Nelle lande austere ma affascinanti della Sicilia degli anni '60 del XIX secolo si snoda la trama de "Il Gattopardo", epopea che narra il declino di un'aristocrazia al tramonto. Protagonista di questa saga è Fabrizio Corbero, Principe di Salina, noto come "Il Gattopardo", in cui nobiltà e dignità si scontrano con l'immutabile corso del tempo e le mutazioni sociali di un'epoca in subbuglio.
Il confortevole microcosmo del Principe, immerso in privilegi ed eleganza, appare come un'isola felice e immutabile in mezzo al mare di povertà e corruzione che affligge la Sicilia di quel tempo. Tuttavia, l'ascesa di Don Calogero Sedara, un ex contadino ora trasformatosi in un ricco e potente borghese, segna l'inizio di un'era nuova e l'inizio della fine per l'aristocrazia tradizionale.
Il Principe di Salina, pur consapevole del mondo che cambia attorno a sé, si rifiuta di adattarsi, persistendo in un distacco che potrebbe costargli caro. La sua inerzia si contrappone all'ambizione del nipote Tancredi, Principe di Falconeri, che, con occhio lungimirante, decide di cavalcare l'onda del cambiamento assicurandosi un futuro all'interno della nascente società attraverso un matrimonio che simboleggia l'unione fra la nobiltà decadente e la nuova ricchezza emergente: quello con la bellissima Angelica, figlia di Don Calogero.
Il vertice narrativo del film si raggiunge nel sontuoso ballo che dura quaranta minuti, un trionfo di sfarzosità e raffinatezza dove Angelica fa il suo ingresso trionfale in società. Qui si svela lo splendore di un'epoca al crepuscolo, e la danza diventa metafora di quel mondo che, seppur resistendo, è destinato a lasciare il passo a nuovi protagonisti.
"Il Gattopardo" è una rappresentazione scenografica di una società in piena trasformazione, di un tempo che oscilla tra la nostalgia per il passato e l'impellente bisogno di progresso, tra il prestigio di pochi e la miseria di molti, e soprattutto, del tentativo di rimanere rilevanti di fronte a un cambiamento ineluttabile e già in atto.