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Ridge Racer 6 - Xbox 360 (Recensione)
a cura di
Valerio Marongiu (Marzo 2006)
Piattaforma: Xbox 360
Sito ufficiale: http://namco-ch.net/ridgeracer6/index.php
Software House: Namco Bandai
Sviluppatore: Namco Bandai
Distributore: Electronic Arts
Genere: Racing
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    5,8


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    L'ennesimo capitolo della saga automobilistica made in Namco, sempre pronto a presenziare l'uscita di una nuova console.

    Se è vero che il genere dei racing simulativi nasce come anomalia genetica che deriva dal suo progenitore, il racing game arcade, Ridge Racer 6, parimenti a titoli quali Outrun 2 (o 2006, recentemente recensito in queste pagine) risulta un prodotto avente una concezione ludica risalente all’epoca paleolitica, ma ancora capace di strappare consensi. Ironicamente, qualcuno potrebbe asserire che il giochino d’apertura presente durante la schermata di caricamento, Pac-Man, risulta avere un gameplay meno vetusto rispetto a quello di RR6. Esagerazioni a parte, è comunque doveroso constatare che il racing game Namco interviene ancora una volta a presenziare l’uscita di una nuova console, ma ancora una volta si presenta con un gameplay anacronistico che propone difetti oramai diventati storici per alcuni, pregi cronici per altri. Se la concorrenza si indirizza sempre più verso modelli di guida realistici, RR rimane ancorato alla vecchia concezione di racing game arcade, dove non è ricercato alcun fondamento realistico e dove il fine è quello di divertire il giocatore con una formula semplice e genuina.


    Questa evidente volontà da parte dei programmatori, impone di chiudere un occhio su aspetti quali la scarsa intelligenza artificiale delle macchine avversarie, su un sistema di collisioni ridicolo e su macchine che rallentano drasticamente con il contatto del bordo pista, sia esso un banale marciapiede o un qualsiasi muro. Al giocatore è chiesto di sedersi comodamente all’interno della vettura, girare la chiave, allacciarsi la cintura e premere il pedale a tavoletta lasciando da parte fattori quali la perfetta entrata in curva, il dosaggio del freno (utile come un freezer al polo nord) o l’uso sapiente del cambio. L’immediatezza professata dal prodotto Namco, fa sì che l’unica preoccupazione del pilota sia quella di schivare le macchine avversarie, affrontare le curve con feroci derapate e, di tanto in tanto, premere il pulsante della nitro e schizzare a velocità supersoniche. Piuttosto che la perfetta conoscenza della vettura, è richiesta la capacità di slanciarsi sfidando la forza centrifuga al fine di effettuare infinite curve senza rallentare minimamente la velocità: appreso questo, al giocatore non rimane che affrontare gare che seguono un leitmotiv ridondante, e dove l’accumulo della nitro dovuto a continue manovre spericolate sfocia in velocità adrenaliniche. Ed a volte è proprio il saggio utilizzo della nitro che può portare a una vittoria altrimenti insperata, richiedendone l’utilizzo solamente al momento propizio.


    Padroneggiare un titolo come Ridge Racer 6 richiede pochi istanti, perfino al giocatore occasionale. Nonostante ogni pista abbia una conformazione accidentata alternando salite, curve lunghissime, chicane e discese ad alte velocità, queste non richiederanno mai uno studio attento ma potranno sempre essere affrontate col giusto utilizzo della derapata, con cui affrontare qualsiasi curva, e della già citata nitro. Così, appare chiaro fin dal principio che il sesto capitolo della serie rimane fedele alla tradizione, così tanto che risulta non certo facile riuscire a cogliere novità rispetto a RR5 che non siano il reparto grafico o comunque fattori non inerenti il gameplay. Se questa mancanza di novità può non essere vista come un difetto ma come una precisa volontà degli sviluppatori, diverso è il discorso concernente la scarsa velocità delle vetture nelle categorie iniziali e di un titolo che, nelle prime ore di gioco, fatica a regalare adrenalina al fruitore. Fortunatamente, a una formula di gioco che già dopo le prime gare comincia a essere ripetitiva, Namco risponde inserendo una modalità carriera dal nome World Xplorer che riesce in parte ad invogliare il giocatore ad andare avanti, grazie a un consistente sistema di premi (macchine, tracciati, modalità extra) e una scelta delle gara da affrontare in parte rimessa alla volontà del giocatore. Non certo un modo per cambiare lo svolgimento delle gare, che tranne l’ambientazione (sia essa una città futuristica o una pista immersa nella campagna) risultano più o meno tutte uguali.

    Il resto sono le ormai classiche modalità Time Attack (corsa contro il tempo), gara singola, partita in multiplayer tramite Xbox Live (col supporto che arriva fino a 14 giocatori) oppure tramite split screen. Inutile dire che anche da questo punto di vista le novità rasentino lo zero e che è la modalità online a far la parte del leone, con gare divertenti che tradiscono non poco la ripetitività di quelle in singolo e che, finalmente, regalano quell’adrenalina e quel grado di sfida che ci si aspettava perfino nella modalità in single player. Da segnalare inoltre l’assenza totale di lag, nonché le numerose personalizzazioni nella creazione di una stanza dove invitare vari amici.


    Dal punto di vista grafico il prodotto Namco fatica a dimostrare la sua natura next-gen, sia per quanto riguarda la mole di poligoni su schermo, incapace di sbalordire, sia per quanto riguarda il rivestimento di texture. Il risultato finale è all’insegna della pulizia e del minimalismo, ben lontano dai fasti visivi di Project Gotham Racing 3 (insieme a Most Wanted unico metro di paragone attualmente disponibile). Quanto a elicotteri che solcano il cielo o maxischermo giganti all’ingresso di galleria, potevano stupide su PSX, non certo su 360. Venendo al reparto audio, dietro la vocina hi-tech della vocalist abbiamo il solito carosello di musiche techno, che nel corso degli anni hanno diviso l’utenza: impossibile quindi esprimere un giudizio oggettivo in tal senso, lasciando il tutto ai gusti del lettore. Volendo terminare va detto che se la volontà nel titolo Namco, peraltro evidente, era quella d’essere fedele alla tradizione, allora il risultato finale non delude le aspettative. Ridge Racer 6 ancora una volta propone una formula semplicistica che punta tutto sull’immediatezza e sull’adrenalina: chi si aspettava qualche novità rimarrà deluso, gli altri che hanno apprezzato i precedenti capitoli, potrebbero accontentarsi anche di questo. Anche se “accontentarsi”, a volte non è abbastanza.

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