Il film segue la classica di primavera francese Parigi-Roubaix, nota per le infernali strade lastricate del nord "che non sono più utilizzate per il traffico ma solo per il trasporto del bestiame - e per le gare ciclistiche". Siamo presenti dai preparativi all'alba e dai rituali alla periferia di Parigi, passando per il rigore della gara, con particolare attenzione ad alcuni ciclisti di spicco, fino all'esito finale sulla pista ciclabile di Roubaix, seguito dai corridori sudici che fanno la doccia. C'è anche un occhio alla vita tra gli spettatori e all'evento mediatico in sé. Il film alterna diversi tipi di inquadratura per stabilire la visione più adatta alla narrazione: le riprese dalle moto, che sono in grado di trasmettere il movimento della corsa e di fornire primi piani dei corridori nello stile del reportage televisivo delle gare ciclistiche; le telecamere fisse posizionate in punti strategici lungo il percorso, dove gli spettatori possono osservare i corridori che passano in tempo reale e ottenere così una chiara panoramica della distanza tra i leader e il gruppo principale; e l'occhio olimpico delle riprese dall'elicottero.