In un turbinio di colori e paesaggi affascinanti, il Kenya si rivela scenario non solo di safari mozzafiato ma anche di un peculiare turismo sentimentale. Le protagoniste sono le "Sugar Mamas", donne europee di mezza età che, animati da un desiderio di affetto e avventura, si recano sulle spiagge keniane alla ricerca di un'emozione che assomigli al vero amore. Tra di loro c'è Teresa, un'australiana cinquantenne e in sovrappeso, che esplora con una miscela di incredulità e speranza questo mercato dell'amore.
Teresa, inizialmente timida e quasi incredula di fronte agli sguardi ammirati di giovani uomini kenioti scolpiti e affascinanti, si ritrova presto a danzare in un gioco di scambi sentimentali dove il desiderio e la compagnia si trasformano in merce di scambio. Il sogno tropicale, però, si infrange poco a poco con ogni nuova conoscenza, ogni delusione, svelando la cruda realtà di un paradiso che vende amore al miglior offerente.
Nella sua narrazione, "Paradise: Love" diviene una riflessione amara e al contempo esilarante sul significato di sfruttamento e desiderio. Chi, in questo gioco di cuori in cerca di affetto, detiene il vero potere? Sono le donne europee con i loro portafogli, oppure i giovani kenioti che sfruttano la solitudine e la vulnerabilità delle loro compagne occasionali? Con un umorismo che coglie di sorpresa e momenti di pungente realtà, il film gioca con le nostre convinzioni, lasciandoci con un'interrogativo persistente: in questo apparente paradiso dell'amore, chi sfrutta e chi è sfruttato?