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Need for Speed Carbon - Pc (Recensione)
a cura di
Vincenzo Riggio (Dicembre 2006)
Piattaforma: Pc
Sviluppatore: EA Black Box
Distributore: Electronic Arts
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  • 7
    8,5


    Argomenti Correlati per Pc: Scheda | News | Download | Trucchi

    Questo gioco è disponibile anche per: Playstation 2 | Wii | PS3 | Xbox 360 | Gamecube | Xbox

    Nera come il carbone è la notte che avvolge questo nuovo episodio di Need For Speed.

    Dopo che Need for Speed Underground nel 2004 ha venduto un numero di copie spropositato, la più grande etichetta indipendente al mondo non poteva che continuare a sviluppare questo brand dalle potenzialità esplosive. L’anno scorso in contemporanea del lancio di Xbox 360 ha visto luce Need for Speed Most Wanted, che ha avuto il pregio d'inserire un tocco creativo con l’aggiunta delle scene di intermezzo e della trama che legava le varie gare durante tutto l’arco del gioco. Inoltre, la polizia tornava con una feroce sete di vendetta. La versione di quest’anno, di cui stringiamo la splendida custodia in questo momento, Need for Speed Carbon, fa riferimento al Canyon Carbon dove i piloti si sfidano per il controllo del territorio della vicina città: costituisce una piccola svolta nella serie, introducendo nuove funzionalità, ed eliminandone altre continuando sul trend della narrazione della trama con massicce sequenze in FMV. Carbon, in altre parole è un aggiornamento di tutto rispetto del titolo dell’anno scorso che presenta una grafica migliorata, un eccellente modalità di personalizzazione delle auto, un sistema di progressi differente, e tutto ciò che di buono si è visto fino ad ora. Non è niente di rivoluzionario, niente di brillante, ma è un buon gioco di corse, solo corse.

    Carbon è un racing game arcade che rimane fedele come impostazione ai suoi predecessori della serie Need For Speed. Siamo in grado di guidare usando quattro prospettive differenti, due dentro l’auto e due da fuori, una campagna in singolo di 10-14 ore, e una serie di mini sfide basate sulla collezione di carte da corsa. La modalità carriera, ovviamente, è la parte più gustosa del titolo, comprende un’intera città divisa in quattro territori, più diverse corse sui canyon collinari sparsi fuori città. Il giocatore può scegliere tra tre differenti tipologie di auto, exotic, tuner e muscle (quest’ultime sono le novità). Le quattro nuove caratteristiche presenti nel gioco sono la squadra, una modalità di scultura della carrozzeria (in modo da personalizzare all’estremo i nostri bolidi), le gare di drift e delle classi di auto aggiuntive. Una delle aggiunte più importanti è la funzione online. Infatti, permette scontri all’ultima derapata tra 1-8 giocatori ai comandi di un PC, Xbox 360 e PS3. Niente online invece per la vecchia guardia.

    La modalità carriera segue, come già accennato, la narrazione in FMV vista l’anno scorso. Probabilmente data la presenza dei nuovi membri di squadra, questa volta l’EA deve aver pensato di fare cosa gradita inserendo una vera moltitudine di clip che risultano di ottima qualità e ben inserite nel contesto videoludico. Nell’episodio precedente il gioco era abbastanza lineare. Razor era il nostro avversario e dovevamo vendicarci di ciò che aveva combinato. La trama veniva avanti in modo lineare e facilmente accettata dato che dovevamo vedercela con un “cattivo”. Quest’anno la trama è decisamente più interessante, con numerosi misteri da svelare celati dietro una fin troppo semplice premessa. C’è da dire che nella realizzazione delle scene si è forse esagerato un po’, sarebbe stato più d’effetto lasciare un po’ di spazio anche alla fantasia dei giocatori, e non presentare un sacco di bulli tutti tirati a lucido. La recitazione degli attori è discreta.

    Che gioco di corse sarebbe se non ci fossero delle belle ragazze (e lasciateci dire, che sono tutte delle bellissime donne!)? Ma fanciulle a parte, il prodotto restituisce sensazioni differenti rispetto al passato. Rimane sempre lo stesso gioco arcade accessibile a tutti dove le auto non si danneggiano mai, è sempre Need for Speed. E l’aggiunta delle muscle car, e i tuner estremi che si possono realizzare alterano davvero la sensazione che accomunava la serie. Il gioco parte con una semplice auto che potrebbe essere uscita dal concessionario, e poi via via ci permette di aggiungere migliorie estetiche e tecniche. Le auto sono divise in due classi, ma anche in livelli. Ci sono tre livelli, a partire dal livello uno. Il secondo livello è più veloce, e il terzo è drasticamente veloce. All’inizio del gioco non potremo immaginare quanto corrono veloci le auto del terzo livello, correre forse non è la parola giusta, sarebbe meglio usare volare per rendere meglio l’idea. Il gioco scorre via a 30fps con qualche occasionale variazione di framerate.

    Il sistema di gestione dei progressi è molto simile a quello visto nel titolo THQ Saint’s Row. Il che si traduce in una cosa abbastanza positiva. Inizieremo vestendo i panni di colui che non ha più nulla, ma che in passato era riuscito ad avere tutto; ovviamente dovremo ricominciare tutto da capo per poter tornare ai fasti di un tempo. Inizieremo con lo scegliere la classe dell’auto, e ovviamente, sebbene le muscle car ci attiravano parecchio, non abbiamo resistito al fascino italiano di un’Alfa Romeo Brera, splendida nella sua veste virtuale così come nella realtà. Ovviamente a questo livello iniziale del gioco le differenze tra le auto sono davvero minime, e comunque se con il procedere del gioco decidessimo di voler cambiare classe niente paura, vinciamo un duello con i boss e avremo i soldi necessari per comprare un’altra auto. O, come già avvenuto in passato, battiamo un boss e potremo scegliere una fiammante nuova auto tutta per noi.

    Ci sono più di 40 auto da comprare o sbloccare. Un piccolo elenco delle più significative: Mustang GT, Dodge Charter SRT8, il vecchio Dodge Charter RT, Mazda Speed3, RX-7, RX-8, Eclipse GT e la Lotus Elise, Alfa Brera, Mercedes CLK-500 e una varietà di Porsche. Ogni territorio è suddiviso in settori, in ogni settore si possono trovare tre – quattro gare. Per conquistare il settore dovremo vincere ogni singola gara, fino a conquistare l’intero territorio. Inutile dire che ogni territorio è controllato da un’altra gang, comandata da un boss, il quale ci verrà trovare mano a mano che avanzeremo all’interno del suo territorio. Le altre gang però non staranno a guardare mentre noi conquistiamo la città, e di tanto in tanto verremo sfidati a mantenere il controllo su zone che ci appartengono. Avremo due possibilità, accettare la sfida o rifiutarla. Se partecipiamo e vinciamo rimangono nostre. Se perdiamo… possiamo sempre riprovare. Questa funzione era implementata meglio in Saint’s Row perché le sfide erano sempre differenti. In Carbon, si gareggia sul territorio già vinto in precedenza, e anziché sembrare una vera sfida, sembra una ripetizione. Una nuova gara o un differente percorse sarebbero stati decisamente più ben accetti. Una volta preso un territorio il boss precedente si presenta per una sfida. Sfida uno contro uno e quindi dritti al Carbon Canyon per una bella corsetta notturna divisa in due tratti.

    La gara in due parti avviene su una strada piuttosto stretta piena di tornanti. La prima parte della gara prevede di seguire il boss il più vicino possibile, dato che il punteggio viene calcolato sulla prossimità. Nel secondo round è il boss che ci segue. Ovviamente vince chi fa più punti. Nelle nostre prove abbiamo notato che normalmente le gare più difficili sono quelle che inaugurano un nuovo territorio per diventare via via più semplici. Le corse nel canyon non ci hanno mai impensierito, anzi un paio di volte siamo riusciti a chiudere la disputa direttamente al primo round piazzando al boss avversario un distacco superiore ai 5 secondi. In Most Wanted le gare finali erano decisamente più difficili e divertenti, specialmente se si gioca su PSP. Queste sono semplicemente differenti, non ci hanno colpito né in positivo né in negativo. Aspetto sconsolante è che di boss ce ne sono solo quattro, mentre nel titolo precedente ne avevamo 15.

    Direttamente dal mondo NASCAR (sempre scuderia EA) arriva un’altra bella novità: la squadra. La squadra viene introdotta attraverso lo svolgersi della trama. Questi elementi che ci correranno al fianco non sono particolarmente divertenti o caratteristici, ma non è quello che sono, ma quello che fanno ad essere importante. E manco a farlo apposta quello che riescono a fare è davvero poco. Possono essere di tre tipi: drafter, scout e blocker. I drafter una volta attivati ci permettono di sfruttare la scia che generano i loro bolidi, dandoci modo di guadagnare velocità. Il problema è che le piste non hanno abbastanza rettilineo da renderli così indispensabili, e ovviamente una volta che ci ritroveremo a bordo di un bolide come si deve saranno del tutto inutili. Gli scout cercheranno le scorciatoie all’interno dei livelli, e in effetti possono avere una certa utilità, anche se normalmente osservando la pista si riesce a trovarle da soli, e quindi gli scout eliminano un po’ del divertimento che ha caratterizzato la serie da sempre. I blocker invece si occupano di creare scompiglio nelle fila avversarie, principalmente si scontrano con le auto dei nostri avversari. Funzionano abbastanza bene, e dei tre risultano i più utili ed efficaci. Ma l’aggiunta di una squadra ha anche altri aspetti. Al momento i tre membri del team causano più guai che benefici in Carbon. I membri della squadra puntualmente si metteranno in mezzo ai piedi, capiterà che ci ostacolino accidentalmente costituendo motivo di sconfitta in più di un’occasione. Potrebbe anche capitare che vincano delle corse per noi. Per qualcuno questo potrebbe essere un bel beneficio, per altri no. I compagni di squadra parlano sempre con noi durante la gara, tramite walkie talkie, fornendo commenti sul nostro stile di guida o su ciò che avviene in gara. Verso la fine del gioco potremo scegliere fino a sei membri da assumere, anche se a dire la verità preferiamo non averli per nulla.

    Uno dei pregi di Need for Speed Underground fu quello di introdurre la possibilità di personalizzare le auto in modo serio e spettacolare, e i titoli che seguirono fecero altrettanto. Così come nel passato anche adesso vincendo le gare accumuleremo del denaro e sbloccheremo nuove parti da utilizzare sulla nostra vettura. Accedendo alla mappa potremo dirigerci verso una gara, visitare la nostra tana, o un concessionario (dove poter acquistare e vendere un bolide). Nella nostra officina possiamo modificare le auto. È possibile acquistare parti o kit nel solito modo ormai abbastanza familiare. La possibilità di scelta è vasta, anche se parrebbe inferiore a quella vista in Underground 2. La nuova opzione AutoSculpt, però, corregge parzialmente questa mancanza. Appena assumeremo uno scout saremo in grado di poter modificare e dare nuove forme alle componenti appena acquistate. Spoiler, paraurti, minigonne, e altro ancora sarà possibile moddarlo con il semplice impiego di una serie di slide. Ovviamente l’effetto sarà solo visivo. Ma volete mettere il divertimento? E una volta preparata la nostra bambolina potrà venir mostrata su Internet, giusto per un sano confronto.

    Per quanto riguarda la grafica i fan dei primi due episodi noteranno che in Carbon si ritorna a percorrere le strade piene di luci al neon colorate, abbandonando almeno temporaneamente le locazioni più country di Most Wanted. Il gioco è pieno zeppo di luci colorate, livelli notturni e scuri, e un look decisamente urbano rende meglio l’ambiente in cui ci si ritrova a giocare. Gli effetti speciali adornano le strade e le auto. Scie si generano dagli oggetti per accentuare l’aumento del senso di velocità. La possibilità di effettuare personalizzazioni estreme rende giustizia all’aspetto grafico del gioco, che può contare su un bell’esempio di caratterizzazione visiva , in parte dovuta anche alle numerose scene in FMV. Sul lato sonoro, Carbon prende lo sbalorditivo e apprezzato reparto audio di Most Wanted e lo sbatte violentemente fuori dalla finestra. Qui siamo su un altro pianeta, mai un NOS si è potuto distinguere così bene, mai un motore truccato ha vagito così allegramente, e mai prima d’ora la radio della polizia ha fatto così paura. Le musiche sono energetiche e turbolente. Aumentano di intensità e volume quando verremo inseguiti dai poliziotti e c’è un bel mix tra rock e techno.

    Need for Speed Carbon non è un gioco così rivoluzionario, ne un titolo così eccelso. Invece rappresenta esattamente quello che EA fa meglio: creare giochi con un sacco di opzioni. Carbon mischia quanto di meglio si è visto nei titoli precedenti e ce lo restituisce in una bella veste con tanto di filmati in FMV. Le sezioni di drifting possono piacere oppure no, però ci sono, le sfide nel canyon sono accettabili, e la squadra… beh quella proprio no. Nella miriade di nuove funzionalità, l’aggiunta delle muscle car e l’opzione mutliplayer sono le cose migliori. Consigliati agli amanti del genere, ma anche a chi vuole godersi qualche minuto di sano divertimento.

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