanti inficiano, e non poco, una giocabilità pensata per partite veloci.
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