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Yoshi's Island 2 - Nintendo DS (Recensione)
a cura di
Niko Guglielmi (Dicembre 2006)
Piattaforma: Nintendo DS
Software House: Nintendo
Sviluppatore: Artoon
Distributore: Nintendo
Genere: Avventura
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    5,7


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    Dopo un periodo di gestazione di undici lunghi ed interminabili anni, Baby Mario è rinato sulla piccola console Nintendo in compagnia di nuovi amici e accuditi ancora una volta dai colorati e simpatici Yoshi.

    Nel lontano 1995, su Super Nintendo fece la sua prima e timida apparizione il platform che a detta di molti sarebbe riuscito a distrarre dal famigerato e intoccabile Super Mario World. Yoshi’s Island narrava una meravigliosa fiaba, l’inedita storia di Mario e di come fosse giunto sull’isola dei saltellanti Yoshi’s quando era ancora in fasce. Un prequel vero e proprio che mostrava l’incredibile avventura del pargolo non ancora baffuto accudito affettuosamente dai piccoli rettili, uno di questi sarebbe di lì a poco diventato l’insostituibile compagno di Mario negli episodi a venire. Yoshi’s Island ebbe un incredibile successo. La veste grafica, realizzata con uno stile inconfondibile molto vicino all’odierno cell-shading era caratterizzata da spessi contorni neri e le calde tonalità sembravano buttate di getto da un bambino alle prese con una scatola di pastelli a cera: visivamente su Super Nintendo non si era visto mai nulla del genere. Inoltre, il gameplay pressoché perfetto contribuì a renderlo uno dei migliori giochi di piattaforme mai realizzato nonché esempio calzante di gioco immortale. Nonostante il peso gli anni difatti Yoshi’s Island risulta sempre attuale e incredibilmente divertente.

    Dopo la gradita conversione su Gameboy Advance e il mediocre esperimento Yoshi Touch & Go, il popolo videoludico cominciò a rassegnarsi all’idea di non poter più rivivere le gesta di Baby Mario fra gemiti e strilla concitate in un nuovo episodio. Yoshi’s Island sembrava essere diventato un gioco cult che non necessitava di rivisitazioni ne tanto meno di un sequel, un nuovo episodio per quanto divertente difficilmente sarebbe riuscito a surclassare il primo capitolo rischiando di rovinare tutto. Ma i sogni si sa, si avverano quando meno te lo aspetti ed è così che come una meteora arriva il seguito ufficiale su Nintendo DS fra sorrisi giocondi, qualche lacrima nostalgica e scetticismo su come a distanza di anni si possa riuscire a migliorare un gioco impeccabile sotto ogni aspetto. Artoon si rimbocca le maniche e si prende la responsabilità di riportare in vita un gioco tanto amato, lasciando inalterato il gameplay, cercando di non strafare con inutili e poco consone aggiunte ma arricchendolo con la presenza di altri amici a Mario tanto cari. Il piccolo idraulico questa volta ritroverà compagni e acerrimi nemici in formato ridotto affrontando assieme una nuova avventura sul comodo dorso dei piccoli dinosauri isolani. La presenza di Peach, Donkey Kong, Wario e Bowser amplia a dismisura la scuola materna allestita da Nintendo, accrescendo il divertimento grazie alle diverse caratteristiche di ogni personaggio che risulteranno indispensabili per poter procedere senza intoppi. Osservare Donkey Kong, Wario e Bowser nei loro primi giorni di vita muniti di ciuccio e pannolino strappa più di un sorriso, ma questa volta gli infanti non si limiteranno a piangere come degli ossessi se staccati dalla sella dello Yoshi di turno ma contribuiranno attivamente al proseguimento del viaggio usufruendo delle proprie peculiarità per oltrepassare ostacoli invalicabili per il piccolo dinosauro. Grazie al suo inseparabile ombrellino, Baby Peach esegue brevi voli sfruttando le correnti d’aria raggiungendo altezze considerevoli; Donkey kong invece può compiere impervie scalate su rampicanti e pareti rocciose, dondolarsi da una liana all’altra e abbattere con energiche spallate massi e pareti aiutandoci così a centellinare le preziose uova deposte. I due rispettivi nemici Bowser e Wario invece possono attrarre a se monete e ogni altro oggetto metallico si trovi nelle vicinanze e in particolar modo in anfratti inaccessibili. Entrambi possono sputare fuoco ma nel caso del corazzato Bowser il povero Yoshi non potrà deporre uova, in compenso sarà comunque possibile inghiottire nemici e lanciarli al momento.

    Aggiunte che non minano il gameplay ma che lo rendono più appetibile e strategico spingendo il giocatore a scegliere accuratamente il personaggio e a ripercorrere i medesimi livelli alla ricerca di monete e passaggi prima irraggiungibili. Lo scambio del bebè non è una scelta diretta del giocatore, occorrerà prima trovare uno dei numerosi punti di controllo, posizionarsi sopra e attendere il tempestivo intervento della cicogna che porterà i piccoli, a quel punto decideremo con quale continuare fino al prossimo scambio, sbloccando in ordine sequenziale tutti i quattro personaggi principali fino a liberare Baby Luigi. Questa l’unica vera innovazione che non compromette assolutamente un gameplay solido ed esemplare come quello di Yoshi’s Island. La giocabilità si attesta su livelli di altissimo potenziale ludico, una meccanica di gioco sempreverde, fresca e intuitiva, ricca di situazioni divertenti che invogliano il giocatore a completare il gioco al 100% trovando ogni moneta e scovando tutti gli accessi segreti. Se il gameplay non ha bisogno di particolari menzioni, visivamente troviamo un motore grafico degno di nota ma forse non all’altezza dello stile inconfondibile che caratterizzava il predecessore.

    L’isola è costernata da una miriade di buffi personaggi, uno più strampalato dell’altro e da una moltitudine di vivaci scenari, colorati e ben disegnati. Tutto appare nitido e pulito, forse troppo, nulla di seriamente problematico ma sotto questo aspetto Artoon ha compiuto un mezzo passo falso rendendo Yoshi’s Island graficamente poco confondibile dalla massa. Lo stile pastelloso che tanto abbiamo amato in passato è andato quasi definitivamente perso in favore di una veste grafica meno concettuale e decisamente più anonima. Ma è un particolare di poco conto e del resto poco importa se Yoshi’s Island DS non sia riuscito a valicare quel capolavoro che brillò di luce propria sull’insigne console Nintendo a 16 bit, la cosa certa è che al momento ambisce il titolo di miglior platform assieme a New Super Mario bros e Kirby Canvas Course nonché uno dei migliori giochi disponibili su Nintendo DS e non è poco.

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