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Singstar ritorna.
Il fascino del prodotto atipico, che scansa i casual gamers intossicati da fps, action o rpg per proporsi a un’utenza differente - e riuscendo a piazzare un numero considerevole di copie coi diretti predecessori (ben due milioni in tutto il globo) - avvolge una soluzione ardita ma comunque vincente che prende il nome di Singstar. Nonostante la nomea di videogioco cominci a stargli stretta, il prodotto SCEE si pone all’utenza come un puro e semplice karaoke che s’avvantaggia della presenza di trenta brani famosi, senza per questo scardinare il concept alla base del predecessore e limitandosi a cambiare i brani presenti e poco più. Un'espansione, a ben vedere.
Troppo poco? Forse no, considerato il divertimento bislacco che regala. L’idea alla base è semplicistica, quasi banale: nello parte inferiore dello schermo, sotto il video, scorre una barra blu che evidenzia le parole in base al tempo della musica. Manco a dirlo, al giocatore è richiesto di cantare a tempo - usufruendo di uno dei microfoni contenuti nella confezione e collegabili alla PS2 tramite la porta usb – e dimostrare una valida intonazione. Sostanzialmente, ottenere un buon punteggio a Singstar equivale ad andare in un locale dove effettuano il karaoke ed evitare una magra figura, ma anche le ugole meno intonate potranno abusare del permissivismo del riconoscimento vocale, perché spesso e volentieri la PS2 pare un critico musicale completamente sordo, non sempre perfetto nel valutare il livello d'intonazione e il giusto tempismo nell'esecuzione. Ovvero, se avete una voce che nemmeno Frank Sinatra avrete modo di ottenere ottimi risultati, ma se il vostro apparato vocale non va oltre al canto sotto la doccia, con voce rauca, potrete lo stesso ottenere buoni risultati.
Un’idea vetusa come le piramidi ma che in ambito videoludico risulta originale (Singstar è ancora unico nella sua categoria), e che nella sua semplicità pare rasentare la perfezione. Certo, qualche miglioramento al riconoscimento vocale o un numero più elevato di canzoni (il totale di trenta è comunque ragguardevole) avrebbe giovato non poco alla longevità, ma già così i motivi di diletto per il giocatore sono molteplici. E’ apprezzabile in questa versione pensata ad hoc per il mercato italiano la presenza di più artisti locali (tra cui Zucchero, Negrita, Neffa e Renga), ma anche i brani stranieri presenti risultano decisamente validi. Ecco l'elenco completo: “Alexia - Da Grande”, “Avril Lavigne - Sk8er boi”, “Beyoncè - Crazy in love”, “Biagio Antonacci – Convivendo”, “Black Eyed Peas - Shut up”, “Blink-182 - What's my age again?”, “The Dandy Warhols - Bohemian like you”, “La differenza - Che farò”, “Elisa – Luce”, “Francesco Renga – Meravigliosa”, “Good Charlotte - I just wanna live”, “Hoobastank - The reason”, “Joss Stone - Super duper love (Are you diggin' on me)”, “Keane - Somewhere only we know”, “Kylie Minogue - In your eyes”, “Neffa - Le ore piccole” “Negrita – Magnolia”, “Outkast – Roses”, “Paola e chiara - A modo mio”, “Robbie Williams - Let me entertain you”, “Robbie Williams and Kylie Minogue – Kids”, “Ronan Keating featuring Yusuf - Father and son”, “Subsonica - Tutti i miei sbagli”, “Tiziano Ferro - Sere nere”, “Velvet - Funzioni primarie”, “Zucchero – Baila”, “Zucchero & Mousse T - Il grande Baboomba”.
A sottolineare la sua prerogativa da party-game è la mancanza della modalità carriera, sacrificata (o ritenuta priva d'effetto) in nome della modalità multiplayer che si suddivide in più varianti. Presenti i cosiddetti brani medley, ognuno contenente cinque pezzi di altrettante canzoni, la possibilità di collegare l'Eye Toy e quella di modificare la voce dei cantanti. Dal punto di vista grafico, non c'è poi molto da dire: visivamente apprezzabile e colorata risulta l'interfaccia di gioco, mentre a schermo scorrono i video musicali con sotto le parole, per un risultato finale che risulta decisamente funzionale. Il reparto audio, ovviamente, va valutato in base ai gusti dei giocatori, difatti trovate la lista delle canzoni oltre che nel corpo della recensione, nel box apposito. In definitiva, Singstar Radio 105 è un titolo vincente nella sua banalità di fondo. Un prodotto che deve essere inteso sotto l’ottica dell’atipicità, non potendosi indirizzare al giocatore classico ma offrendosi a una diversa utenza. Un titolo per serate all’insegna del divertimento senza troppi fronzoli, che offre un campionario musicale ben assortito pur trovandosi carente per quanto concerne il gioco in singolo: ma in fondo, dietro la facciata da karaoke, si nasconde un party-game.
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