Nel cuore di un inverno russo così gelido da far scricchiolare la terra sotto i passi dei soldati, si staglia la leggendaria epopea di ventotto eroi dell'Armata Rossa. "I 28 di Panfilov" è più di un film, è un monumento cinematografico in onore dell'eroismo di questi uomini della 316ª Divisione Fucilieri, guidati dal General Ivan Panfilov. Con un arsenale che sembra un reliquiario di un'altra era – fucili Mosin-Nagant, vecchie mitragliatrici e granate anticarro inadeguate – questi soldati incarnano l'ultima speranza di resistenza di fronte a una forza nazista impressionante.
La loro missione è tanto cruciale quanto disperata: fermare l'avanzata di cinquantaquattro carri armati della temuta 11ª Divisione corazzata tedesca, che minaccia di schiacciare Mosca sotto il suo peso di ferro e fuoco. Tratta dalle cronache del reporter Vasiliy Koroteev sul giornale dell'esercito Krasnaya Zvezda, la pellicola dipinge una tela di coraggio indomabile e di dedizione incrollabile. Questi uomini, armati di un patriottismo ferreo e di una determinazione granitica, si oppongono all'inarrestabile nemico con una passione che trascende le loro modeste capacità belliche.
"I 28 di Panfilov" è una celebrazione cinematografica della tenacia e dell'ardimento di questi soldati, che hanno lottato con forza e infaticabile spirito di sacrificio per preservare la loro Madrepatria e la città di Mosca. Una storia che si erge come una colonna nell'immaginario collettivo, un inno all'ingegno umano e alla forza dell'unione contro le avversità. Il loro retaggio, inciso nella storia, rimane un eterno promemoria dell'inarrestabile potere di unità, coraggio e della volontà di lottare per la propria terra.