RECENSIONE
Red Baron 2 - Pc

Siete pronti a sfrecciare nel cielo alla guida di un biplano?
a cura di: Simone Murtas (Marzo 1998)

Qualche anno fa la pubblicazione del titolo RED BARON fece scalpore nel mondo dei simulatori di volo. Finalmente era possibile abbandonare tutte le apparecchiature elettroniche, i piloti automatici, i missili a ricerca (chi più ne ha, più ne metta), e combattere su aerei di legno e tela che stanno in aria quasi per miracolo, mettendo alla prova essenzialmente le proprie capacità, senza avere sistemi di controllo o di puntamento a "filtrare" i propri comandi. Un po' come quando ci si mette a guidare un Kart: niente sospensioni, niente differenziale, niente di niente!! Un motore un volante e tanto spasso. In aggiunta, l'ambientazione della I guerra mondiale costituiva una novità, differenziando così il gioco da tutti i suoi concorrenti. Tutto ciò ha fatto di RED BARON un classico, che ancora oggi è giocato da tantissimi appassionati e occupa notevoli spazi sul Web con siti interi a lui dedicati. Con queste premesse la SIERRA ha messo in opera il tanto atteso sequel, RED BARON II, un simulatore di volo sempre ambientato nella I guerra mondiale, ma che ora sfrutta la potenza e le caratteristiche dei PC moderni. La confezione del gioco consiste in un CD e in un manuale, che consiste in una vera e propria opera sulla guerra aerea nel primo conflitto. Sono infatti riportati tutti i principali avvenimenti, documentati con foto d'epoca, le caratteristiche degli aerei, le storie dei piloti più importanti nonché una notevole guida sulle manovre di combattimento che si differenziano notevolmente da quelle moderne, in quanto le capacità dei mezzi erano sicuramente diverse. Il menu' principale del gioco permette di scegliere fra 3 opportunità: 1) Volo immediato 2) Missione singola 3) Campagna La prima opzione permette il classico "DOG-FIGHT" immediato, ci si trova già in volo con un avversario da abbattere. È possibile scegliere il proprio aereo e quello dell'avversario da una rosa di 22 modelli disponibili, tutti ricostruiti in maniera fedele, tant'è che ogni cruscotto è differente, così come l'armamento e il modello di volo. La seconda scelta offre la possibilità di partecipare ad una missione predefinita o impostata dal giocatore. La "Campagna" è sicuramente la più interessante delle opzioni in quanto permette di iscrivere un pilota ad una delle forze in conflitto (USA, Germania, Francia e Regno Unito), stabilirne il grado (e quindi il livello di abilità e di responsabilità nel comandare le squadriglie), nonché la data di arruolamento nel periodo del conflitto. Quest'ultima caratteristica influenza il gioco sia per quanto riguarda gli aerei disponibili, che sullo schieramento delle forze in campo. Una "chicca" sta nel fatto che, una volta diventati abbastanza bravi, si avrà la possibilità di decorare il proprio aereo grazie ad un completo "PAINT SHOP" incluso nel programma. Il gioco racchiude in sé 40'000 miglia quadrate di terreno digitalizzato, diviso in 4 regioni fra Germania e Francia. Da segnalare anche la possibilità di visualizzare da menù in 3D tutti gli oggetti che fanno parte di RED BARON, dagli aerei ai dirigibili, dai vagoni ai carri e così via, rendendo pieno merito all'opera di ricerca e ricostruzione fatta dai grafici. Le missioni sono le più svariate, dal classico combattimento aereo, alla difesa di postazioni, alla scorta, all'attacco ai "ZEPPELIN", alla distruzione di ponti ecc. Questo da al gioco una longevità molto alta, grazie anche alla vastità del terreno di gioco (4 intere regioni) e alla variabilità e l'evoluzione del conflitto, soprattutto nella modalità campagna. La possibilità di combattere in rete tramite modem, rete locale o Internet (cosa ormai quasi obbligatoria) è ovviamente presente e costituisce un ottimo stimolo e un punto di forza per la longevità del gioco. Passiamo ora ad esaminare il cuore di RED BARON 2, ovvero il simulatore vero e proprio. La visuale principale è la classica dal cruscotto, rigorosamente in legno, con pochissimi ed essenziali strumenti dallo sfondo nero. Una bussola, un altimetro, l'indicatore dei giri del motore e un segnalatore della temperatura dello stesso. I programmatori della SIERRA hanno aggiunto qualche strumento a sfondo bianco (per evidenziarne la differenza) che all'epoca non esisteva come un indicatore d'inclinazione e un tachimetro. Per orientarsi nel territorio sarà necessario utilizzare esclusivamente la vista e la mappa (non esistendo ovviamente radar o sistemi di puntamento a radiofaro). La realizzazione degli altri velivoli e dei loro movimenti è realizzata in maniera discreta, offrendo una notevole fluidità e credibilità. La capacità del motore grafico di cambiare completamente e radicalmente l'ambientazione a seconda delle condizioni atmosferiche e dell'ora di volo, costituiscono un punto a favore di RED BARON 2. È emozionante, per esempio, trovarsi in volo di notte, durante una tempesta, ad assaltare un dirigibile nemico, riuscendo a scorgerlo solo vagamente durante i lampi. Il sonoro poi aiuta molto a calarsi nell'atmosfera, grazie al borbottio irregolare del motore e a "finezze" come il rumore dei tiranti che si tendono durante le manovre più dure. E proprio durante tali manovre che il simulatore mette maggiormente in evidenza i propri difetti. Sembra infatti improbabile che i biplani d'inizio secolo riuscissero a fare quello che RED BARON 2 permette. Non è certamente credibile che un Fokker possa fare tanto tranquillamente un loop completo partendo da un volo livellato a 100 kmh! Insomma, il modello di volo sembra un po' troppo "permissivo" anche al massimo livello di realismo, quasi che i programmatori abbiano avuto paura di offrire un prodotto troppo lontano dagli standard degli altri simulatori in fatto di manovre e velocità di esecuzione delle stesse. Ma chi gioca a RED BARON 2, si presume voglia pilotare aerei lenti e traballanti, non MIG-29 travestiti da biplani. A tal proposito non può non venire in mente SWOTL, il glorioso titolo della LUCAS che simulava il volo degli aerei della seconda guerra mondiale. Per guadagnare 1500 piedi di quota si doveva salire a spirale, lottando con la temperatura del povero, unico motore a bordo del mitico SPITFIRE. Per un loop era necessario prendere una picchiata di alcune centinaia di piedi per acquistare la velocità necessaria alla salita. Questo in RED BARON 2 non esiste, si punta il muso verso l'alto e l'aereo sale, non troppo velocemente, ma comunque in maniera decisamente irreale. Simpatico e sicuramente più realistico è il comportamento dei velivoli in caso di danneggiamento, come la perdita di un pezzo d'ala o la nascita di un piccolo incendio a bordo. Se il pilota è abbastanza accorto è possibile tentare un atterraggio di fortuna, compensando con la cloche e con le preghiere gli scompensi causati all'assetto dell'aereo. Altra caratteristica interessante è quella dei decolli, rigorosamente da campi in terra battuta o erba (con annessi rumori e scossoni in fase di rincorsa), che obbligano (su molti aerei) a puntare la cloche in avanti (come per una picchiata), per sollevare la coda durante la corsa e, successivamente, a tirarla indietro per guadagnare quota, una nota sicuramente realistica e tipica dei mezzi di quel tempo. Nonostante l'evidente anacronismo, è presente il pilota automatico oltre all'ormai irrinunciabile compressore del tempo, utile nel caso si debbano raggiungere obiettivi lontani e non si vogliano aspettare ore di volo in attesa di giungere a destinazione. Un grave problema del motore grafico, il 3Space 2.0, consiste nel fatto che, ogni tanto, i poligoni dello scenario "perdono" le texture, rimanendo per così dire spogliati. Accedendo alla mappa e poi tornando alla visuale di volo le cose tornano normali, quasi come se si fosse effettuato un "reset" al programma. Questo non può che influire negativamente sul prodotto ed è lecito aspettarsi una patch da parte degli sviluppatori, che corregga il difetto. Ad alta quota comunque il paesaggio è gradevole e le cittadine o le installazioni a terra sono abbastanza attendibili. I combattimenti e le azioni d'attacco sono frenetiche e veloci, grazie anche all'abilità dei nemici che spessissimo sono in grado di dare filo da torcere per lunghissime e spettacolari battaglie prima di cedere. Insomma, ci si diverte sicuramente a volare con RED BARON, specialmente se si prende la briga di fare una campagna completa e di cominciare dalla "gavetta", volando come ultimo aereo in squadriglia per missioni di poco conto e scalando via, via la gerarchia militare, fino a diventare comandanti e magari "assi". Purtroppo il limite della veridicità del modello di volo può costituire una grave pecca per i puristi, togliendo al gioco quelle peculiarità che lo avrebbero fatto distinguere da tutti gli altri prodotti, ovvero le caratteristiche di volo di un aereo di ottanta anni fa.



VALUTAZIONE
Globale : 7
Un'ottima ricostruzione storica e, tutto sommato, un buon simulatore, ma non ha quelle particolarità che sarebbe giusto aspettarsi.

Grafica : 7
La fluidità del gioco è più che soddisfacente su un K6 a 200MHz e l'annunciata patch per schede 3Dfx dovrà rendere la grafica ancora più accattivante (sperando che risolvano anche i problemi di sgranatura sul suolo). Per il momento non è possibile ignorare la pecca della grafica che consiste nella sgranatura delle texture sulle visualizzazioni a corta distanza e del "BUG" delle texture che svaniscono nel nulla. Peccato perché per il resto la grafica è abbastanza convincente.

Audio : 7
D'atmosfera e con trovate interessanti (vedi l'esempio dei tiranti), ma decisamente monotono, visto che da mezzo a mezzo non cambia neanche il suono del motore.

Giocabilità : 6/8
Il doppio voto è d'obbligo in quanto la scarsa veridicità del modello di volo costituisce sia una grave pecca per chi si aspettava una simulazione più realistica e quindi meno "performante" e un pregio per chi invece vuole semplicemente sfruttare l'ambientazione senza rinunciare alle caratteristiche di volo di un aereo moderno. I combattimenti costituiscono comunque una sicura fonte di divertimento, grazie all'intelligenza dei nemici. Anche il volo semplice è piacevole, specialmente nelle condizioni "estreme" come tempeste o atterraggi di fortuna, dove il modello si rende senz'altro più impegnativo e realistico.

Durata : 8
Il grande numero di missioni, l'editor delle stesse e l'accurata programmazione delle campagne rende il gioco più che duraturo. La possibilità di giocare in multiplayer aumenta ancora di più la validità di questo parametro.

Pregi :
L'ottima realizzazione tecnica e la ricostruzione degli aerei sono molto meritevoli, insieme alla cura riposta nell'editor delle missioni e nello sviluppo delle campagne.

Difetti :
Grafica un po' sgranata per quanto riguarda le texture del terreno e caratteristiche di volo degli aerei poco credibili.

HD minimo :
Pentium 133 con 16MB di RAM, CD-ROM 4X e 41MB di spazio su HD.

HD consigliato :
Pentium 200 con 32 MB, Cd-rom 8X e 105 MB su HD. Sono supportati i joystick dotati di feedback.



BOX: LE MISSIONI
Lo svolgersi della campagna comincia, se si è partiti dal grado gerarchico più basso, con missioni semplici come l'attacco alla fanteria avversaria o l'abbattimento di un singolo aereo per aumentare gradatamente di difficoltà, di pari passo con il crescere dei vostri gradi e delle vostre responsabilità.

Queste missioni sono svolte in squadriglia dove, inizialmente, si dovrà svolgere il semplice ruolo di gregario. Successivamente sarà possibile guidare le squadriglie e addirittura selezionare obiettivi e gestire i piloti delle squadriglie. Se una missione non va a buon fine e non si è deceduti, si può continuare a giocare, saltando completamente la missione.


BOX: POESIOLA
Giocando a Red Baron II mi è tornata in mente una bellissima poesia del grande YEATS, musicata anche in una canzone da Angelo Branduardi, dal quale riporto la traduzione in italiano, che reputo la migliore. Se volete un consiglio leggetevi anche la versione in inglese, YEATS scrive con una semplicità disarmante.

Credo che questo brano ricalchi e chiarisca in maniera esemplare lo spirito di molte di quelle persone che, agli albori dell'aviazione, decisero di combattere salendo su un aereo, anziché andare per mare o per terra. Lo spirito futurista degli anni '30 era ancora in fase embrionale, ma qualcuno si sentiva già trascinato verso nuove sfide e nuove frontiere, convinto di trovarsi all'inizio di chissà quale meravigliosa epoca.

UN AVIATORE IRLANDESE PREVEDE LA SUA MORTE



Io lo so che sarà la, da qualche parte tra le nuvole,

sarà la che incontrerò alla fine il mio destino:

io non odio questa gente che ora devo combattere

e non amo questa gente che io devo difendere.

Il mio paese è Kiltartan Cross, la mia gente e i suoi contadini,

niente di tutto questo può renderli più o meno felici.

Ne la legge ne il diritto mi spinsero a combattere,

non fu la politica ne l'applauso della folla.

Un impulso di gioia fu, un impulso solitario,

che mi spinse un giorno a questo tumulto fra le nuvole,

nella mia mente ho tutto calcolato, tutto considerato

e gli anni a venire mi sono sembrati uno spreco di fiato.

Uno spreco di fiato gli anni, che ho passato,

in paragone a questa vita a questa morte.



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