Nel microcosmo spietato di un liceo, il tranquillo e riservato Joosep naviga tra i corridoi come un bersaglio ambulante per i suoi coetanei dominati da un eccesso di testosterone, con il prepotente Anders a guidare la carica. Ogni giorno di umiliazione per Joosep diventa uno spettacolo deprimente che raccoglie applausi e incoraggiamenti dagli spettatori, alimentando così l'ingiustificato teatro delle crudeltà. Il padre di Joosep, un uomo di rigido stampo militare, lo incita a difendersi, senza però fornirgli gli strumenti adatti a farlo.
In questo scenario di barbarie, Kaspar, un ragazzo popolare e atletico, trova la sua bussola morale sconvolta quando la sua ragazza Thea lo rimprovera per aver preso parte a uno scherzo crudele ai danni di Joosep. Accarezzato dal senso di colpa e da un rinnovato rispetto per la stoica resistenza di Joosep, Kaspar prende la coraggiosa decisione di proteggere Joosep dall'incessante vessazione, scoprendosi ben presto emarginato e divenendo a sua volta bersaglio di bullismo.
Kaspar si trova a lottare con la perdita della sua popolarità e con la dissoluzione della sua vita precedente, mentre Joosep anela a una dignità troppo a lungo calpestata, sognando una fuga verso un nuovo inizio in un liceo lontano. I loro compagni di classe, resi inesorabili da una preoccupante mentalità di gruppo, non fanno altro che spingere sempre più lontano i confini dell'orribile.
La tensione culmina quando Joosep decide di prendere una posizione di principio, e il rifiuto di Kaspar di cedere ai suoi aguzzini minaccia di strapparlo via dal mondo scolastico. Mentre le circostanze sfuggono di mano, la narrazione assume una piega tragica, una cruda riflessione sulle realtà del bullismo scolastico e sulle gravi conseguenze di un mondo avvolto nel silenzio e nella compiacenza.