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Uno sguardo approfondito sulla kermesse giapponese.
L'edizione 2006 del Tokyo Game Show si è aperta con l'atteso discorso di Kutaragi, presidente di Sony, su PS3. Nel 2005 l'apertura dello show era stata tenuta da Iwata, presidente di Nintendo, che aveva colto quell'occasione per presentare al mondo il suo rivoluzionario Wiimote; quest'anno sarebbe stato lecito aspettarsi qualcosa di analogo, ma così non è stato. Nonostante la molta carne al fuoco: precisazioni sul servizio online di PS3, emulazione di PSOne su PSP, un eventuale passo indietro sull'annullato lancio europeo, Kutaragi si è limitato a ribadire la grande potenza della sua nuova console e di come questa sarà in grado di offrire giochi mai visti prima. Uniche vere "notizie" in un discorso complessivamente già sentito, la presenza di una sorta di Virtual Console/Live Arcade anche su PS3, con possibilità di emulare PSOne, PS2, Megadrive e PC-Engine, la possibilità di aggiornare il firmware della macchina, come avviene con la PSP, e un browser integrato nel sistema operativo. Leit motiv del discorso: "PS3 funzionerà come un server casalingo". In conclusione, un occasione sprecata per Kutaragi, per fortuna bilanciata dall'ottima performance fieristica della sua console, che si è lasciata toccare e giocare dal suo pubblico di casa. Infine, nel corso del TGS è anche arrivato l'annuncio "bomba" almeno per i giapponesi, ovvero l'abbassamento di prezzo di 10.000 yen (circa 70 euro), da 59.000 yen a 49.000 yen (poco meno di 350 euro), che allinea il prezzo del macchina con quello combinato di Xbox 360 e del suo lettore HD DVD, che uscirà sul mercato nel corso di novembre. Peccato che l'abbassamento di prezzo interessi solo il mercato giapponese.
Atteggiamento aggressivo di Microsoft
Più aggressivo al contrario l'atteggiamento di Microsoft, che ha portato in fiera almeno tre titoli molto forti per il mercato giapponese, ovvero: Blue Dragon e Lost Odyssey di Mistwalker, lo studio di Hironobu Sakaguchi, ed Eternal Sonata, un GdR di Tri-Crescendo che ricorda molto da vicino lo stile della serie Tales of. Inoltre, Microsoft ha colto l'occasione anche per annunciare il lancio della versione "Core" di Xbox 360 anche in Giappone, di fatto abbassando il prezzo di mercato della console, che ora i giapponesi possono acquistare per poco meno di 200 euro. Una serie di mosse che sembrano, per la prima volta, aver smosso leggermente l'interesse del pubblico giapponese verso questa console. A testimonianza di questo fatto, le code di oltre 160 minuti a cui sottoporsi per provare una versione giocabile di Blue Dragon, il GdR con il character design di Akira Toriyama che questo Natale sarà la prima, vera, killer application di Xbox 360 in Giappone. Una cosa che nel corso del TGS 2006 abbiamo capito a fondo, è l'importanza dei GdR per il mercato giapponese. Gli stand più affollati della fiera erano infatti proprio quelli delle case produttrici di giochi di ruolo o quantomeno di titoli legati al mondo degli anime. In questo senso, quest'anno va segnalata anche la pressoché totale assenza in fiera di software house occidentali, fatta esclusione per Microsoft, e la limitatissima presenza di FPS o strategici in tempo reale.
Vincitori e vinti?
Sforzi di Microsoft a parte, la vincitrice di questo Tokyo Game Show 2006 è comunque stata Sony o, meglio, PS3. L'enorme stand Sony occupava una buona porzione del padiglione principale della fiera e, insieme a quello SquareEnix e Capcom calamitava letteralmente il flusso dei visitatori, tanto che nelle ore di massima affluenza era difficile anche solo mettersi in coda per provare un titolo esposto da una di queste case. Per quanto riguarda Sony, la parte del leone l'hanno fatta titoli come Heavenly Sword, Genji 2, Gran Turismo HD e il PlayStation Theater, ovvero l'enorme struttura in cui venivano proiettati in continuazione filmati dei giochi PS3, dai nuovissimi Ninja Gaiden Sigma e White Knight Story, al classico ma sempre piacevole Metal Gear Solid 4. Nonostante titoli realmente forti come Final Fantasy XIII o, appunto, MGS 4 non fossero presenti, i giapponesi hanno comunque voluto provare la console che a breve invaderà le loro case. Unico "titolone" presente in forma giocabile in fiera è stato Devil May Cry 4 che, guarda caso, ha fatto l'en-plein di giocatori, con file che hanno toccato le tre ore di attesa. Attraversando il primo padiglione della fiera (Microsoft era relegata nel secondo), l'impressione era che in Giappone le uniche macchine a destare interesse fossero PS3 e Nintendo DS. In tal senso, magra anche la figura di PSP: malgrado una discreta presenza in termini di postazioni di gioco, sono stati proprio i giochi a mancare. Con l'esclusione di Moster Hunter 2, un fenomeno fondamentalmente giapponese, l'unico gioco inedito degno di nota è stato Metal Gear Solid Portable Ops, un titolo comunque subordinato a Metal Gear Solid 3, che nel suo piccolo ha fatto comunque una buona figura, ma il resto? Assolutamente nulle anche le precisazioni sul più volte annunciato servizio di download ed emulazione dei titoli PSOne su PSP, a questo punto le possibilità sono due: o Sony ha momentaneamente "dimenticato" la figlia piccola per dedicarsi anima e corpo al debutto di quella grande o, più probabilmente, il fantomatico servizio di download ed emulazione sarà un qualcosa di condiviso tra PSP e PS3 e verrà reso noto nei dettagli solo dopo il lancio di quest'ultima. Considerando le più volte citate funzioni di "server" di PS3, è lecito aspettarsi grandi cose in termini di condivisione di contenuti, siano essi film, musica o giochi, tra queste due console.
Scendendo nel dettaglio delle cose viste in fiera, il modo migliore di procedere è per stand. Vero centro nevralgico dell'evento è stato il padiglione di Sony, dove erano concentrati gli stand di tutte le maggior software house del Giappone, da Capcom a SquareEnix, da Namco Bandai a Konami, senza dimenticarci di Sega. Lo stand Sony era diviso tra PS3 e PSP, quasi del tutto assente PS2, evidentemente messa da parte per dare maggiore visibilità alla sua sorella maggiore; parte dello stand era infine dedicata al grande teatro di cui sopra. Al di là dei già citati Heavenly Sword, Genji 2 e GT HD, buona parte dello spazio espositivo era destinato a Motorstorm, Resistance: Fall of Man e Warhawk. Nonostante questi ultimi due giochi, entrambi FPS, fossero ben poco interessanti per il pubblico giapponese, hanno comunque riscosso un discreto successo. La parte più frequentata dello stand è comunque stata il teatro, probabilmente tutti i visitatori della fiera ci hanno dato almeno un'occhiata. Piuttosto ampia in termini di spazio anche la porzione di stand dedicata a PSP, giocoforza meno frequentata data l'assenza di titoli importanti (sia Metal Gear Solid Portable Ops che Moster Hunter 2 erano presenti anche agli stand dei rispettivi produttori, Konami e Capcom). Guardando alla performance Sony con occhi disincantati, l'assenza di titoli inediti degni di nota (Motorstorm ed Heavenly Sword erano già stati presentati all'E3) è stata quasi imbarazzante, tuttavia è innegabile che le potenzialità della console abbiano colpito in qualche misura un po' tutti. Molto buono in particolare l'incontro con il pad PS3, pressoché identico al vecchio Dual Shock 2, ma molto più leggero e dotato di leve analogiche più sensibili e di due grilletti (L2 e R2) con una corsa maggiore. Tenerlo in mano è stato un vero piacere.
Square-Enix
Lo stand SquareEnix, grande tanto quanto quello Sony, è stato invece un inno alla continuità, tanti erano i seguiti/riedizioni/remake di titoli passati presenti in forma giocabile e non. Segnalata con rammarico la prevedibile assenza di Final Fantasy XIII in forma giocabile e archiviati senza troppo interesse i numerosi titoli per telefono cellulare e le nuove versioni di Kingdom Hearts II (Final Mix e Re: Chain Memories), rimangono da citare solo Dawn of Mana per PS2 e un discreto numero di pregevoli titoli per Nintendo DS che, nel bene e nel male, hanno catalizzato l'attenzione del pubblico. Degno di nota in particolare Dragon Quest Monster J che, con un impianto grafico davvero notevole, lo stile di Toriyama e tutto il fascino del mondo di Dragon Quest, è già una hit annunciata per i giapponesi. Anche lo stand SquareEnix vantava un enorme teatro per la proiezioni dei trailer dei suoi giochi, tra i tanti segnaliamo la riconferma di FFVII: Crisis Core per PSP, sfortunatamente non presente in forma giocabile, e gli altri due titoli legati al mondo di FFXIII, ovvero FFXIII: Agito e FFXIII: Versus; il primo è un gioco di carte per telefoni cellulari, il secondo invece è un titolo PS3, ma ancora non sono noti né genere né storia. Al TGS 06 SquareEnix ha preferito fare l'attendista, senza sbilanciarsi troppo e proponendo un supporto a 360° su tutte le console sul mercato. Unici assenti i titoli per Wii, di fatto pochi in assoluto, data l'assenza di Nintendo. Dal punto di vista di occidentali spiace, infine, di essere esclusi dal grande interesse che SquareEnix nutre per i telefoni cellulari, da FFVII Dirge of Cerberus: Lost Episode a MonoTone, i titoli presenti allo stand erano davvero numerosi. D'altronde, basta fare un giro sui treni giapponesi per capire le dimensioni di questo mercato in continua crescita: grazie all'ampia offerta di abbonamenti flat e al grande supporto di siti adatti, in Giappone il cellulare si è trasformato in un vero computer, con cui spedire e-mail e navigare in internet, oltre che giocare, online e non solo. Vedremo mai simili idee anche da noi? In fondo siamo o non siamo il primo paese europeo per diffusione dei cellulari?
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