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Macchine sportive, curve mozzafiato, traffico lento per altro non segnalato dai commissari di gara… ah già: non ci sono commissari di gara quando si corre con il pedale a tavoletta lungo statali e strade provinciali.
Se siamo affezionati ai punti della nostra patente e non vogliamo arrivare al “game over” burocratico correndo a rotta di collo per le strade del nostro circondario, possiamo sfogare tutta la nostra voglia di velocità e di adrenalina con questo nuovo titolo della Atari. Come tutti i giochi di corse, World Racing 2 non ha bisogno di particolari introduzioni od altro: automobili sportive, circuiti cittadini, dare il massimo per arrivare primi. Questo in poche parole il succo del gioco. Dopo aver dedicato oltre 4 GB del nostro hard disk all’installazione del gioco, siamo pronti a creare il nostro profilo. La scelta e’ obbligata, nel senso che abbiamo a disposizione solamente alcuni piloti tra cui scegliere il nostro alter ego virtuale. Dal momento che la grafica di WR2 e’ davvero spettacolare, avremmo sicuramente preferito la possibilità di crearci dal nulla il nostro pilota, intervenendo, come avviene in altri titoli (primo su tutti “Tiger Wood PGA Tour 2005”), sulle singole caratteristiche del personaggio. Fortunatamente un gioco di corse viene acquistato per altri motivi e non solo per la possibilità di scegliere il rosa antico come colore per la tuta del nostro campione. Dopo aver stabilito il pilota, o “la” pilota, dal momento che possiamo decidere di vestire i (pochi) panni di avvenenti guidatrici, e dopo aver configurato i controlli di gioco, siamo pronti per sederci alla guida del nostro bolide. Come sempre accade, le prime tre gare/missioni servono per farci prendere dimestichezza con il comportamento dell’auto e per avere un primo approccio con le caratteristiche di questo titolo. L’idea di “travestire” le gare nel traffico cittadino da missioni reali (portare un’auto da una parte all’altra della città entro un certo limite di tempo per conto d’un autonoleggio; provare l’ultimo modello di Alfa per una nota rivista del settore; ecc.) e’ davvero originale e dimostra il notevole sforzo della Atari di voler proporre qualcosa d’innovativo in un genere inflazionato quale quello delle gare automobilistiche. Tuttavia, non appena la luce rossa dal semaforo scompare, ci dimentichiamo di tutto quello che sta’ dietro alla nostra corsa e ci concentriamo sul nostro unico obiettivo: vincere.
Grafica Vs. Giocabilita’
Bastano pochi chilometri al volante per apprezzare il gran lavoro fatto dai ragazzi della Synetic Racing a livello grafico. La nostra auto, quella dei nostri avversari, le auto che costituiscono il traffico cittadino, tutte sono state riprodotte in modo assolutamente fedele. Davvero ben fatte le texture delle automobili che, tra cromature e decalcomanie, presentano un livello di dettaglio che sfocia nel maniacale. Stesso trattamento e’ stato riservato alla deformazione dei mezzi a seguito di scontri, uscite di strada, colpi subiti. Rimarremo quasi ipnotizzati dal realismo con cui il paraurti posteriore, rimasto attaccato solamente in alcuni punti al corpo auto, dondola e striscia sul manto stradale, mostrando fiero ed orgoglioso le sue ferite di guerriero. Allo stesso modo rimarremo piacevolmente colpiti dalla profondità di dettaglio raggiunta dallo sfondo e dagli elementi secondari (alberi, case, pubblico, …) che sfrecciano veloci sui nostri monitor. Le premesse per essere di fronte al nuovo titolo di riferimento del genere automobilistico ci sono tutte, vediamo se le aspettative non vengono deluse. Prima, seconda, terza, curva a destra, rettilineo, seconda, ancora curva a destra e… tutto crolla miseramente. Il comportamento delle auto e’ lontano anni luce dal livello di realismo raggiunto da altri titoli (“Need 4 speed underground 2” giusto per citarne uno). Patinamenti eccessivi, esagerati sovrasterzi di potenza, salti da viadotti interrotti, ci fanno ben presto capire che gli sviluppatori si sono votati al genere arcade. Che la scelta dei programmatori sia senza compromessi e’ evidente anche dal modo in cui ci viene indicato che stiamo per affrontare una curva a velocità eccessiva. Una serie di frecce colorate, dalla forma in tutto e per tutto simile a quelle utilizzate nella realtà per segnalare una curva pericolosa, ci appare a bordo pista poco prima di affrontare la curva: verde indica che la velocità e’ giusta; giallo se rischiamo di perdere il controllo; rosso quando dobbiamo assolutamente mettere mano al freno. Idea originale ma che sminuisce l’abilita’ del pilota di valutare con un colpo d’occhio la giusta velocità d’inserimento. Quello che lascia maggiormente perplessi e’ che la perfezione, carente dal punto di vista “comportamento dell’auto”, ci viene richiesta nello stile di guida. Al primo contatto rude con un’auto avversaria od in seguito all’eccessivo ricorso a scorciatoie veniamo, infatti, penalizzati. Ma non eravamo di fronte ad un arcade in piena regola? Dipende. Da cosa? Forse dal piede con cui i programmatori della Synetic Racing si erano svegliati quel giorno. La delusione raggiunge il suo culmine quando, a seguito di un incidente o d’un errore di guida del pilota gestito dal computer, vediamo annullarsi nel giro di poche curve il vantaggio accumulato, nonostante la nostra guida perfetta. Non consola minimamente che lo stesso trattamento ci venga a nostra volta riservato in caso d’uscita di strada. Davvero un peccato che la maniacale ricerca della perfezione a livello grafico, non sia stata conservata anche per lo sviluppo del modello fisico di comportamento delle auto. Automobili che, oltretutto, sono prese da reali case automobilistiche: Alfa Romeo, Wolkswagen, Skoda, Mercedes-Benz, Lotus, … L’impostazione puramente arcade del titolo giunge finalmente alla ribalta alla luce dell’ottimo multiplayer. In World Racing 2 e’, infatti, possibile sfidare cinque amici e/o colleghi via LAN oppure via internet (dando per scontato in questo ultimo caso di avere a disposizione connettivita’ a banda larga). Anche il reparto audio sembra ricalcare le orme del contrasto simulazione/arcade di cui sopra. Le musiche rock/punk coinvolgono completamente il giocatore, garantendo un’ottima resa del senso di velocità ma, al tempo stesso, i SFX, mediocri e poco realistici, ci ricordano (purtroppo) che siamo seduti alle nostre scrivanie e non al volante della supersportiva di turno.
Conclusioni
La grafica di World Racing 2 e’ davvero ottima e vale da sola l’acquisto del gioco. I fondali scelti per fare sfondo alle nostre gare, i giochi cromatici che si susseguono sulla vernice delle carrozzerie, le cromature dei cerchioni, tutto e’ stato creato ad arte dai ragazzi della Synetic Racing. L’ottimo lavoro di programmazione emerge anche nell’estrema fluidità di scorrimento anche nei momenti di massimo stress per processore e GPU. Purtroppo, però, la scelta di incanalare tali e tanti sforzi nello sviluppo di un arcade puro invece della realizzazione di un vero e proprio “simulatore automobilistico”, lasciera’ perplessi (e delusi) la maggior parte di noi. Graficamente World Racing 2 sarebbe potuto diventare il nuovo punto di riferimento per il genere sportivo/automobilistico, ma le scelte degli sviluppatori lo relegano alla normalità.
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