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Pronti ad andare in guerra? Wiii
La nuova console Nintendo, nelle intenzioni dei suoi creatori, promette di rivoluzionare il modo di divertirsi, spostando l’asse degli equilibri dalla sin troppo abusata veste grafica alla semplice e pura giocabilità. E così se Wii Sports e Wii Play hanno mostrato alcune potenzialità del controller Wii Remote, viene legittimo pensare a come questo possa comportarsi con i titoli non “first party”, e apparsi su altre piattaforme più prestanti. Call of Duty 3, sotto questo punto di vista, è un ottimo banco di prova per il Wii. Osannato nelle sue diverse incarnazioni, il shooter guerrafondaio della Activision, ha convinto per l'innegabile sensazione di trovarsi al centro del campo di battaglia, tra urla concitate, fischi di pallottole ed immagini cruente. La console di Nintendo si ritrova così a ballare in un palcoscenico di primo piano, ma basterà il controller Wii Remote a farci dimenticare la profusione di dettagli che ci ha ammaliato su Xbox 360?
Siamo nel 1944, nei giorni del D-Day. Stavolta l’ennesimo sbarco sulle spiagge della Normandia ci sarà risparmiato per catapultarci nelle campagne francesi al fianco dei partigiani nella liberazione della Francia. Come è tradizione della serie, vestiremo i panni di differenti soldati come quelli americani, inglesi, polacchi e canadesi con campagne a se stanti, che dovrebbero ricreare, nelle intenzioni degli sviluppatori, delle trame intriganti. In realtà il canovaccio delle trame non tarderà a far sbadigliare il giocatore per i soliti personaggi stereotipati come quello che ha antipatia per i francesi, il sergente duro e autoritario, o il soldato codardo.
Il canto del cigno
Il Wii atteso al banco di prova per il suo Wii Remote, convince solamente in parte, lasciandoci un retrogusto amaro, che ci accompagnerà per tutta la durata dell’avventura. Con il telecomando si gestisce il mirino, si zooma e si gestiscono le armi, mentre con il Nuchuck ci si abbassa, si saltano gli ostacoli e ci si muove sullo schermo. Tutte le azioni viste sulle console “non rivoluzionarie” sono state implementate, con delle piccole chicche (teoricamente) come il combattimento corpo a corpo, e alcune sequenze arcade che verranno gestite in maniera non troppo convincente dimenandosi con i due controller. Il sistema di controllo del Wii che sulla carta dovrebbe sposarsi alla perfezione con il genere sparatutto, aggiungendo un maggior coinvolgimento, presta il fianco a diverse nubi che non si dipanano neppure dopo prolungate ore di gioco. Il sistema di controllo tramite il Wii Remote soffre di una marcata sensibilità nello spostamento e non risulta convincente il connubio di azioni con il Nunchuck, come il lancio di una bomba, o la raccolta di un’arma. Il problema più grande è che è necessario puntare il telecomando esattamente al centro delle schermo, senza la benché minima esitazione della mano per fissare la visuale innanzi. Manca una sorta di zona morta che eviti al giocatore una posa plastica, spossante fisicamente che non lo risparmia neppure durante i lunghi filmati passivi. Purtroppo, sotto il profilo della precisione, il minimo movimento della mano fa spesso schizzare il mirino sullo schermo, con una inerzia non naturale e debilitante nelle sparatorie contro più nemici. Il lancio della bomba, utilissimo nel gameplay della serie, risente della scelta degli sviluppatori di utilizzare il d-pad per imprimere la forza necessaria. Peccato che la pressione del succitato tasto mal si sposi con la precisione del telecomando Wii, che soventemente provocherà il lancio della granata in una direzione errata. La scelta, nel menu delle opzioni, di gestire il lancio della bomba con il Nunchuck, sarebbe apprezzabile, salvo poi scoprire che è necessario selezionare la bomba con il d-pad. Mah! Presente la possibilità di rilanciare le bombe tirate addosso dai nemici, ma non sarà certo questo a cambiare le carte in tavola del prodotto.
Wiittoria?
Il senso di frustrazione dovuto alla mancanza di una gestione accurata del proprio mirino porta il giocatore che vuole sopravvivere alla battaglia, ad una tattica più prudente, meno scoperta. Di sovente si lascia ai propri compagni agguerriti la prima linea, limitandosi a sparatorie più guardinghe. E' questo un risultato da dimenticare? Non proprio. Nonostante le critiche, a cui si presterebbe qualsiasi conversione diretta, Call of Duty 3 risulta gestibile dopo circa quattro ore, godibile in una certa misura a patto di non aspettarsi uno sparatutto rivoluzionato dalla console Nintendo, ed a patto ancora di scendere a compromessi con un sistema di controllo che funziona nei minimi sindacali.
Graficamente Call of Duty 3 si pone su un gradino inferiore rispetto alla versione vista su Xbox 360, facendoci scordare in toto le ambientazioni foto-realistiche ammirate e stabilizzandosi su livelli che ricordano la generazione a 128 bit. La chiarezza dell’azione non viene comunque mai compromessa, nonostante un innegabile riduzione del dettaglio e dei colori talvolta spenti, a volte tendenti a conferire ai soldati un aspetto “plasticoso”. Tranne che nelle fasi più concitate il frame rate si mantiene su discreti livelli. Menzione d’onore invece per le musiche e i rumori di battaglia, resi ancora più credibili dalle urla in tedesco degli avversari.
La linea segnata dai ragazzi di Treyarch è orma giunta al capolinea. Seppur il coinvolgimento e la scenografia abbiano toccato in questo terzo capitolo il loro gradino più alto, si avverte in maniera sempre più impaziente una maggiore libertà e la possibilità di gestire ordini al proprio gruppo di uomini. La concorrenza bellica già da tempo si è mossa per colmare queste lacune, senza però raggiungere i fasti delle battaglie sanguinose dipinte da Treyarch. Call of Duty 3 è l’unico sparatutto insieme a Red Steel presente nella line-up iniziale del Wii. Questo basta a gettare una nuova luce sul prodotto? Noi crediamo di no. Infatti l’iniziale impressione, verrà confermata sino alla fine: il gioco non è stato sviluppato pensando al nuovo controller Wii, e questa costituirà una innegabile delusione per i fan Nintendo.
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