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Shadow the Hedgehog - Xbox (Recensione)
a cura di
Alessandro Onano (Dicembre 2005)
Piattaforma: Xbox
Software House: Sega
Sviluppatore: Sonic Team
Genere: Arcade
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    8,2


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    Dopo Sonic, spetta a Shadow, suo nemico giurato, avere un titolo tutto suo. Guidate la palla di spine in livelli lineari ma colmi di rampe, saliscendi e soprattutto nemici!

    The Dark Side
    Apparso per la prima volta in Sonic Adventure 2 per Dreamcast, Shadow era uno dei personaggi più misteriosi dell’universo del porcospino blu. Partendo da qui, Sega ha voluto togliere il velo e dedicare un gioco a questo oscuro riccio nero che, anche senza la velocità del suo omologo blu, dimostra un carattere più che deciso. Inizialmente diviso tra il disprezzo per il genere umano e i ricordi sbiaditi di una scappatella con una ragazza, Shadow si ritrova suo malgrado al centro di un conflitto che oppone la razza umana a degli invasori extraterrestri. Spetterà al giocatore aiutarlo a ritrovare la memoria… è stato creato per salvare il mondo o per difendere le forze del male?


    Scegli il tuo destino
    L’idea di partenza di Shadow The Hedgehog è piuttosto seducente. Anche se i percorsi e i finali possibili siano molteplici, esistono principalmente tre missioni (neutrale, dalla parte degli umani o dalla parte degli alieni), all’interno delle quali è possibile spostarsi nel corso della storia. Il metodo più semplice e, chiaramente, il più veloce per terminare il gioco è di proseguire sempre dritti, senza lasciarsi trasportare da Sonic e il resto della banda né ascoltare gli spregevoli alieni che hanno il cattivo gusto di darvi ordini di continuo. Shadow ha i suoi buoni motivi per raccogliere i Chaos Emerald, così che se si accontenta di portare a termine solo questo compito alla fine di ogni stage, il gioco si concluderà in un batter d’occhio dopo aver concluso i sei livelli in linea retta. Appare così chiaro che il gioco del Sonic Team si basa sul replay value. Mediamente, chi vorrà sbloccarlo completamente (22 livelli con 10 finali differenti), dovrà giocarci almeno tre volte, prendendo ciascuna delle vie a disposizione.

    Nella pratica, sarete sfidati regolarmente dagli emissari dell’una o dell’altra fazione. Dalla parte dei buoni faranno apparizione i vari personaggi dell’universo Sonic, dai più (Sonic, Tails, Knuckles) ai meno conosciuti. Ogni livello è caratterizzato da un obiettivo da raggiungere che determinerà la via che seguirete. Per rimanere neutrale, sarà sufficiente arrivare alla fine del percorso, ma il gioco si rivela un po’ più complicato ed interessante nel momento in cui si tratta di raggiungere gli obiettivi particolari di una modalità. In generale si tratterà sia di raccogliere oggetti specifici che di eliminare le truppe nemiche. La fase di ricerca, pur preservandone la classica dinamicità, si discosta dai precedenti Sonic. I livelli sono lineari tanto da somigliare più a circuiti che a livelli di un gioco d’avventura. Con un gameplay molto arcade, Shadow può sfruttare delle zone di checkpoint (che fungono anche da teletrasportatori) che gli danno la possibilità di tornare sui suoi passi, al contrario dei predecessori che raramente permettevano a Sonic di ripercorrere il cammino in senso inverso. Shadow The Hedgehog sfrutta un gameplay arcade e molto dinamico pur costringendovi ad esplorare con attenzione l’ambiente di riferimento alla ricerca dei differenti obiettivi.

    Armati fino ai denti
    Già dalla copertina del gioco si sarebbe potuto pensare ad una svolta orientata verso le armi da fuoco. Fortunatamente non è così. Si può tranquillamente progredire anche senza raccogliere nessuna arma. Shadow evita di cadere nella trappola degli sparatutto, ma è comunque un peccato privarsi del piacere di vedere come questo porcospino cleptomane possa utilizzare come arma qualsiasi cosa trovi sulla sua strada. In virtù del libero arbitrio di cui può disporre, Shadow può utilizzare diversi poteri speciali a seconda che segua la via del bene o del male. Il Chaos Control trasforma il porcospino in Super Shadow, permettendogli di procedere a grande velocità distruggendo tutto ciò che incontra sul suo cammino. Il Chaos Blast permette a Shadow di provocare una grande esplosione. Per accumulare punteggio per questi poteri occorre, rispettivamente, eliminare gli umani o gli alieni. Questo principio impedisce evidentemente di procedere con molta rapidità come nei precedenti capitolo del franchise di Sonic poiché occorre fare molta attenzione a non eliminare tutto e tutti indistintamente a seconda che si voglia rimanere buoni o cattivi. La prudenza è quindi d’obbligo rendendo il gameplay piuttosto lento. Questo chiaramente non soddisferà i fan della serie perché si perde uno degli elementi più attraenti dei titoli precedenti. Avanzando come un fulmine, in Shadow non potrete quasi mai sfruttare i poteri speciali ed avrete accesso solamente alla modalità neutrale.



    Il problema è che anche procedendo con cautela risulta facile eliminare per errore delle unità “amiche” a causa di una cattiva gestione della modalità di attacco “spin dash” che ci dirige in automatico verso l’unità più vicina, anche se situata dietro di noi, che sia buona o cattiva. Così non sarebbe stato male avere la possibilità di decidere se attaccare unicamente gli umani o gli alieni evitando così diversi problemi. Questa modalità di attacco è anche controproducente quando la si utilizza nei pressi di un precipizio nel momento in cui dopo aver eliminato un nemico, il rimbalzo può farvi atterrare… nel vuoto! Questo accade spesso e lascia una sensazione di profonda ingiustizia di fronte alla giocabilità del prodotto. Per evitare questo si è costretti ad utilizzare le armi lasciate dai nemici o prese dalle casse sul percorso e che costituiscono sicuramente una delle grosse particolarità di Shadow rispetto alla serie di riferimento. A questo si aggiunge anche la possibilità per il porcospino nero di guidare una vasta gamma di veicoli. Peccato che la manovrabilità sia abbastanza delicata e si ha non poca difficoltà ad imporre la nostra volontà a questi mezzi di locomozione capricciosi. In breve, le aggiunte rappresentate dalle armi e dai veicoli non sono delle più convincenti.

    Il Sonic Team non delude nel dinamismo di alcuni passaggi. Abbiamo detto che è possibile concludere il gioco in breve tempo ma le zone da scoprire sono tante e i passaggi tra i buchi neri dello spazio o i giri della morte sulle strade in rovina sono dietro ogni angolo. I livelli psichedelici stile Matrix fanno la loro figura anche se mancano un po’ di vegetazione e spazi naturali. Anche la visuale di ripresa presenta le sue pecche di gestione rendendo molto complicati i salti da una piattaforma all’altra, costringendoci a riaggiustare manualmente la telecamera e talvolta privandoci di questa possibilità a causa delle angolature fisse. Una funzionalità che permettesse di fissare la visuale alle spalle di Shadow non sarebbe stata di troppo.

    Shadow arriva dunque anche ad abbagliarci ma troppo poco spesso e la realizzazione potrà sembrare superata per la maggior parte dei giocatori. Tuttavia Shadow The Hedgehog è il classico esempio in cui una pessima realizzazione può non intaccare il divertimento. Trasporre l’universo Sonic in un ambiente più “noir” non era così facile e Sega ha forse, per ora, perso questa scommessa. Solo il libero arbitrio e le diverse vie che permettono di terminare il gioco in modi diversi risultano simpatici. Il resto è al massimo onesto (scenario), nel peggiore dei casi molto deludente (gameplay). In definitiva, lungi dall’essere una hit indimenticabile, Shadow The Hedgehog saprà far passare qualche buon momento a chi gli darà una possibilità concedendo che anche Sonic in 3D non è inevitabilmente da buttar via.

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