Nell'incantevole scenario hollywoodiano degli anni '50, "Harvey" si dipana come un sogno ad occhi aperti, portando sul grande schermo l'omonimo successo teatrale. Incontriamo Elwood P. Dowd, un uomo dalla gentilezza disarmante la cui vita è avvolta da un fascinoso mistero: il suo migliore amico è Harvey, un coniglio alto quasi due metri che solo lui, e pochi altri eletti in rare occasioni, può vedere.
Mentre Elwood naviga fra le onde della vita quotidiana con l'invisibile e stravagante Harvey al suo fianco, chi gli sta attorno non può fare a meno di chiedersi se la sua sia solo un'esuberante eccentricità o qualcosa che sfiori la pazzia. La preoccupazione familiare raggiunge il suo apice quando sua sorella, determinata a salvare la reputazione familiare, prende la drastica decisione di cercare di farlo internare.
Questo innesca una catena di equivoci esilaranti, una commedia degli errori che si snoda con leggerezza e arguzia. Ma la figura di Harvey si rivela ben più che una semplice allucinazione: il suo legame con Elwood è uno strumento di verità, un catalizzatore di riconciliazioni familiari, un seme da cui sbocciano romanzi inattesi e una fonte di saggezza che si svela poco a poco.
"Harvey" è un inno all'amicizia e alla magia dell'inspiegabile, un viaggio commovente che sfida le convenzioni della realtà e celebra l'unicità dell'individuo. Un film che invita lo spettatore a scoprire come, talvolta, vivere secondo le proprie regole possa trasformare il mondo attorno a noi in un luogo ricco di meraviglie e di possibilità inaspettate.