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Sequel indiretto dell’anonimo Sonic R apparso nel lontano 1997 sulla sfortunata Sega Saturn, Sonic Riders tenta nuovamente la strada degli arcade racing, proponendo uno spin off che vorrebbe rimediare agli ultimi passi falsi del Sonic Team.
Di correre, il simpatico porcospino blu non può proprio farne a meno, del resto è nella sua natura: dalla nascita su Sega Megadrive fino alle mirabolanti avventure su Sega Dreamcast l’abbiamo visto raggiungere velocità vertiginose con il solo aiuto delle sue inconfondibili scarpette rosse. L’attuale generazione a 128 bit, scartando l’ormai defunta “Scatola dei Sogni” Sega ha ricevuto da Sonic solo scottanti delusioni, poiché il Sonic Team, inspiegabilmente, non è riuscito nell’intento di dedicare un degno capitolo alla sua mascotte. I tentativi da parte della software house di non far dimenticare Sonic hanno inesorabilmente fallito sotto ogni aspetto e i due spin off Sonic Heroes e il recente Shadow The Hedgehog hanno deluso i fan che probabilmente speravano di mettere le mani su dei nuovi Sonic Adventure, almeno qualitativamente parlando. Per questo motivo l’improvvisa apparizione dei primi screen di Sonic Riders non ci ha esaltati particolarmente, ponendo nella nostra mente mille dubbi e qualche scarsa speranza di rivalutazione. Se Sonic Heroes ha discretamente riprodotto le soleggiate spiagge e l’adrenalinico gameplay dei primi capitoli in 2D introducendo la simpatica variante dei team da combinare a proprio piacimento e il pessimo Shadow The Hedgedog ha approfondito il misterioso passato della nemesi nera di Sonic in un action di dubbio gusto, questo Sonic Riders abbandona lo stile avventuroso della serie adottando un approccio decisamente inedito: la famosa istrice, probabilmente stanca di correre e con le vesciche ai piedi, si dedica allo sport freestyle.

A primo impatto il gioco ricorda per colori e ambientazioni il divertente Trickstyle di casa Criterion che forse non tutti rammenderanno (trattasi fondamentalmente di un racing futuristico dove gareggiavano baldi giovani su degli skateboard volanti; Ritorno al Futuro vi dice nulla?). Dopo aver inserito il disco nella nostra fida PS2 assisteremo ad una spettacolare intro a cartoon che mostrerà i personaggi principali del gioco. Questa volta l’inossidabile terzetto Sonic, Tails e Knuckles deve vedersela con una banda di riders che gara dopo gara rischiano di mettere in serio pericolo… la reputazione di sua maestà Sonic. Grazie ai loro futuristici skateboard infatti riescono a raggiungere velocità considerevoli attirando le attenzioni di tutti e mettendo in secondo piano le staffette del povero porcospino. Sonic decide così di riscattarsi partecipando ad un importante competizione, e per la prima volta in vita sua non correrà appiedato ma si cimenterà volteggiando con una tavola a reazione. In realtà la gara sarà un pretesto da parte del famigerato Dott. Ivo Robotnik, meglio conosciuto come Eggman, per aver Chaos Smerald in quantità, ma non osiamo svelarvi altro della pretestuosa trama. Numerose le modalità che andremo ad affrontare, dalla onnipresente Modalità Storia dove dovremo sfidare l’agguerrito Team Dark seguendo i risvolti della trama alla Gara Veloce, competizione immediata con possibilità di scelta del circuito.
A completare la rosa vi sarà il Time Attack, il Gran Premio Mondiale che ci permetterà di disputare mini-tornei composti da cinque gare, la Modalità Sopravvivenza in cui si dovranno superare determinate prove di abilità e infine la Modalità Squadra. Oltre al single player che risulta essere convincentemente longevo per un racing di questo genere, è interessante soffermarsi sul lato multiplayer che permette di disputare le diverse modalità illustrate in compagnia di uno o più amici (fino a quattro giocatori) splittando lo schermo. La resa grafica e soprattutto la fluidità in questo caso saranno compromesse, ma è comunque da apprezzare la simpatica aggiunta del multi che di questi tempi sembra essere tagliata dalla maggior parte dei racing alla Mario Kart. La modalità che sfrutta appieno le sfide in multiplayer è la Sopravvivenza; in circuiti ovali oltre a raggiungere il traguardo sarò necessario guardarsi continuamente le spalle dagli attacchi nemici e reagire di conseguenza usufruendo dei numerosi power up disseminati sul percorso. In Sonic Riders la velocità non è tutto, si tratta pur sempre di uno sport molto simile allo snowboard ed è per questo che il Sonic Team ha optato per un approccio spettacolare fatto di evoluzioni, trick e grind. Non siamo ai livelli tecnici di un SSX di EA, questo è certo, ma le acrobazie non mancano nonostante appaiano poco articolate e a volte imprecise, tanto che l’estrema caoticità che si viene a creare durante le gare rende tutto confuso dando poco tempo alla premeditazione di salti, sorpassi o scorciatoie.

Il punto debole del gioco risiede proprio in un'eccessiva automazione dell’azione dove rampe, vortici, bivi e quant’altro sono disposti in maniera del tutto approssimativa; verremo sbalzati da una parte all’altra del circuito senza avere il tempo di capire cosa sta accadendo, una vera e propria orgia di colori ed elementi di contorno distribuiti forse in maniera eccessiva e sicuramente disordinata. Un vero peccato considerando che stiamo parlando di gameplay, ed è proprio in questo che Sonic Riders fallisce mostrando un approccio controverso e poco digeribile anche dopo aver smanettato sui semplici comandi. Graficamente è stato usato il medesimo motore grafico di Sonic Heroes, i colori sgargianti non mancano e l’impatto visivo generale è alquanto gradevole, gli scenari pur essendo quantitativamente pochi risultano estremamente variegati e ricchi di simpatiche trovate artistiche, la palette grafica però com’è già stato accennato risulta gratificante in determinati circuiti e stona invece in altri. Abbiamo riscontrato diversi difetti grafici dovuti al Renderware e tra l’altro già trovati in Sonic Heroes, texture slavate e poco definite, frequenti compenetrazioni di poligoni e clipping qua e là. La fluidità rimane fortunatamente su livelli accettabili, i cali di frame sono pressochè rari e quando presenti appaiono impercettibili. In definitiva Sonic Riders non riesce a sfruttare un idea che per quanto poco originale avrebbe contribuito al rinvigorimento della mascotte Sega in attesa del prossimo Sonic The Hedgehog previsto su Playstation 3. Sonic Team ha dimostrato ancora una volta quanto risulti insicura e impacciata nei confronti degli attuali hardware, dal canto nostro continuiamo a non sottovalutarla, consci della qualità dei due splendidi Sonic Adventure nutriamo ancora fiducia nonostante queste piccole delusioni, in un certo senso accettabili visto e considerato che si tratta di semplici spin off. Ora aspettiamo con ardore la rivalsa del porcospino blu.
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